sabato, marzo 25, 2017

Che emozione è stata incontrarti, papa Francesco!



Bergamo, 26 Aprile 1981. Avevo cinque anni e mezzo quel giorno quando i miei genitori mi portarono a vedere il Papa. Nonostante il tempo inclemente, c'era una folla enorme assiepata in ogni angolo del centro. Noi stavamo all'altezza dell'incrocio tra il Sentierone e via Roma. Ho un ricordo assai vago di cosa disse e di cosa fece, ricordo bene invece che che quando andammo via commentai: "A me questo papa non piace molto". Mia madre ne rimase turbata, ma la ragione è che io lo avevo preso in antipatia per le stesse ragioni per cui tutti sembravano esserne rimasti folgorati: la sua voce, l'energia, il carisma... Era un giorno piovoso di fine aprile aprile quando incontrai Karol Wojtyla, venuto per rendere omaggio alla terra natìa di un suo grande predecessore. Così si rivolse alla gente che lo accoglieva a Sotto il Monte: 

[...] Vengo per entrare, in un certo senso, nel cenacolo. Il cenacolo è la casa in cui è nata la Chiesa. Sono venuto quindi per visitare prima di tutto una casa. È la casa familiare dalla quale è uscito un grande Papa e servo di Dio, Giovanni XXIII. In questo anno cade il centenario della sua nascita. Per tale ragione con gioia ho accolto l’invito della Chiesa di Bergamo a visitare quest’anno il luogo di nascita di Angelo Giuseppe Roncalli, e la terra alla quale egli fu legato a motivo della sua provenienza: la vostra terra bergamasca. 

In quell'occasione si pronuncio' contro l'aborto, difendendo strenuamente quelli che definiva "valori essenziali". Un discorso che alla luce delle dinamiche sociali in corso sembra di un'altra epoca, ma che invece credo non smettera' mai di interrogare l'uomo di ogni tempo. Da leggere, rileggere e meditare con attenzione:

[...] Il primo di questi valori è l’amore fedele degli stessi coniugi, come sorgente della loro fiducia reciproca e anche della fiducia dei figli verso di loro. Su tale fiducia, come su di una roccia, si basa tutta la sottile costruzione interiore della famiglia, l’intera “architettura delle anime”, che irradia con una matura umanità sulle generazioni nuove. Il secondo valore fondamentale è il rispetto della vita sin dal momento del suo concepimento sotto il cuore della madre. Se accettassimo il diritto di togliere il dono della vita all’uomo non ancora nato, riusciremmo poi a difendere il diritto dell’uomo alla vita in ogni altra situazione? Riusciremmo a fermare il processo di distruzione delle coscienze umane?” 

Milano, 25 Marzo 2017. Questa mattina ho portato Pietro a vedere il Papa. Curiosamente, anche la sua "prima volta" cade all'età di cinque anni e mezzo. Evidentemente, il luogo non è lo stesso e per fortuna neppure la condizione meteorologica: il sole inondava piazza Duomo regalando una temperatura gradevole. Per me è stata una grande emozione, ma chissà come avrà elaborato lui questo incontro, cosa gli rimarrà dentro e come se lo ricorderà da grande. Sarà stato un evento come tanti, o qualcosa di speciale? Forse dipenderà anche da quanto lo avremo realmente condiviso:

[...] Il ritmo vertiginoso cui siamo sottoposti sembra rubarci la speranza e la gioia, alla fine non si ha tempo per niente e per nessuno. Occorre prendersi il tempo, per la famiglia, per la comunità, per l'amicizia, per la solidarietà e per la memoria.

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