lunedì, aprile 18, 2011

Toh... Un bosco in citta'!


Adoro il sabato mattina. Posso alzarmi piu' tardi, vestirmi piu' sportivamente, promettere a Manu di passare l'aspirapolvere [...] e dopo, un'abbondante colazione, inforcare la bicicletta e pedalare all'aria aperta attraverso il raggio verde - come lo definirebbe la Moratti - che va da Baggio al Portello: Parco delle Cave, Parco di Trenno, quartiere di Lampugnano, Monte Stella e ritorno. Si puo' dire che sia ormai il mio giretto "classico", una ventina di chilometri da percorre con molta, molta calma, in circa due ore, fermandosi di quando in qua a scattare qualche fotografia che possa tornare utile per il blog.

Sabato scorso ho pero' deciso di introdurre una variante. Una volta risalito il Parco delle Cave in direzione nord fino ad incrociare via Caldera e attraversato il ponte pedonale su Via Novara, mi sono trovato di fronte alla solita stradina sterrata e ghiaiosa che a destra, verso est, conduce al Parco di Trenno e a sinistra prosegue verso l'ignoto. Ebbene, questa volta ho puntato a ovest, scegliendo l'ignoto e cosi', dopo aver percorso qualche centinaio di metri lungo un viale sterrato, tra campi coltivati e cascine che mi hanno fatto dubitare di essermi addentrato all'interno di una proprieta' privata, mi sono finalmente imbattuto nel famoso Bosco in Citta'. Dico "famoso" perche' consultando google map avevo notato piu' e piu' volte la presenza di un parco relativamente vicino casa, dal nome eloquente e non poco pretenzioso, ma non avevo ancora ben capito dove fosse precisamente e da che parte lo avrei dovuto approcciare. Il ciclista curioso cerca, da di pedali e trova.

Sono rimasto incantato. Si tratta di un'area estesa (circa 120 ettari) e molto ben curata dai volontari dell'associazione Italia Nostra, caratterizzata da piante, orti ("del tempo libero"), fontanili e sentieri che si addentrano nella boscaglia; all'interno del parco c'e' un lago artificiale, realizzato una ventina di anni fa e una cascina di epoca rinascimentale, di proprieta' del Comune. L'elemento piu' caratteristico e' pero' il canale, lo Scolmatore Olona, che taglia il parco in tutta la sua lunghezza; si tratta dello stesso canale che attraversa tutta la periferia ovest di Milano, partendo da Rho, a nord, fino al Naviglio Grande, a sud e che - secondo i progetti di Expo 2015 - una volta risistemato e valorizzato costituira' la cosiddetta "Via d'Acqua".

Gia', la via d'acqua... Ci spero, ma ci credo sempre di meno: tra i parchi e i navigli c'e' di mezzo il rebus della ex-cava di Geregnano: passano i mesi e le stagioni, ma nessuno si decide a bonificare quel brutto pratone incolto, che ahime' se la passa sempre peggio. Che tristezza! Uno di questi sabati mattina mi decido a fare un'esplorazione clandestina, per capire di persona come stanno veramente le cose. Stay tuned. :-)

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