mercoledì, dicembre 07, 2016


Appena ho un attimo, vi racconto per filo e per segno com'è andata. La foto, comunque, parla da sé: una serata speciale, molto allegra, con amici di antichi giochi e anni mai dimenticati.

PS: siamo riusciti a recuperare persino maestri e bidello! 

domenica, settembre 18, 2016

Milano e la Statua della liberta'


Quante volte ho ammirato la facciata del Duomo di Milano? Cento? Mille? Eppure quella statua fino ad oggi mi era sfuggita... Considerando il fatto che tra interni ed esterni di statue ce ne sono 3400, non me ne faccio certo una colpa. Ma "La Nuova Legge" di Camillo Pacetti e' proprio speciale e non tanto perche' si trova in una posizione centrale, stando proprio sulla balaustra del finestrone seicentesco recante la targa dedicatoria "MARIAE NASCENTI", ma perche' ha una sorella quasi gemella dall'altra parte dell'oceano atlantico, ben piu' famosa e mastodontica: la Statua della Liberta' di New York.

Una coincidenza? C'e' chi sostiene di no e ricorda che le incisioni e riproduzioni della facciata circolarono in tutta Europa, dopo il suo compimento datato 1813: Bartholdi potrebbe dunque aver visto e copiato. La vulgata francese, non ne fa alcuna mezione e rimanda, invece, al Colosso di Rodi, mentre alcuni studi inglesi citano il Sancarlone di Arona. Per completezza, bisogna dire che anche Firenze s'e' infilata nella mischia, sostenendo che la fonte ispirativa sia in realta' da ricercare nella "Libertà della Poesia", una statua di Pio Fedi che campeggia sul monumento funebre di Giovan­ni Battista Niccolini, in Santa Croce. La datazione dell'opera, tuttavia, pone dei dubbi e non e' cosi' facile stabilire chi, tra Fedi e Bartholdi, abbia copiato chi.

Comunque sia, amo questa citta': regala sempre qualche sorpresa!

giovedì, settembre 15, 2016

Sui pratoni di Mezzoldo


Sui pratoni di Mezzoldo
Con l'aria fresca, l'acqua pura
E fiori ovunque per la radura 
Ti senti ricco senza un soldo!


venerdì, settembre 09, 2016

Milano citta' di flussi


Di digital art mi ero occupato su queste colonne giusto una decina di anni fa, in occasione della realizzazione dell'opera "Accomodatevi!!! Oggi sposi" di zio Arthur. Oggi ci ritorno per raccontarvi di un interessante manufatto progettato con Photoshop dall’artista londinese James Dawe che e' da poco apparso sull’Alzaia del Naviglio Grande, all’altezza del capannone basket della Canottieri Milano. Considerate le notevoli dimensioni (31 metri di larghezza per oltre 5 di altezza), per averne una visione d'insieme, conviene ammirarlo dalla sponda sud del canale, anche se purtroppo i pali dell’illuminazione e i cavi elettrici che si frappongono tra l’opera e lo spettatore non consentono di fare fotografie memorabili. 

La "Milano citta' di flussi" ha vinto un concorso voluto da UniCredit e si ispira, secondo le intenzioni dell’autore, al concetto di energia che muove la citta'. In effetti, l’immagine comunica movimento ed estremo dinamismo: circa mille layer fondono insieme flessuose linee curve e scie di luce con monumenti e luoghi simbolo come il Duomo, piazza Gae Aulenti, la loggia dei Mercanti, la Galleria Vittorio Emanuele, il Castello Sforzesco, l’Arco della Pace, etc.... Ma la vera peculiarità è che ogni elemento architettonico sembra sorgere dalle acque dei navigli che tutto interconnettono. Un omaggio all’antico motore dei commerci e simbolo stesso della continua tensione al rinnovamento del tessuto urbano, economico e sociale. Ma io ci leggo anche uno scorcio della citta’ del futuro e quindi una presa di posizione (dell’alta finanza meneghina?) all’interno del dibattito cittadino sulla riapertura delle vie d’acqua, troppo in fretta rinnegate e cancellate nel corso del scorso secolo. Da inguaribile romantico e amante del paesaggio, non posso che appoggiare questa visione.

