mercoledì, novembre 21, 2012

La fine del lavoro



Non per fare del facile catastrofismo, ma quando una storia come quella che vi sto per raccontare ti arriva direttamente dalla viva voce del protagonista, non puoi lasciarla cadere. La devi condividere. Il titolo del post ha una eco vagamente "fociana": il professore aveva previsto lucidamente tutto questo...

Questi sono tempi dove la moglie di un collega, da un paio d'anni a questa parte, sta cercando di disfarsi del negozietto di cartolibreria di paese che ha ereditato dal padre, perche' con la crisi non fa piu' affari. Nell'ultimo anno, anzi, ci sta pure rimettendo. Purtroppo per lei, non solo non ha ancora trovato un acquirente "serio", ma gli unici contatti avuti finora sono stati con gente senza scrupoli che ha fatto offerte sfacciatamente basse, pensando solo a speculare sulle difficolta' altrui. Avvoltoi!

La spirale si sta avvitando a tal punto che la moglie del mio collega e' ormai arrivata al punto di dover licenziare la commessa che lavora a part time nel negozio e che copre tutti i turni pomeridiani. Risultato immediato: una giovane in piu' a spasso (con tutti i suoi drammi personali), ma anche un bambino destabilizzato, che vedra' la sua mamma.- impegnata full time col lavoro - solo per poche ore al giorno. Quando la moglie del mio collega riuscira' a vendere, potra' tornare ad occuparsi del figlio, ma a quel punto avremo pure due giovani donne disoccupate in circolazione...

La cosa che mi ha piu' colpito di tutto il racconto e' che il mio collega e la moglie avrebbero desiderato un secondo figlio, ma vista la situazione ci hanno rinunciato.

Fine del lavoro. Fine della trasmissione. Fine di un post... tristissimo!!!