mercoledì, aprile 06, 2011

Me truncus inlapsus...


Me truncus inlapsus cerebro
Sustulerat, nisi Faunus ictum
Dextra levasset, Mercurialium
Custos virorum.

[Mi avrebbe ucciso un tronco 
caduto sulla testa, 
se Fauno, custode dei poeti, 
non avesse deviato il colpo con la sua destra.] 

(dall'ode dell'Amicizia - Odi, II 17)

Orazio, il poeta, graziato dagli dei. Ma a me, tapino, chi ci pensa? Ieri, nel tornare verso casa in bicicletta ed essendo in anticipo rispetto al solito orario, mi sono fermato nel parco di Via dei Ciclamini a guardare una partitella di calcio tra due squadre giovanili. Mi ero sistemato da qualche minuto a bordo campo dietro una delle due porte, quando sono stato improvvisamente e violentemente colpito sul capo da un oggetto, che li' per li' non ho saputo riconoscere. Possibile che mi sia arrivata una pallonata? Macche'! Si trattava di un ramo piovuto dall'albero sotto il quale stavo sostando; fortunatamente, non un ramo "importante", altrimenti non sarei qui a raccontarlo, ma un ramo "secondario", accelerato energicamente nella sua caduta dalla spinta del vento, ieri piuttosto sostenuto. Alla fine, me la sono cavata con una semplice escoriazione e non pochi sfotto' da parte dei colleghi di ufficio: poteva sicuramente andarmi peggio!  :-)

Non tutto il male viene per nuocere. Sfrutto questo episodio per parlare ancora una volta dello stato del verde a Milano ed in particolare degli alberi, che sono un argomento su cui da tempo mi ero ripromesso di pubblicare un post. La prima cosa da dire e' che, a dispetto della [meritata] nomea di citta' del cemento, dello smog e dell'assenza di spazi verdi, a Milano e' in atto da qualche anno una massiccia campagna di riforestazione: tra il 2008 e il 2010 sono stati, infatti, piantati 70 mila nuovi alberi, contro i 180 mila preesitenti. L'obiettivo dichiarato dalla giunta e' di piantarne 500 mila entro l'expo del 2015, il che significherebbe avere sostanzialmente un albero ogni due abitanti (cfr. Piano del Verde). Un progetto costoso - i miei informatori dicono che ogni non albero piantato non costa meno di 500-1000 euro - e ambizioso, che va molto al di la' dei semplici adempimenti della 113/92 (la legge che impone ai comuni di piantare un albero per ogni nuovo nato).

Posso senz'altro affermare che "gli alberi della Moratti" non sono solo un annuncio sulla carta, ma si vedono un po' dappertutto. Non c'e' giardino o parco pubblico che attraversi nei miei giretti in bicicletta da Lorenteggio/Bisceglie fino a Bonola/Monte Stella senza che mi sia imbattuto ogni volta in decine o addirittura centinaia di esemplari; piantine il cui fusto sottile e' immancabilmente protetto alla base da un tubone in plastica corrugata (a che serva esattamente, non l'ho capito) e sostenuto ai lati da due o tre pali di legno conficcati nel terreno circostante. In qualche caso, le piante sono state disposte in fila lungo le piste ciclabili, in modo da creare l'effetto del viale alberato, in altre sono state addensate in alcuni punti per creare l'effetto "bosco". In questi primi giorni di primavera cominciano a spuntare le prime macchie verdi sui ramoscelli, ma ci vorranno diverse primavere prima di poter godere appieno dei frutti della riforestazione.

Se da una parte a Milano si piantano alberi, dall'altra, purtroppo, lo smog ne fa una strage: ne muoiono almeno sei al giorno, secondo alcune stime. Proprio nel giardino di Via dei Ciclamini pochi mesi fa sono state abbattute delle piante molto malandate e la caduta del ramo di cui parlavo prima e' un chiaro segno di sofferenza di quelle ancora in piedi, basta un colpo di vento e i rami si spezzano, indeboliti e soffocati dai veleni assorbiti dall'aria. Persino nel giardino del nostro condominio le cose vanno male: quest'anno tutti gli alberi sono stati capitozzati, compreso il nostro bel Tiglio (sara' stata la scelta giusta?). Eh gia', gira e rigira si torna sempre al nodo della qualita' dell'aria che respirano tutti quanti qui in citta', piante, uomini e animali; bene, quindi, le nuove piante, ma per cambiare davvero lo stato delle cose bisognerebbe anzitutto capitozzare le emissioni di polveri sottili e gas tossici! Inoltre, altra faccia della medaglia, bisognerebbe smettere di "mangiare" terreni agricoli e incolti in favore di nuove costruzioni e magari recuperare al verde, ove possibile, suoli precedentemente cementificati.

Ma questo e' tutto un altro post, ne riparleremo presto! :-) 

2 commenti:

Dooca ha detto...

Mio caro Conte, due notazioni per la piantumazione.
La prima: il tubo che ricopre la base del tronco dovrebbe proteggere la pianta dall'attacco di insetti e parassiti che rosicchiano la base e le radici.
La seconda: se osserverai bene, ci sono alcune piante piantumate che hanno un secondo tubo che spunta a qualche decina di centimeri dal tronco. Bene, quello dovrebbe servire x far respirare le radici.

Il mio amico agronomo mi dice che il tubo avvolto al tronco lascia un po' il tempo che trova, ed il secondo x lui è inutile se nn quasi dannoso.... ^_^

Dino ha detto...

Carissimo Dooca,

conoscevo le sue qualita' agronome, ma tanta ferratezza su un argomento cosu' tecnico mi lascia senza parole. Non e' che potresti venire a curare anche il nostro giardino condominiale? Quei malefici ce lo hanno spennato tutto, privandoci quasi del tutto dei profumi e colori della primavera.

Uff...

Il Conte.