Bon! E ora che vi ho raccontato anche questa, rimetto i piedi sui pedali della mia bicicletta e torno in ufficio, che e' proprio qui dietro. Niente male come pausa pranzo, che ne dite? :-)

venerdì, agosto 26, 2016

Al via la demolizione dell'ex asilo di via Martinetti 23


Ci sono voluti quasi dieci anni di paziente attesa, decine di segnalazioni, lamentele, articoli di giornale, petizioni e raccolta di firme di genitori, consiglieri di zona e semplici cittadini, ma alla fine sono arrivate le ruspe in via Martinetti 23. In quel punto, sorge un immobile comunale che fino al 2007 era adibito ad asilo e quindi venne chiuso, ufficialmente, per ristrutturazione. Di fatto, l'edificio fu abbandonato, diventando cosi' dormitorio e ricettacolo di senzatetto e vandali, con grave degrado per il quartiere circostante. Solo nel 2011 furono necessari due interventi dei pompieri a causa di fiamme divampate all'interno della struttura e l'anno successivo si verifico' l'episodio dell'altalena bruciata. Senza contare, poi, il pericolo costituito da vetri rotti e sporcizia d'ogni genere per bambini e ragazzi incoscienti (di fianco, sorge una scuola media) che spesso si avventurano all'interno della proprieta' scavalcando il muretto divisorio dal retrostante parchetto pubblico.

Finito il lavoro delle ruspe, interverranno le imprese per la bonifica del sito, dal momento che i tecnici hanno rilevato lo sversamento di idrocarburi nel sottosuolo. Parentesi: ma che ci fanno degli idrocarburi nel giardino di una scuola? Che nel frattempo sia diventata pure una discarica abusiva?

Cosa succedera' dopo la riqualificazione del civico 23 per il momento non e' dato saperlo. Personalmente, mi auguro che l'area venga annessa al parchetto pubblico, cosi' da ampliarlo e renderlo piu' funzionle, sicuro e godibile. In una citta' problematica dal punto di vista ambientale e della qualita' dell'aria come Milano, riguadagnare superfici verdi e, aggiungo, adatte ai bambini non e' mai un errore, specie in zone densamente abitate ed edificate come la nostra dove praticamente nel raggio di 1 km non esistono alternative. Con buona pace, se cosi' fosse, delle sorelle Cristina e Carolina R., ex legittime proprietarie del terreno che nel 2003 avevano avanzato la proposta di costruire un bel parcheggio

martedì, agosto 16, 2016

Festa del grano di Foglianise 2016


L'ultima tappa della nostra vacanza in Campania e' stata a Foglianise, nel beneventano, in occasione della celebre Festa del Grano, un evento che richiama ogni anno pullman di gente da tutte le province vicine, ma che sembra nvece non avere alcuna attrattiva per i miei parenti alvignanesi, i quali pur avendocela praticamente sotto il naso non ci sono mai stati neppure una volta: che vergogna! 

Quanto a me, l'avevo vista da bambino con i miei genitori piu' di trent'anni fa e da allora ne conservavo un ricordo vivido ed entusiasta. Le aspettative non sono state tradite: sono rimasto piacevolmente colpito dalla colorata processione di figuranti in costume, animata da canti, musica e balli tradizionali. Ma sono stati soprattutto i famosi monumentali e artistici carri impagliati ad incantarci: steli di grano sapientemente intrecciati a mano in modo da raffigurare con dovizia di particolari e dettagli facciate di chiese, campanili o altri edifici famosi, ma anche Santi, forme e figure allegoriche. Che meraviglia e quanta creativita'! 

Sarebbe bello poter vedere anche la Festa dell'Uva di Solopaca, di cui ho sentito per la prima volta solo quest'anno: una sagra popolare con processione di carri artistici realizzati in questo caso con i frutti della vite. Purtroppo, svolgendosi sempre attorno alla meta' di Settembre la cosa sara' alquanto difficile. Chissa' che invece l'anno prossimo non mi riesca di far cadere le ferie alvignanesi in coincidenza con la settimana di riti settennali di penitenza in onore dell'Assunta che si tengono a pochi chilometri di distanza nel paese di Guardia Sanframondi: la processione dei fedeli "battenti" deve essere qualcosa di unico e sensazionale...

