sabato, aprile 30, 2011

Help Formiche!


Stiamo lottando da giorni con una caparbia colonia di formiche, che ha preso di mira la nostra cucina e i suoi dintorni. Un problema alquanto fastidioso... Vi e' mai capitato? Ho cercato in rete qualche consiglio sul da farsi ed ecco grosso modo cosa ne ho ricavato.

Rimedio della massaia (o punto zero)
Piu' che un rimedio, si tratta di una premessa: passare regolarmente l'aspirapolvere, non lasciare briciole sul tavolo, lavare i pavimenti e le superfici della cucina, vuotare la spazzatura con frequenza, etc.etc...

Rimedi della chimica (o dell'uomo moderno)
Polveri, spray e schiume (Bygon, Vape, Raid) per uccidere con rapidita', oppure le "trappoline" per sterminarle alla fonte (le operaie tornano alla base con le esche avvelenate). Rimedio sconsigliabile per chi abbia bambini piccoli che gattonano in casa. Inammissibile per gli animalisti.

Rimedio degli odori (soluzione zen)
Le formiche non amano gli odori forti. Basterebbe, quindi, spargere sale grosso, pepe, fondi di caffè e bucce di cetriolo per vederle fare dietro-front. C'e' chi invece consiglia la canfora e chi il borotalco. Altri si affidano alle foglie di pomodoro, alloro, basilico, menta, oppure ai chiodi di garofano, alla cannella e al comune peperoncino in polvere. Altri ancora giurano sull'efficacia del succo di limone o delle soluzioni di acqua e aceto. I fumatori incalliti possono affidarsi alle cicche di sigaretta, o a cenere e tabacco. Certo, meglio non ospitare in casa la suocera per quei giorni...

Rimedio dell'imbianchino e astuzie varie (la terza via)
Si segue la fila e si individuano i percorsi e le fessure da cui provengono gli insetti, a quel punto, gli si sbarra la strada con il silicone (o con volgarissimo scotch). Richiede molta pazienza. Un'altra soluzione e' spargere dello zucchero in uno o piu' punti esterni alla casa (in balcone?), cosi' che le formiche abbandonino spontaneamente cucine e salotti. A vostro rischio e pericolo.

Rimedio del pasticcere sadico (la "pan-formica")
Spargere lievito per dolci. Le formiche se ne cibano senza sospettare dell'inganno ed inizialmente non succede nulla. Credendo che sia cibo innocuo, accorrono a mangiarlo, ma a quel punto una dopo l'altra cominciano a lievitare, fino ad esplodere. Boom!

Rimedio africano (o della polpetta proteica)
Un vecchio adagio africano recita "tutto cio' che si muove e' commestibile". Per cui, se proprio non si riesce a debellarle...

ZUPPA DI FORMICHE

Ingredienti:
700 gr di formiche
100 gr di grasso di elefante
10 banane acerbe
300 gr di menta
15 gr di cardamomo
70 gr di miele
1 cipolla
pepe di Cayenna, quanto basta

Vorrei proprio evitare... :-) quindi se avete qualche buon consiglio...

venerdì, aprile 22, 2011

Un Giretto su misura


In settimana Corriere e Legambiente hanno lanciato una simpatica iniziativa congiunta, patrocinata dal Ministero dell'Ambiente: il "Giretto d'Italia". In pratica, i Comuni d'Italia sono invitati a confrontarsi in una competizione che avrà luogo il 3 Maggio per vedere chi sa muovere più bici. In vista di questa originale sfida, Legambiente assegnerà anche un premio al miglior racconto di tappe quotidiane cittadine inviato al Corriere o al sito da parte dei ciclisti urbani.

Potevo forse astenermi??? :-) Ecco il racconto della mia tappa, rigorosamente entro i 1500 caratteri, in cui ho ripescato l'infausto episodio del ramo...

"Ma come fai a muoverti in bicicletta?". Quante volte mi sono sentito porre questa domanda da amici, increduli del fatto che si possa girare in sicurezza su due sole ruote per le strade della caotica e trafficatissima Milano. Eppure si può, rispondo io, trattenendo a stento la soddisfazione: basta starci il meno possibile, sulle strade!

