martedì, agosto 09, 2016

La festa in piazza San Pietro (Alvignano)



Una volta, durante i "ruggenti anni novanta", quando ancora circolavano le vecchie lire di Marcopolo e la Cina era un paese lontano un milione di chilometri e sconosciuto ai piu', il budget della festa di San Pietro era corposo e i Comitati organizzatori riuscivano ad ingaggiare star e starlette del jetset nostrano del calibro di Fiordaliso e Jo Squillo ("siamo donne, oltre le gambe c'e' di piu'" diceva la canzone...). Personaggi che per l'epoca potremmo definire di secondo piano, certamente non dei veri e proprio "big" della musica, tuttavia in grado di richiamare masse popolari anche dai paesi vicini. Io me li ricordo bene. Facevano base a casa nostra, stavano in piedi per lo piu' a caffe', accettando solo un boccone in piedi, poi si cambiavano in camerini improvvisati nelle nostre stanze, mentre fuori la piazza colma e chiassosa si preparava all'evento ingollandosi grandi fette di pane e salsiccia e scolandosi litri e litri di birra (non sempre senza sgradevoli conseguenze).

Oggi di quegli antichi fasti e' rimasta solo la tradizione, i chioschi non fanno piu' affari d'oro e la birra scorre con moderazione. Gli ospiti che calcano il palco, parimenti, sono gruppi o artisti che difficilmente sono conosciuti al di fuori dell'ambito provinciale, ma questo non significa che la qualita' dello spettacolo ne debba per forza soffrire, anzi. Quest'anno, per esempio, abbiamo assistito a due serate musicali molto suggestive, una animata dai Bottari (veri e propri percussionisti di botti, tini e falci) e una dai Dissonanti, musicanti della tradizione popolare centro-meridionale con le loro ballarelle laziali, tamurriate napoletane e pizziche calabresi. La piazza, manco a dirlo, era semi-vuota: un vero peccato, perche' meriterebbero maggior partecipazione.

Comunque sia, affollata o vuota, Piazza San Pietro e' sempre nel mio cuore.


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