Certo che l'Italia potrebbe vivere di feste popolari e sagre come questa, attirando frotte di turisti sgomitanti e relativi portafogli. Invece succede che sono i nostri connazionali a fare carte false pur di ritagliarsi un posticino alle kermesse birraiole bavarsi o alle corse dei tori spagnole. E cosi', nonostante il suo immenso patrimonio di arte, cultura e tradizioni, il nostro Bel Paese continua a scivolare in basso nella classifica dei paesi a vocazione turistica, inesorabilmente superata da chi, evidentemente, quel poco o tanto che ha se lo sa vendere meglio. Sic!

venerdì, agosto 12, 2016

Tigri a San Pietro



Oggi a San Pietro (Alvignano) e' arrivato il circo e io, Pietro ne abbiamo approfittato per curiosare tra i tendoni e i recinti degli animali. C'erano cammelli, lama, un asino, dei cavalli e perfino uno struzzo, ma sono state le tigri e i leoni ad emozionarci maggiormente: vedere da vicino bestie cosi' possenti ed eleganti, seppur rassicurati dalla presenza delle gabbie fa un grande effetto.

Questo incontro mi ha richiamato alla memoria un episodio che probabilmente qui tutti ricordano bene o di cui perlomeno hanno sentito parlare. A me e' stato riferito da diverse persone che all'epoca dei fatti hanno vissuto questa storia in prima persona. A San Pietro era arrivato un circo e, a differenza di quello di oggi che staziona nel prato sotto la chiesa, lo avevano montato in piazza. Un ragazzino terribile di nome Enrico aveva battibeccato per futili motivi con un membro della compagnia circense e per dispetto, nel primo pomeriggio, mentre tutti facevano la siesta, si vendico' aprendo la gabbia dei leoni... Ne fuggirono due. Uno venne catturato poco dopo, ma il secondo vago' per un bel po' per i campi nei dintorni. Un contadino - e qui si entra nel campo della leggenda - messo in guardia dalle urla della moglie lo affronto' con un forcone, lasciandosi sfuggire un commento che oggi fa sorridere: "Maronna mia... e quant'e' brutt' 'stu can'...". La bestia attravero' pure il fosso che delimita il nostro giardino e il cane che era lì di guardia ebbe un tale spavento che per una settimana non toccò cibo e poi morì. Correva l'estate dell'anno 1975 e io ero li' li' per nascere...

giovedì, agosto 11, 2016

Pietro... Pietrarsa!


Ciuf-ciuf... Tutti in carrozza! Giulia ha preso alla lettera l'invito e si e' fatta l'ennesima dormita in carrozzz (ops! carrozzina) con il dannato ditino in bocca. Il fortunato quattrenne, invece, e' stato l'anima della gita e cosi', dopo essersi goduto poche settimane fa la visita a Volandia, il museo dell'aviazione, e' riuscito nell'impresa di vedersi anche il museo nazionale delle Ferrovie di Pietrarsa (Napoli). Bel colpo, per uno come lui che di treni se ne intende... Eccome! Vale la pena di ricordare qui che la sua lettura preferita, anche come favola della buona notte, e' sempre stata quella del "Librone dei treni giganti" e con le sue riproduzioni di Jupiter, Yellowstone, Green Arrow, QJ, etc...

Il sito di Pietrarsa nasce dall'idea di valorizzare i capannoni dell'antico opificio che produceva il materiale rotabile nazionale sin ai tempi della dinastia borbonica. Non dimentichiamoci, infatti, che fu re Ferdinando II a decretare la nascita e poi ad inaugurare nel 1839 la prima ferrovia d'Italia: la Napoli-Portici. Quando il Sud era piu' progredito del Nord... Tra gli altri cimeli, il museo conserva una fedele riproduzione (perfettamente funzionante) della prima locomotiva a vapore mai realizzata, la Bayard, che deriva il suo nome proprio dall'ingegnere francese Armando Giuseppe Bayard, a cui venne affidata la direzione dell'intero progetto Napoli-Portici. 

Seppure sicuramente ben allestita e interessante, l'esposizione m'e' parsa poco adatta a scuole, famiglie e pubblico generalista in genere, mentre puo' certamente risultare una meta ambita e irrinunciabile per veri e propri appassionati di genere: non a caso abbiamo incontrato e scambiato chiacchiere con un gruppo di ex-ferrovieri piemontesi, che conoscevano molto bene del resto anche il "nostro" Treno Blu (lo storico treno turistico in esercizio sul lago d'Iseo). Tuttavia, di suo Pietrarsa ha che si affaccia sul mare del golfo di Napoli, con le sue belle isole, ha alle spalle il Vesuvio, praticamente confina con il sito archeologico di Ercolano... Insomma, una cornice da fare invidia pure al Louvre!

