Dopo aver esplorato paesaggi e cultura della Sicilia nord occidentale, ci siamo trasferiti a est, sul versante messinese. In pratica, siamo tornati a "casa". Lo vedete quel cancello? Mia nonna Pina avrebbe potuto raccontarvi vita morte e miracoli di quel cancello, della casa che si apre alle sue spalle e della cara commare che un tempo la abitava e con cui trascorreva le estati. Una fotografia dai colori un po' sbiaditi degli anni '70 ritrae i miei genitori appena sposati che si abbracciano davanti al muretto su cui sono seduto. Quanti ricordi di famiglia legati a Caldera'!
Siamo stati ospiti nella casa al mare dei miei cugini Massimo e Tiziana per un paio di giorni e abbiamo cosi' avuto modo di conoscere i figli, Rossella e Riccardo e incontrare gli altri cugini Roberto e Maria con i rispettivi figli, Giuseppe e Pietro. Che belle famiglie... E che squadre affiatate! Li abbiamo ammirati recitare sul palco, tutti quanti protagonisti di una divertentissima gara di teatro dialettale presso l'oratorio della chiesa di Santa Maria Assunta (oratorio che fu della zia Concettina e che ora e' guidato proprio da Roberto). A tutti loro non diro' mai sufficientemente grazie, per la calda ospitalita' che sempre ci riservano.
C'e' stata anche l'occasione per salutare i cari "compari" dell'estate del '96, Vincenzo e Vittoria e per trascorrere una allegra serata in compagnia di cugini della mamma, Franz (grande stregone del gioco del Lotto, a giudicare da quello che mi ha raccontato Massimo) e Pina, che non avevo mai conosciuto prima.
Lo zio e' soprattutto un grande cultore della storia di famiglia, potrebbe parlare per ore delle vite dei suoi genitori, zii, fratelli e delle rispettive discendenze e in ogni stanza della casa-museo sono presenti quadri o fotografie che ritraggono la madre o il padre o i nonni. A me ha colpito molto il quadretto di famiglia che riporto qui sopra, si tratta di una fotografia del 1933 che ritrae la famiglia dello zio al gran completo: Salvatore (il padre), Carmen (la madre, detta Carmela che e' anche il nome di mia madre), Francesco (detto anche Checchino, il figli maggiore in piedi accanto a Carmen), Turilla (la figlia maggiore, in piedi accanto a Salvatore), Francesco Giuseppe (detto Franz, di cui ho parlato prima), Concettina (la ragazza con le trecce), Adriana (detta Nella) con in braccio lo zio Nuccio, Santi (mio nonno! Il ragazzo seduto con le gambe incrociate), Rosa (in piedi, alla destra di mio nonno), Luigi Andrea (detto Gino, subito dietro Rosa) e Giuseppe sergio (detto Jose', padre di Massimo e Roberto di cui ho parlato all'inizio del post).
La casa-museo e' conosciuta alle cronache locali anche per il fatto di ospitare da almeno vent'anni i "cenacoli d'arte", pompose e raffinate feste patrocinate dallo zio in cui vengono radunati poeti, critici d'arte, letterati e cantanti lirici siciliani. L'onore di aprire le danze canore spetta allo zio Nuccio medesimo, che ha una dolcissima voce da tenore; immancabilmente, nel corso della serata, qualcuno legge le poesie del nonno Santi, che in tanti ancora ricordano con grande stima e affetto. Non tutti approvano la faccenda delle feste, soprattutto per via delle ingenti spese che comportano (in fondo, lo zio e' un semplice pensionato); ma per Nuccio i "cenacoli" sono un modo per mantenere vive le tradizioni di famiglia e devo dire che, pur essendo venuto al mondo a mille chilometri dalla casa-museo e due generazioni dopo quella dello zio, riconosco l'autenticita' di questa sua personale sfida.
Dunque abbiamo visto solo parenti e amici? Ma no. Anzitutto, dopo la recita teatrale, abbiamo cenato al borgo di Capo Milazzo (alle due del mattino...); a dire il vero, per via della ressa del sabato sera, non ce lo siamo goduto molto, anzi, se non fosse stato per Massimo non avremmo trovato neppure un posto per sederci. Poi, il giorno successivo, ho portato Manu al santuario di Tindari: che meraviglia! L'aria tersa e la luce brillante consentivano di godere dei colori della costa e di scorgere chiaramente le isole Eolie sullo sfondo del mare blu. Un panorama quasi commovente. Da piangere anche lo stato in cui versano le toilette pubbliche del sito archeologico attiguo al santuario: una vera indecenza, sottolineata, colmo di sventura, dagli stessi custodi!
Taormina e' stata, infine, l'ultima tappa del nostro soggiorno nel messinese. Non credo che abbia bisogno di presentazioni: una perla, c'ero gia' stato nel '96 e me la ricordavo assai bella, questa volta me ne sono del tutto innamorato. Avremo scattato un milione di fotografie soltanto dalle mura infiorate del parco Duchi di Cesaro' (villa comunale), da cui si godono panorami strepitosi a picco sul mare. Un altro milione lo abbiamo scattato in riva al mare, al crepuscolo, mano a mano che approcciavamo Isola Bella, camminando su una spiaggia finalmente deserta di turisti. Consiglio la salita a Castelmola (dove tra l'altro mi dicono che si mangia bene il pesce), per il bel colpo d'occhio sul golfo tra Taormina e Giardini Naxos e per le prospettive sull'Etna. Decisamente, bisognava fermarsi una notte in piu'...





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