giovedì, agosto 11, 2016

Pietro... Pietrarsa!


Ciuf-ciuf... Tutti in carrozza! Giulia ha preso alla lettera l'invito e si e' fatta l'ennesima dormita in carrozzz (ops! carrozzina) con il dannato ditino in bocca. Il fortunato quattrenne, invece, e' stato l'anima della gita e cosi', dopo essersi goduto poche settimane fa la visita a Volandia, il museo dell'aviazione, e' riuscito nell'impresa di vedersi anche il museo nazionale delle Ferrovie di Pietrarsa (Napoli). Bel colpo, per uno come lui che di treni se ne intende... Eccome! Vale la pena di ricordare qui che la sua lettura preferita, anche come favola della buona notte, e' sempre stata quella del "Librone dei treni giganti" e con le sue riproduzioni di Jupiter, Yellowstone, Green Arrow, QJ, etc...

Il sito di Pietrarsa nasce dall'idea di valorizzare i capannoni dell'antico opificio che produceva il materiale rotabile nazionale sin ai tempi della dinastia borbonica. Non dimentichiamoci, infatti, che fu re Ferdinando II a decretare la nascita e poi ad inaugurare nel 1839 la prima ferrovia d'Italia: la Napoli-Portici. Quando il Sud era piu' progredito del Nord... Tra gli altri cimeli, il museo conserva una fedele riproduzione (perfettamente funzionante) della prima locomotiva a vapore mai realizzata, la Bayard, che deriva il suo nome proprio dall'ingegnere francese Armando Giuseppe Bayard, a cui venne affidata la direzione dell'intero progetto Napoli-Portici. 

Seppure sicuramente ben allestita e interessante, l'esposizione m'e' parsa poco adatta a scuole, famiglie e pubblico generalista in genere, mentre puo' certamente risultare una meta ambita e irrinunciabile per veri e propri appassionati di genere: non a caso abbiamo incontrato e scambiato chiacchiere con un gruppo di ex-ferrovieri piemontesi, che conoscevano molto bene del resto anche il "nostro" Treno Blu (lo storico treno turistico in esercizio sul lago d'Iseo). Tuttavia, di suo Pietrarsa ha che si affaccia sul mare del golfo di Napoli, con le sue belle isole, ha alle spalle il Vesuvio, praticamente confina con il sito archeologico di Ercolano... Insomma, una cornice da fare invidia pure al Louvre! Bravo nonno Pasquale, hai fatto contento il tuo nipotino.

Vi ho dato un'altra idea originale per una bella gita a Napoli?

2 commenti:

Arthur ha detto...

Tutta quella zona mi manca, così come la costiera amalfitana. Dodrò decidermi ad accettare l'invito del tuo Papi che, insieme alla moglie è un'ottima guida.

Dino ha detto...

La Campania e' straordinaria: dalla costa all'entroterra offre tesori d'arte, tradizioni e paesaggi di straordinaria bellezza. Decisamente vedi Napoli e poi muori... Ehm, si fa per dire naturalmente! :-) PS: considera che anche il tuo nipotino ormai ha una discreta conoscenza del luogo, quindi se ti serve qualche dritta...