Vi ho dato un'altra idea originale per una bella gita a Napoli?

mercoledì, agosto 10, 2016

Le conserve di pomodori


Oggi è il giorno delle "conserve" per zia Elvira, che con questo caldo e alla bella età di ottantanni ha ancora voglia e forza per cuocersi i suoi pomodori. Erano moltissimi anni che non assistevo a questa scena, forse da quando ero un bambino di otto o dieci anni. Allora, anche le nostre donne di casa, mia nonna Carmela (Milu') in testa, celebravano questo rito assai laborioso: i pomodori, infatti, devono essere selezionati, lavati, tagliati, bolliti, mescolati, ripescati e quindi passati al passaverdure. A questo punto, la passata deve essere filtrata e riposta all'interno dei barattoli, aggiungendo sale e basilico. In ultimo i barattoli vanno sterilizzati con un altro giro di bollitura, quini asciugati e messi in buon ordine negli sgabuzzini. Ci vuole una giornata intera in cui si suda come matti attorno ai pentoloni e al fuoco e in cui tutto si tinge di rosso: dal cortile, ai vestiti.

martedì, agosto 09, 2016

La festa in piazza San Pietro (Alvignano)



Una volta, durante i "ruggenti anni novanta", quando ancora circolavano le vecchie lire di Marcopolo e la Cina era un paese lontano un milione di chilometri e sconosciuto ai piu', il budget della festa di San Pietro era corposo e i Comitati organizzatori riuscivano ad ingaggiare star e starlette del jetset nostrano del calibro di Fiordaliso e Jo Squillo ("siamo donne, oltre le gambe c'e' di piu'" diceva la canzone...). Personaggi che per l'epoca potremmo definire di secondo piano, certamente non dei veri e proprio "big" della musica, tuttavia in grado di richiamare masse popolari anche dai paesi vicini. Io me li ricordo bene. Facevano base a casa nostra, stavano in piedi per lo piu' a caffe', accettando solo un boccone in piedi, poi si cambiavano in camerini improvvisati nelle nostre stanze, mentre fuori la piazza colma e chiassosa si preparava all'evento ingollandosi grandi fette di pane e salsiccia e scolandosi litri e litri di birra (non sempre senza sgradevoli conseguenze).

Oggi di quegli antichi fasti e' rimasta solo la tradizione, i chioschi non fanno piu' affari d'oro e la birra scorre con moderazione. Gli ospiti che calcano il palco, parimenti, sono gruppi o artisti che difficilmente sono conosciuti al di fuori dell'ambito provinciale, ma questo non significa che la qualita' dello spettacolo ne debba per forza soffrire, anzi. Quest'anno, per esempio, abbiamo assistito a due serate musicali molto suggestive, una animata dai Bottari (veri e propri percussionisti di botti, tini e falci) e una dai Dissonanti, musicanti della tradizione popolare centro-meridionale con le loro ballarelle laziali, tamurriate napoletane e pizziche calabresi. La piazza, manco a dirlo, era semi-vuota: un vero peccato, perche' meriterebbero maggior partecipazione.

Comunque sia, affollata o vuota, Piazza San Pietro e' sempre nel mio cuore.


venerdì, agosto 05, 2016

Castelli Gran Sasso



Uno va a farsi una vacanza al mare e poi pubblica un post dedicato a Castelli, piccolo borgo alle pendici del Gran Sasso. Normale? Certamente, visto che piu' che un post questo e' un appello ai giovani abruzzesi a non lasciare che il paese e le sue meravigliose tradizioni artistiche si spengano con i suoi ultimi abitanti. Ho visitato la casa-laboratorio di una anziana artigiana alle prese con paste di argille, pennelli, smalti colorati e forni: vederla lavorare, con tanta pazienza, perizia e amore e' stato un raro piacere che spero il paese possa ancora offrire per tante generazioni a venire. Eppure, le statiche ci dicono che dal dopoguerra ad oggi il paese si e' praticamente svuotato: oggi rimangono poco piu' di mille abitanti, in un centro storico visivamente compromesso dal recente terremoto.