Il mio percorso casa-ufficio, tra Perucchetti e Lorenteggio, ne è un chiaro esempio: nel suo piccolo, è un capolavoro d'ingegneria ciclopodistica, collaudato in anni di prove e limature continue, poichè riduce al minimo i metri d'asfalto fianco a fianco con le automobili. Misura 4500 metri circa, di cui solo 1500 su carreggiate stradali; per la restante parte, corre attraverso aree verdi (giardini di via Ciclamini, Koch e Travaglia), piste ciclabili (via Bisceglie e Bensi) e - male ahimè necessario - marciapiedi ampi e generalmente poco battuti. In pratica, due pedalate su tre sono al riparo dal traffico.

Tutto bene? Nemmeno per idea, perchè il pericolo si nasconde ovunque. Qualche giorno fa attraversavo i giardini di Ciclamini, pedalavo con fatica per via del forte vento, quando sono stato colpito violentemente in fronte da un ramo piovuto in quel momento da un albero (uno dei tanti malati di smog?). Fortunatamente, era più lungo che grosso, altrimenti non sarei qui a raccontarlo, tuttavia ho rimediato una gran botta, di cui porto ancora i segni. Che abbiano ragione gli amici? Milano non è per ciclisti? Non saprei, quanto a me... urge un casco!

martedì, aprile 19, 2011

Esplosione di rosa e bianco


Davvero effimera sei tu primavera! 
Sono gia' caduti i fiori del magnolio,   
coprendo marciapiedi, strade e balconi;
sui rami, non piu' turbini di lampi e musica, 
ma fitte trame di tenere foglie mute.

Dovra' passare un anno col suo inverno 
prima che l'albero del giardino all'angolo
tra Margherite e Inganni possa donare 
(se lo sguardo e' alto quanto il cuore),
un'altra esplosione in rosa e bianco.

lunedì, aprile 18, 2011

Toh... Un bosco in citta'!


Adoro il sabato mattina. Posso alzarmi piu' tardi, vestirmi piu' sportivamente, promettere a Manu di passare l'aspirapolvere [...] e dopo, un'abbondante colazione, inforcare la bicicletta e pedalare all'aria aperta attraverso il raggio verde - come lo definirebbe la Moratti - che va da Baggio al Portello: Parco delle Cave, Parco di Trenno, quartiere di Lampugnano, Monte Stella e ritorno. Si puo' dire che sia ormai il mio giretto "classico", una ventina di chilometri da percorre con molta, molta calma, in circa due ore, fermandosi di quando in qua a scattare qualche fotografia che possa tornare utile per il blog.

Sabato scorso ho pero' deciso di introdurre una variante. Una volta risalito il Parco delle Cave in direzione nord fino ad incrociare via Caldera e attraversato il ponte pedonale su Via Novara, mi sono trovato di fronte alla solita stradina sterrata e ghiaiosa che a destra, verso est, conduce al Parco di Trenno e a sinistra prosegue verso l'ignoto. Ebbene, questa volta ho puntato a ovest, scegliendo l'ignoto e cosi', dopo aver percorso qualche centinaio di metri lungo un viale sterrato, tra campi coltivati e cascine che mi hanno fatto dubitare di essermi addentrato all'interno di una proprieta' privata, mi sono finalmente imbattuto nel famoso Bosco in Citta'. Dico "famoso" perche' consultando google map avevo notato piu' e piu' volte la presenza di un parco relativamente vicino casa, dal nome eloquente e non poco pretenzioso, ma non avevo ancora ben capito dove fosse precisamente e da che parte lo avrei dovuto approcciare. Il ciclista curioso cerca, da di pedali e trova.

Sono rimasto incantato. Si tratta di un'area estesa (circa 120 ettari) e molto ben curata dai volontari dell'associazione Italia Nostra, caratterizzata da piante, orti ("del tempo libero"), fontanili e sentieri che si addentrano nella boscaglia; all'interno del parco c'e' un lago artificiale, realizzato una ventina di anni fa e una cascina di epoca rinascimentale, di proprieta' del Comune. L'elemento piu' caratteristico e' pero' il canale, lo Scolmatore Olona, che taglia il parco in tutta la sua lunghezza; si tratta dello stesso canale che attraversa tutta la periferia ovest di Milano, partendo da Rho, a nord, fino al Naviglio Grande, a sud e che - secondo i progetti di Expo 2015 - una volta risistemato e valorizzato costituira' la cosiddetta "Via d'Acqua".

