giovedì, ottobre 26, 2017

Via Menzini, chi giustifica è complice



Foto scattata in Via Menzini, in zona Forze Armate, Milano: in quartiere in cui vivo. Oltre al furgone, le fiamme hanno interessato un motorino e le persiane dell'appartamento del primo piano. Sulla fiancata del veicolo un foglio A4 appeso con lo scotch con un messaggio amaro e dal finale chiaramente accusatorio:

Questa opera è stata realizzata da una mano mossa dall'ignoranza, dall'intolleranza e da una mentalità mafiosa, che vorrebbe imporre la sua volontà con la forza, senza alcun rispetto della legge, della libertà, della proprietà e della vita altrui (visto che si è sfiorata la strage). Chi giustifica e chi tace è complice

Chi tace è complice, d'accordo. Ma chi è tanto cinico da giustificare una cosa simile? Una persona che conosca la vittima e che di fronte ad una scena simile pensi che comunque se la sia meritata. Mi viene in mente che in quella via vedo spesso passare famiglie di ebrei che portano i loro bambini a scuola: che sia quindi un atto ostile dai connotati politico-religiosi, che goda del silenzioso appoggio di una certa comunità antisemita? Ipotesi che non sta in piedi, perché gli ebrei frequentano la via ma abitano da tutt'altra parte (San Gimignano).

Ad ogni modo, stamattina non è stato facile spiegare a Pietro cosa stesse guardando, quando nel tragitto tra casa e scuola siamo passati accanto a quei resti carbonizzati in sella alla nostra bicicletta. Gli ho detto che ci sono persone molto cattive e prepotenti che arrivano a fare dispetti di questo genere, ma mentre lo dicevo mi rendevo conto che le parole non trasferivano il cupo concetto di intimidazione.

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