Forza Abruzzo!

giovedì, agosto 04, 2016

Profilo d'autore


Questo sono io, il profilo e' un marchio familiare registrato. Pietro e Giulia, siete avvisati! 

martedì, agosto 02, 2016

Casoli Pinta


Casoli Pinta, ovvero come valorizzare un minuscolo borgo collinare. Da circa vent'anni, con le sue pitture murarie firmate da artisti italiani, costituisce un vero e proprio museo a cielo aperto.

Mi e' piaciuto l'accostamento cromatico e il gioco di riflessi tra Milena e questa enorme rosa. Non e' una bel quadretto? :-)

lunedì, luglio 25, 2016

Una giornata a Volandia



Di Volandia me ne avevano parlato bene diversi amici e colleghi, ma devo dire che la visita ha superato tutte le aspettative. Nato sulle ceneri delle storiche offiicine Caproni, fondate poco piu' di un secolo fa, e' un museo che celebra il volo e la storia dell'aviazione e non a caso, infatti, sorge accanto all'aereoporto di Malpensa, in un territorio che da sempre esprime eccellenze in questo campo (Caproni, Agusta, Aermacchi, SIAI-Marchetti...).

Abbiamo trascorso una giornata molto divertente tra aerei d'epoca unici come il Caproni CA.1 (il piu' antico tra quelli conservati in Italia), aerei moderni, militari e non, elicotteri di tutte le fogge e dimensioni e poi ancora simulatori di volo, modellini delle macchine di Leonardo, laboratori, fusoliere ancora da assemblare (in settimana era giunto da Fiumicino con trasporto speciale il DC-9 del presidente Pertini) e - naturalmente, non poteva mancare - un'area dedicata ai droni. Nella foto che ho artisticamente rielaborato vedete il piccolo Pietro che ammira il "Convertiplano", l'aereo commerciale del futuro...

Sono personalmente rimasto impressionato anche dalla curatissima sezione Spazio, dove e' collocato un mini-planetario e dove e' possibile "sperimentare" la vita sulla ISS o rivivere lo sbarco sulla Luna. Un museo che strizza l'occhio alle scuole, ma attento anche alle famiglie con bambini piccoli: abbiamo apprezzato molto l'area picnic e la ludoteca, che e' stato il nostro rifugio nelle ore piu' calde del pomeriggio. Curiosamente, li' ho incontrato un mio compagno di classe delle medie che non vedevo credo da circa vent'anni: io senza capelli, lui completamente imbiancato... il tempo "vola" accidenti! :-)

Pietro e Giulia non si sono persi una virgola. Inizialmente, a dire il vero, erano turbati dalla storia del caccia Sparviero (l'aereo "bruciacchiato") ritrovato nel deserto del Libano nel 1993 molti anni dopo la sua ultima missione di guerra. Poi li ho visti ancora un po' titubanti di fronte all'idea di entrare nella pancia di una grande mostro come il Chinook: piu' che un elicottero, lo definirei un autobus con pale rotanti sul tetto! Quindi, di sala in sala, si sono sempre piu' entusiasmati fino all'apice della gioia di fronte al mitico plastico Ogliari con i suoi binari elettrificati: la piu' grande installazione del genere d'Italia. Per cultori di treni come Piero e' roba da perderci gli occhi.

Bene e ora non mi resta che augurare una buona visita a quanti, inspirati da questo post, lo andranno a vedere. Ciaooo

sabato, luglio 23, 2016

Quattro pedalate in famiglia - Experience Milano



Eccolo qui, il piu' imponente e staordinario omaggio di Milano a Roma e alla bellezza eterna dell'arte rinascimentale: l'Alberto Della Vita! L'anno scorso, causa folla oceanica, avevo visto praticamente solo distese di teste e smartphone ondeggianti nell'aria che neppure al concerto di Vasco... Un anno dopo mi sono preso la rivincita e mi sono gustato lo show di luci, musica e acque danzanti comodamente a bordo della Lake Arena, abbracciato con Pietro. Davvero emozionante! Missione compiuta quindi e ora possiamo tornare alla base in sella alla nostra fedele bicicletta.

