lunedì, settembre 03, 2012

Luci e colori di una vacanza a Verbania e dintorni


Luci e colori di una vacanza che, ahimè, volge al termine. Partiamo da quelli (in foto) sorpendenti e mistici che filtrano dalle vetrate del bellissimo santuario della Madonna Del Sangue di Re, a pochi passi dal confine con la Svizzera. E' stata una gita un pò faticosa con Pietro a seguito (un clandestino a Locarno! visto che era senza documenti), ma ne è valsa proprio la pena.


Poi, luci e colori di quei pittoreschi paesini tagliati fuori dalle grandi vie di comunicazione o scoperti per caso lungo la strada di cui la nostra bella Italia è così ricca e generosa. Orta San Giulio, anzitutto, con i suoi vicoli stretti e la graziosa piazzetta dirimpetto all'isolotto omonimo e protetta dal suo Sacro Monte, patrimonio unesco.


Mergozzo, piccola ma meravigliosa porta d'ingresso della Val d'Ossola e centro di epiche storie di resistenza partigiana. Cannobio, dalla spiaggia "blu" e il lungolago pedonale: un posto senza tempo, dove la sera si può passeggiar per ore senza sentir pronunciare una sola parola in italiano!



Ancora, ma non ultima, la luce e i colori dei paesaggi che offrono il Lago Maggiore, le montagne e le vallate nei dintorni: cibo fino per i miei occhi. E qui penso subito al panorama dei laghi, delle alpi, con il massiccio del Rosa avvolto dalle nubi, che si gode dai quasi 1500 metri d'altezza del Mottarone: un'esperienza davvero emozionante. Noi ci siamo arrivati con la funivia che sale da Carciano-Stresa: mi sembrava caro il prezzo di diciassette euro a testa, ma alla fine si è rivelata la scelta giusta, perchè in auto non ce la saremmo goduta allo stesso modo. Penso alla Val Vigezzo e alle "centovalli": per un soffio non siamo riusciti a prendere il trenino a Domodossola, ma se mi è piaciuto il percorso su strada, chissà quanto dev'essere bello quello su rotaia...



Inutile, infine, parlarvi di Stresa, la perla più preziosa del Lago Maggiore, perchè la conoscete tutti molto bene: ammirarla dall'alto sulla terrazza di un ristorante di Campino, passeggiare per i suoi curatissimi giardini, imbarcarsi col battello per le isole è un obbligo se si viene da queste parti.


E a proposito di must, avevamo tutta l'intenzione di visitare il famoso giardino fiorito di Villa Taranto a Verbania, che purtroppo è stato gravemente danneggiato dal tornado che si è abbattuto sulla città poco prima del nostro arrivo. Che peccato... E che disastro... Ci auguriamo che la villa possa riaprire i battenti al più presto: a Verbania ci dobbiamo tornare! :-)



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