Gia', la via d'acqua... Ci spero, ma ci credo sempre di meno: tra i parchi e i navigli c'e' di mezzo il rebus della ex-cava di Geregnano: passano i mesi e le stagioni, ma nessuno si decide a bonificare quel brutto pratone incolto, che ahime' se la passa sempre peggio. Che tristezza! Uno di questi sabati mattina mi decido a fare un'esplorazione clandestina, per capire di persona come stanno veramente le cose. Stay tuned. :-)

mercoledì, aprile 06, 2011

Me truncus inlapsus...


Me truncus inlapsus cerebro
Sustulerat, nisi Faunus ictum
Dextra levasset, Mercurialium
Custos virorum.

[Mi avrebbe ucciso un tronco 
caduto sulla testa, 
se Fauno, custode dei poeti, 
non avesse deviato il colpo con la sua destra.] 

(dall'ode dell'Amicizia - Odi, II 17)

Orazio, il poeta, graziato dagli dei. Ma a me, tapino, chi ci pensa? Ieri, nel tornare verso casa in bicicletta ed essendo in anticipo rispetto al solito orario, mi sono fermato nel parco di Via dei Ciclamini a guardare una partitella di calcio tra due squadre giovanili. Mi ero sistemato da qualche minuto a bordo campo dietro una delle due porte, quando sono stato improvvisamente e violentemente colpito sul capo da un oggetto, che li' per li' non ho saputo riconoscere. Possibile che mi sia arrivata una pallonata? Macche'! Si trattava di un ramo piovuto dall'albero sotto il quale stavo sostando; fortunatamente, non un ramo "importante", altrimenti non sarei qui a raccontarlo, ma un ramo "secondario", accelerato energicamente nella sua caduta dalla spinta del vento, ieri piuttosto sostenuto. Alla fine, me la sono cavata con una semplice escoriazione e non pochi sfotto' da parte dei colleghi di ufficio: poteva sicuramente andarmi peggio!  :-)

Non tutto il male viene per nuocere. Sfrutto questo episodio per parlare ancora una volta dello stato del verde a Milano ed in particolare degli alberi, che sono un argomento su cui da tempo mi ero ripromesso di pubblicare un post. La prima cosa da dire e' che, a dispetto della [meritata] nomea di citta' del cemento, dello smog e dell'assenza di spazi verdi, a Milano e' in atto da qualche anno una massiccia campagna di riforestazione: tra il 2008 e il 2010 sono stati, infatti, piantati 70 mila nuovi alberi, contro i 180 mila preesitenti. L'obiettivo dichiarato dalla giunta e' di piantarne 500 mila entro l'expo del 2015, il che significherebbe avere sostanzialmente un albero ogni due abitanti (cfr. Piano del Verde). Un progetto costoso - i miei informatori dicono che ogni non albero piantato non costa meno di 500-1000 euro - e ambizioso, che va molto al di la' dei semplici adempimenti della 113/92 (la legge che impone ai comuni di piantare un albero per ogni nuovo nato).

Posso senz'altro affermare che "gli alberi della Moratti" non sono solo un annuncio sulla carta, ma si vedono un po' dappertutto. Non c'e' giardino o parco pubblico che attraversi nei miei giretti in bicicletta da Lorenteggio/Bisceglie fino a Bonola/Monte Stella senza che mi sia imbattuto ogni volta in decine o addirittura centinaia di esemplari; piantine il cui fusto sottile e' immancabilmente protetto alla base da un tubone in plastica corrugata (a che serva esattamente, non l'ho capito) e sostenuto ai lati da due o tre pali di legno conficcati nel terreno circostante. In qualche caso, le piante sono state disposte in fila lungo le piste ciclabili, in modo da creare l'effetto del viale alberato, in altre sono state addensate in alcuni punti per creare l'effetto "bosco". In questi primi giorni di primavera cominciano a spuntare le prime macchie verdi sui ramoscelli, ma ci vorranno diverse primavere prima di poter godere appieno dei frutti della riforestazione.

