martedì, settembre 25, 2012

Il puzzle


Apriamo la scatola, spargendo tutti i pezzi su una superficie piana. Quelle briciole di caos al primo sguardo indecifrabili celano in realtà una soluzione precisa e ordinata. Una fotografia. Indugiamo qualche istante, prima di cominciare. Sono le dieci di sera in punto, domani ricomincia la settimana lavorativa. Quanto tempo ci vorrà per arrivare fino in fondo? 

Per prima cosa, lavoriamo alla cornice del quadro, mettendo in fila i pezzi con il bordo piatto. E' la cosa più semplice da fare, ma anche la più sensata. Quindi, tenendo costantemente sott'occhio le linee principali e i colori del soggetto, cerchiamo di dividere le tessere in gruppi omogenei, capovolgendo quelle che ancora non hanno la faccia rivolta verso l'alto. Man mano che l'occhio scorre e individua le somiglianze, le mani compongono i primi incastri. Con pazienza, in un silenzio denso di operosa volontà, realizziamo blocchi di complessità via via crescente, che poi saldiamo alla cornice o a parti contigue del disegno.

Ricerca, selezione e incastro. Ricerca, selezione e incastro.

Colpo su colpo, le lacune scompaiono, cedendo il passo alle aree piene e la soluzione, l'unica possibile, prende forma. Velocemente, sempre più velocemente, con sicurezza e precisione, giungiamo alla posa dell'ultima tessera. E' l'una di notte, abbiamo finito! Il Pietro della scatola ora ci guarda e ride sulla punta dei piedi, mettendo ben in mostra i suoi primi due dentini. Quello vero dorme da un pezzo, disteso sul nostro lettone. Il puzzle e' completo, ogni cosa e' al suo posto, o quasi.

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