domenica, settembre 18, 2016

Milano e la Statua della liberta'


Quante volte ho ammirato la facciata del Duomo di Milano? Cento? Mille? Eppure quella statua fino ad oggi mi era sfuggita... Considerando il fatto che tra interni ed esterni di statue ce ne sono 3400, non me ne faccio certo una colpa. Ma "La Nuova Legge" di Camillo Pacetti e' proprio speciale e non tanto perche' si trova in una posizione centrale, stando proprio sulla balaustra del finestrone seicentesco recante la targa dedicatoria "MARIAE NASCENTI", ma perche' ha una sorella quasi gemella dall'altra parte dell'oceano atlantico, ben piu' famosa e mastodontica: la Statua della Liberta' di New York.

Una coincidenza? C'e' chi sostiene di no e ricorda che le incisioni e riproduzioni della facciata circolarono in tutta Europa, dopo il suo compimento datato 1813: Bartholdi potrebbe dunque aver visto e copiato. La vulgata francese, non ne fa alcuna mezione e rimanda, invece, al Colosso di Rodi, mentre alcuni studi inglesi citano il Sancarlone di Arona. Per completezza, bisogna dire che anche Firenze s'e' infilata nella mischia, sostenendo che la fonte ispirativa sia in realta' da ricercare nella "Libertà della Poesia", una statua di Pio Fedi che campeggia sul monumento funebre di Giovan­ni Battista Niccolini, in Santa Croce. La datazione dell'opera, tuttavia, pone dei dubbi e non e' cosi' facile stabilire chi, tra Fedi e Bartholdi, abbia copiato chi.

Comunque sia, amo questa citta': regala sempre qualche sorpresa!

giovedì, settembre 15, 2016

Sui pratoni di Mezzoldo


Sui pratoni di Mezzoldo
Con l'aria fresca, l'acqua pura
E fiori ovunque per la radura 
Ti senti ricco senza un soldo!


venerdì, settembre 09, 2016

Milano citta' di flussi


Di digital art mi ero occupato su queste colonne giusto una decina di anni fa, in occasione della realizzazione dell'opera "Accomodatevi!!! Oggi sposi" di zio Arthur. Oggi ci ritorno per raccontarvi di un interessante manufatto progettato con Photoshop dall’artista londinese James Dawe che e' da poco apparso sull’Alzaia del Naviglio Grande, all’altezza del capannone basket della Canottieri Milano. Considerate le notevoli dimensioni (31 metri di larghezza per oltre 5 di altezza), per averne una visione d'insieme, conviene ammirarlo dalla sponda sud del canale, anche se purtroppo i pali dell’illuminazione e i cavi elettrici che si frappongono tra l’opera e lo spettatore non consentono di fare fotografie memorabili. 

La "Milano citta' di flussi" ha vinto un concorso voluto da UniCredit e si ispira, secondo le intenzioni dell’autore, al concetto di energia che muove la citta'. In effetti, l’immagine comunica movimento ed estremo dinamismo: circa mille layer fondono insieme flessuose linee curve e scie di luce con monumenti e luoghi simbolo come il Duomo, piazza Gae Aulenti, la loggia dei Mercanti, la Galleria Vittorio Emanuele, il Castello Sforzesco, l’Arco della Pace, etc.... Ma la vera peculiarità è che ogni elemento architettonico sembra sorgere dalle acque dei navigli che tutto interconnettono. Un omaggio all’antico motore dei commerci e simbolo stesso della continua tensione al rinnovamento del tessuto urbano, economico e sociale. Ma io ci leggo anche uno scorcio della citta’ del futuro e quindi una presa di posizione (dell’alta finanza meneghina?) all’interno del dibattito cittadino sulla riapertura delle vie d’acqua, troppo in fretta rinnegate e cancellate nel corso del scorso secolo. Da inguaribile romantico e amante del paesaggio, non posso che appoggiare questa visione.

Bon! E ora che vi ho raccontato anche questa, rimetto i piedi sui pedali della mia bicicletta e torno in ufficio, che e' proprio qui dietro. Niente male come pausa pranzo, che ne dite? :-)