Se da una parte a Milano si piantano alberi, dall'altra, purtroppo, lo smog ne fa una strage: ne muoiono almeno sei al giorno, secondo alcune stime. Proprio nel giardino di Via dei Ciclamini pochi mesi fa sono state abbattute delle piante molto malandate e la caduta del ramo di cui parlavo prima e' un chiaro segno di sofferenza di quelle ancora in piedi, basta un colpo di vento e i rami si spezzano, indeboliti e soffocati dai veleni assorbiti dall'aria. Persino nel giardino del nostro condominio le cose vanno male: quest'anno tutti gli alberi sono stati capitozzati, compreso il nostro bel Tiglio (sara' stata la scelta giusta?). Eh gia', gira e rigira si torna sempre al nodo della qualita' dell'aria che respirano tutti quanti qui in citta', piante, uomini e animali; bene, quindi, le nuove piante, ma per cambiare davvero lo stato delle cose bisognerebbe anzitutto capitozzare le emissioni di polveri sottili e gas tossici! Inoltre, altra faccia della medaglia, bisognerebbe smettere di "mangiare" terreni agricoli e incolti in favore di nuove costruzioni e magari recuperare al verde, ove possibile, suoli precedentemente cementificati.

Ma questo e' tutto un altro post, ne riparleremo presto! :-) 

martedì, aprile 05, 2011

Scorie nucleari cercasi


No, oggi non vi tedio con i soliti discorsi su energia e politica. Il titolo si riferisce al fatto che abbiamo risposto al simpatico invito di Legambiente e per un weekend ci siamo trasformati in "scorie radioattive", sfilando con il loro gruppo per le vie gremite del centro di Bergamo, nell'ambito della tradizionale festa di mezza quaresima.

Ad essere sinceri, quando ho ricevuto l'email, mi sono subito immaginato di salire su uno di quei meravigliosi carri colorati di cartapesta, in compagnia di tanti altri figuranti, con la musica a palla ed effetti scenografici da far divertire grandi e piccini... Ma alla fine eravamo soltanto una ventina, compresi i bambini, appiedati e senza carro o effetti speciali di sorta, ad eccezion fatta delle nostre tutine: le "scorie" erano vestite con delle tute gialle, cucite e sagomate a forma di bidone per materiale radioattivo; io (nella foto, mentre stringo la mano ad un valoroso "GaribalDino"), Manu e altri, invece, indossavamo la tuta bianca da tecnico di centrale, con tanto di mascherina sul viso, guanti, cappuccio elasticizzato. Praticamente, un mucchio di preservativi umani! Non mancavano cartelli con slogan e scritte istoriate sugli indumenti come: "abbracciami, sono una scoria", "una scoria e' per sempre", "una scoria al giorno ti leva di torno", etc...

Interessante la reazione della gente. Molti ci hanno osservato sfilare senza proferire parola, con uno sguardo assai pensieroso: che siano i semi del dubbio instillato dalla recente tragedia di Fukushima in tanta parte di popolazione che iniziava a credere nel progetto del governo del nuovo nucleare per l'Italia? Altri, molti altri, invece, approvavano in modo chiaro, accompagnando il nostro passaggio con applausi e incoraggiamenti, come sentissero l'esigenza fisica di comunicare la loro empatia. Una signora, caso isolato, ci ha apostrofato in modo un po' irruento dicendo che a lei le centrali andavano bene e pure Berlusconi, scambiandoci evidentemente per le solite incallite toghe rosse. Mah. Speriamo solo di aver dato un piccolo contributo alla causa: tra due mesi c'e' un referendum e non vorrei che naufragasse come tanti altri prima di questo. 

Per il resto, lunga vita al Duca Liber Prim e a tutto il Ducato di Piazza Pontida, che quest'anno ha deciso per ol rasgament del complesso di Sant'Agata, 

ü zoièl del melaesìch
che lassàt a l’abandù
a l’ farà ‘na bröta fì

E speriamo proprio che non vada a finire cosi'! :-)