venerdì, luglio 22, 2016

Quattro pedalate in famiglia - Tre Torri


Stasera il programma "quattro pedalate in famiglia" ci ha portato a gironzolare dalle parti di CityLife, dove hanno realizzato una piazza ovale nuova di zecca ai piedi delle Tre Torri, che in realtà ancora solo due, e dove hanno allestito la assegna AriAnteo di cinema all'aperto. Attorno alla piazza stanno prendendo forma i nuovi giardini, eleganti e ben curati, con vialetti alberati e numerose panchine sopra cui godersi le ore fresche della sera (ma portatevi l'Autan!!!). Tutto molto bello e ...tranquillo: in effetti di gente ce n'è sempre molta poca, ma stasera devo dire che era comunque più del solito mortorio: qua se ci mettono un baretto con un po' di musica si fa presto a far Gae Aulenti bis!

giovedì, luglio 21, 2016

Quattro pedalate in famiglia - Cascina Merlata



Dopo aver "tagliandato" le biciclette dal ciclista di fiducia, anche quest'anno si apre la stagione di "Quattro pedalate in famiglia", il dopo cena su due ruote che tanto piace a grandi e piccini (beh, non proprio a tutti i grandi se devo essere sincero... vero Manu?!? :-)). La prima tappa dei nostri tour serali e' stata all'ara Expo che ha riaperto i battenti per l'estate 2016 con il nome "Experiencemilano": mostre, spettacoli, dj set, concerti e ovviamente l'immancabile street food. A dire il vero, noi i battenti stasera li abbiamo trovati purtroppo chiusi: le meraviglie dell'Albero della Vita e compagnia si possono gustare solo dal venerdì alla domenica... Accidenti! Porto a casa solo morsi di zanzara e un paio di scatti della bellissima Cascina Merlata, che dopo il restauro sponsorizzato dall'esposizione universale ora sembra un grand hotel!

domenica, luglio 17, 2016

La passeggiata lungo il Serio



C'e' una bella consuetudine che si e' instaurata tra me e mio padre: quando trascorro il weekend a Bergamo e il tempo lo permette facciamo una bella passeggiata lungo la pista ciclo-pedonale del Serio che dalle periferie di Bergamo conduce fin su a Clusone, in alta valle. Naturalmente, noi ne percorriamo solo un breve tratto, solitamente partiamo da Ranica e arriviamo fino alla zona industriale di Nembro. Andata e ritorno in circa tre ore con passo tranquillo e qualche sosta che ci concediamo per scattare una foto con il telefonino o raccogliere un po' di frutta selvatica. Papa', da buon campagnolo, e' un vero e proprio botanico mancato, sa battezzare all'impronta i nomi di piante e fiori che incontriamo sulla via e non resiste alla tentazione di mettere sotto i denti nocciole, prugne, more di gelso e quant'altro di ghiotto gli capiti a tiro. Ebbene, oggi rendo omaggio anche alla fauna che abita il meraviglioso parco fluviale seriano: guardate questo gatto nero che abbiamo sorpreso tra i rami di un melo selvatico, non e' buffissimo?

domenica, luglio 10, 2016

Stiloso e petaloso


Questo angolino di giardino romagnolo nella sua semplicità è un piccolo gioiello di stile: una pianta fiorita che si staglia sullo sfondo azzurro della parete e, a lato, una persiana scura incorniciata da una striscia di intonaco chiaro. Potrebbe benissimo essere una creazione di zio Arthur, l'architetto: lui ama molto giocare con le linee geometriche e i colori pastello. Un giardino stiloso e petaloso, come si direbbe oggi in pessimo italiano. Quanto all'Italia, lo abbiamo già detto e lo ribadiamo volentieri, è un paese meraviglioso.

sabato, aprile 30, 2016

Un pomeriggio con i (miei) topolini alla Triennale

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Ecco uno poi si chiede cosa ci sia di bello a vivere in una citta' caotica, triste, pericolosa, inquinata (e chi piu' ne ha piu' ne metta) come Milano. Nota: gli aggettivi non li ho mica scelti io, ma gli stessi milanesi in un sondaggio sulla propria citta' condotta dall'Universita' Bicocca di qualche anno fa. Ma volete mettere il lusso di prendere la metropolitana e inventarsi di punto in bianco un pomeriggio al giardino delle sculture della Triennale, per ammirare - aggratis - le statue di "Topolino e l'Italia" (alcune davvero sfiziose, come quella voluta di Mickey-il vespista), le sculture di De Chirico e le stravaganti installazioni di altri artisti internazionali? Tanto sole, cultura da inciamparci dentro e divertimento: ce lo siamo proprio goduto. Insomma, l'aria non sara' propria pura, ma sono dell'idea che ai miei bambini faccia comunque molto bene. 

