mercoledì, agosto 10, 2016

Le conserve di pomodori


Oggi è il giorno delle "conserve" per zia Elvira, che con questo caldo e alla bella età di ottantanni ha ancora voglia e forza per cuocersi i suoi pomodori. Erano moltissimi anni che non assistevo a questa scena, forse da quando ero un bambino di otto o dieci anni. Allora, anche le nostre donne di casa, mia nonna Carmela (Milu') in testa, celebravano questo rito assai laborioso: i pomodori, infatti, devono essere selezionati, lavati, tagliati, bolliti, mescolati, ripescati e quindi passati al passaverdure. A questo punto, la passata deve essere filtrata e riposta all'interno dei barattoli, aggiungendo sale e basilico. In ultimo i barattoli vanno sterilizzati con un altro giro di bollitura, quini asciugati e messi in buon ordine negli sgabuzzini. Ci vuole una giornata intera in cui si suda come matti attorno ai pentoloni e al fuoco e in cui tutto si tinge di rosso: dal cortile, ai vestiti.

2 commenti:

Arthur ha detto...

Ne hai portata un po' a casa? :-)

Dino ha detto...

No, ho consumato tutto sul posto!!!