venerdì, marzo 17, 2017



La scorsa domenica mi è capitato per le mani un articolo dell'Eco di Bergamo conservato (diciamo pure dimenticato) in una scatola di ricordi, in cui venivano pubblicate le fotografie degli studenti più "bravi" del mio liceo, all'indomani della pubblicazione dei voti della maturità. A scanso equivoci, dichiaro subito che io non facevo parte della schiera degli eletti, dal momento che i miei esami purtroppo furono un vero e proprio disastro. Va anche detto, però, che le commissioni esaminatrici quell'anno non furono di manica particolarmente larga: solo 6 alunni su 218 furono premiati con il 60 sessantesimi (di cui tre con encomio), mentre tre quarti dell'intero corpo studentesco dovette accontentarsi di un voto al di sotto della soglia dei 50/60. Non starò certo qui a rinvangare storie di mortificazioni e ingiustizie, ma posso assicurare che dietro alcuni di quei voti mediocri si celassero carriere scolastiche con rendimenti più che buoni e, soprattutto, vere e proprie menti brillanti. Basti l'esempio di Simone, compagno di classe (nonche' di visite al Gleno all'indimenticabile Professor Foce), ora docente di economia pubblica presso la Bocconi.

Ma tornando a loro, che ne è stato invece di quei "bravissimi"? A distanza di oltre vent'anni mi è venuta la curiosità di cercare qualche notizia in rete per vedere se il futuro radioso che allora si preannunciava davanti a loro si è poi concretamente realizzato in qualche forma di successo. Ecco dieci storie (e conferme), tutte molto interessanti:

Partiamo con gli uomini.

Dario è docente presso il dipartimento di ingegneria elettronica del Politecnico di Milano, con all'attivo numerose pubblicazioni nel campo dei semiconduttori organici. Paolo, ingegnere, vive a Milano e fa il dirigente in un grande gruppo petrolifero. Andrea, altro ingegnere, dopo qualche tumultuo anno speso nella consulenza strategica (ogni tanto lo incrociavo sui treni e mi raccontava che non staccava la spina prima delle due di notte), è rientrato a Bergamo e fa il direttore strategie e sviluppo per una società di contact management. E' sicuramente uno dei cervelli più vivaci che abbia mai incontrato. All'università lo chiamavano Numero 1, principalmente perchè aveva passato il test di ammissione ad Ingegneria classificandosi al primo posto su oltre quattrocento aspiranti, ma pure perchè a lezione se ne stava in ultima fila, non prendeva mai appunti, gli bastava ascoltare il professore una volta per capire e memorizzare tutto e macinava un esame dietro l'altro come fossero noccioline. Un altro Paolo, ingegnere e bergamasco da moltissime generazioni come testimoniano le interessanti ricerche genealogiche pubblicate sul suo sito, progetta sistemi in ambio aereonautica e difesa e per hobby si occupa di astronomia: l'Osservatorio delle orobie in località Ganda è anche figlio suo. Federico, laureatosi in lettere moderne, si è messo in proprio con il fratello Francesco ed è un raffinato commerciante d'arte: il suo negozio a Milano è una vera e propria galleria di dipinti, sculture, ceramiche e arredi antichi. Marco, che conosco dai tempi delle medie, è diventato notaio.

E veniamo ora alle donne.

Patrizia è neurologa e lavora all'istituto Besta di Milano. Anche Micol si è laureata in medicina, ma ha poi seguito tutt'altro percorso, diventando responsabile sanitario dei progetti della onlus CCM per i paesi a basso reddito. Dopo le prime esperienze in Vietnam e Kenya, opera ora in Etiopia, dove assiste con strutture mobili le donne in gravidanza e i bambini che vivono nei più remoti villaggi rurali. Di Laura avevo perso le tracce fino a quando l'Eco si è occupato nuovamente di lei dedicandole un articolo che racconta la sua parabola di bergamasca nel mondo. Laureata in fisica, è riuscita a conciliare le sue due passioni per l'astronomia e la natura e ora fa l'astronoma per l'ESO a Santiago, avendo alle spalle anni di esperienze il luoghi estremi come il deserto cileno dell'Atacama. All'epoca la conoscevo solo di vista, era molto bella e non passava di certo inosservata con quei suoi riccioli d'oro e il rossetto rosso fuoco stampato sulle labbra. Ricordo lo spettacolo in cui faceva la parte di Marilyn Monroe alla festa del'interscambio culturale con i russi. Marcella, infine, è ingegnere elettronico e si è specializzata nel disegno di architetture di memoria non-volatile presso una grande multinazionale del settore, ha all'attivo anche dei brevetti. Sempre stata una grande testa.

Sarebbe interessante completare l'esercizio andando a spulciarsi le storie anche dei cosiddetti "meno bravi", sono certo che ne verrebbero fuori storie molto interessanti. Come quella di Alessandro, ad esempio, uno di quelli che faticava a stare sopra ai libri, ma che oggi è un volto noto e popolare, per via dei tanti lavori teatrali all'attivo e, soprattutto, alle prove cinematografiche con registi del calibro di Venier, Mazzuccarati e Bellocchio. O come quella di Francesca, che per me al liceo era una specie di UFO, tanto la trovavo introversa e timida e che adesso invece gira l'Inghilterra facendo niente meno che il clown in un circo! Per restare sempre nella mia classe, potrei chiudere con Fabrizio, in arte A.R., brioso presentatore di spettacoli di varietà e ambasciatore del burlesque in Italia, come lui stesso ama definirsi; oppure con Sara, ai tempi tra le più carine della scuola (ma ancora adesso, sia chiaro, bellissima donna) che è diventata un alto dirigente veterinario all'interno della sanità pubblica e da cui dipendono i controlli sugli alimenti che finiscono nei nostri piatti...

Verrebbe da chiosare il mondo è bello perchè è vario... :-)

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