martedì, marzo 22, 2016

Milano tropicale


Il mio "termometro" climatico preferito è il magnolio che sta all'incrocio tra Margherite e Inganni, qui a Milano. Cinque anni fa era fiorito tra la metà e la fine Aprile, giusto un mese dopo la fioritura che abbiamo registrato in questo caldo 2016. La NASA già lo pronostica come il più caldo di sempre. Comunque sia, non si può neppure nascondere che questa Milano tropicale, più vicina alle Canarie che alle Alpi (all'orizzonte), sia molto gradevole!

domenica, gennaio 17, 2016

A bientot, Giacomo!



Ci sono persone esuberanti e assai smaniose di farsi notare, ma che non sempre hanno qualcosa di realmente interessante da dire. Ci sono invece quelli che si muovono in punta di piedi e che non senti quasi mai parlare, ma che osservano il mondo con acume, intelligenza e grande sensibilità. Gente che preferisce leggere piuttosto che insegnare, curiosa di tutto, eclettica, dai gusti raffinati, refrattaria al banale. Spiriti liberi, fuori dagli schemi, non condizionati dalle mode, tanto all'apparenza bizzarri, introversi e solitari quanto piacevoli, pronti e generosi quando si aprono nelle relazioni di amicizia. Uomini straordinari come Giacomo Zito.

A quanto mi chiedono notizie di lui, rispondo che sta bene e che si e' raccomandato di salutare tutti i suoi ex-colleghi. Essendo disoccupato da ormai due anni ma comunque "retribuito", si e' potuto concentrare sull'assistenza al padre ormai novantenne e sui suoi variagati hobby: cinema, musica, arte, footing, politica locale, sociale, etc... L'ultima chicca e' che sta assemblando con certosina pazienza una stampante 3D. Hai capito l'ingegnere?

A bientot!


mercoledì, gennaio 13, 2016

Se questo non e' amore



Mara, quanto sei stata carina ad avermi prontamente abbracciato ogni giorno che varcavo la porta della nostra classe e a insistere perché stessi seduto sempre vicino a te! Io, Pietro, che ero un bambino nuovo della scuola, che non conoscevo nessuno e che all'inizio me ne stavo sulle mie, smarrito com'ero in un guscio di timidezza e timori. Tu mi hai saputo dare calore e fiducia e hai acceso per me una luce. Così ho voluto ricambiare e farti un regalo: sapendo che la tua più grande paura era proprio quella del buio, ti ho comprato una lucina per la notte, l'ho fatta incartare con tanto di nastro e fiocchetto dalla mia mamma e questa mattina te l'ho portata in classe, convinto di farti una bella sorpresa... Mai però mi sarei aspettato di sapere che tu in realtà ti sei ritirata e frequenti un'altra scuola da ormai due mesi! Possibile che in tutto questo tempo nessuno mi abbia avvisato?? Mi auguro solamente che qualcuno, leggendo questo post, ti faccia sapere che nonostante tutto io ti sto ancora pensando.

venerdì, gennaio 01, 2016

Passeggiata per Milano con papa'


Primo gennaio, ore 9. Giro per le strade di una Milano fredda e deserta, ancora assonnata ed ebbra dei bagordi della notte di festa. Partenza da San Siro per raggiungere la zona dei grattacieli di Porta Nuova, passando per Citylife, Arco della Pace, Parco Sempione, Castello Sforzesco e vie di Brera: tutto rigorosamente a piedi, per meglio godere degli angoli di una città che sento sempre più mia e che mi cimento ad illustrare ad un compagno di viaggio d'eccezione: mio padre. L'unico con cui può succedere di imbattersi per caso nell'antica chiesa di San Simpliciano, fiutare d'istinto il profumo di tesori nascosti e scoprire così sul catino dell'abside un affresco rinascimentale del Bergognone. Splendido. Tutto.