mercoledì, novembre 09, 2011

Un banchiere come premier?


George Papandreou, capo del Pasok (sinistra), nato da madre americana nel Minnesota, carattere freddo, riflessivo, un sorriso gentile e toni mai sopra le righe, ha studiato sociologia ed economia in Svezia, Stati Uniti e Gran Bretagna. Suo padre Andreas e suo nonno Gheorghios sono stati primo ministro della Grecia prima di lui. 

Lucas Papademos, economista, specializzato in economia al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston e poi insegnante alla Columbia University di New York, e' stato prima Capo della Banca Centrale greca e poi vicepresidente della BCE. Mai affiliato ad alcuna forza politica, un tecnico prestato alla politica. 

Se fossi un greco, sia di sinistra che di destra, mi terrei stretto uno come Papandreou: meglio un politico mezzosangue dall'accento straniero che conosce bene i problemi interni ma anche la realta' estera che un banchiere purosangue affiliato al cerchio dell'alta finanza di Francoforte al timone del paese. 

Ma siccome sono un italiano, penso alle miserie di casa mia: per quasi vent'anni, ci siamo scelti come timoniere un palazzinaro spregiudicato che da anni pensa piu' agli interessi suoi e delle sue aziende che al bene comune o, in alternativa, ci siamo affidati a coalizioni improbabili, in disaccordo su tutto, incapaci di prendere decisioni importanti, figuriamoci di rinnovare il paese. 

Ma ora che il paese va cambiato sul serio e con urgenza, i nodi della politica vengono al pettine e il mercato ci punisce scommettando sul fatto non esistano da noi le condizioni per fare le famose riforme strutturali. Come dargli torto, con un governo senza maggioranza e un'opposizione senza leader e programma condiviso? 

Qualcuno s'illude ancora di risolvere i problemi con un esecutivo di salvezza nazionale che imponga una patrimoniale a copertura del debito. Altri invocano la elezioni anticipate, per ristabilire i rapporti di forza in parlamento. A me sembrano in entrambi i casi modi per prendere tempo e rimandare i problemi.  

In questi ultimi mesi (o forse dovrei dire anni?) scellerati ci siamo giocati una bella fetta di sovranita' nazionale, ma prima che ci impongano un Bini Smaghi come premier e un'agenda di governo targata BCE forse c'e' ancora tempo almeno per un ultimo sussulto di orgoglio. 

O abbiamo perso anche quello?

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