venerdì, marzo 04, 2011

Modifica dell'art.75, premiamo la partecipazione!


L'articolo 75 della Costituzione Italiana istituisce il referendum come strumento di consultazione popolare su alcune delle leggi varate dal Parlamento, ma ne limita al contempo la valenza ad una specifica e vincolante condizione: il raggiungimento del quorum degli aventi diritto al voto.

Perché esiste questo vincolo?

Forse i padri costituenti davano per scontato il fatto che almeno un 50% della gente partecipasse attivamente alla vita politica del paese? O forse volevano precisamente evitare che una minoranza piccola a piacere potesse imporre la propria volontà a tutti? Forse l'uno e l'altro, ma oggi – a distanza di due generazioni di eletti ed elettori – il male piu' grande che affligge la democrazia è l'astensione, la disaffezione, l'indifferenza di grandi fette di elettorato rispetto al tema della gestione della cosa pubblica. Una condizione, questa, che e' figlia della disillusione e della sfiducia nei confronti di partiti e classe dirigente, che della politica sono l'incarnazione.

E senza partecipazione la democrazia è una parola vuota, senza significato. Prendo a prestito - lo avrete certamente notato - le parole di un grande milanese: Giorgio Gaber. A me vien facile, giacché lavoro e vivo a due passi dal bar del Giambellino (oggi bar Masuri, in foto... ci pensate, son passati 50 anni!) e respiro un pò di quell'aria che ha ispirato quei testi meravigliosi.

Insomma, oggi piu' che mai, occorre puntare sul coinvolgimento diretto dell’elettorato e ridare forza all'istituto referendario, perchè la gente torni ad interessarsi della cosa pubblica e creda nella possibilità di costruire il proprio futuro. Per fare questo, occorre che ogni voto conti davvero. Bisogna fare in modo che ogni singolo referendum abbia un esito di abolizione o di conferma della legge in questione, e che i politici non possano più giocare con il calendario (a spese della comunità), con il malcelato intento di affossare quesiti scomodi.

Modifichiamo l’articolo 75, basta eliminare una riga, neppure la fatica di riformularlo!

Art. 75 della Costituzione Italiana
È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

1 commento:

Dino ha detto...

Ehi, ma Grillo mi copia!!! :-)

http://www.beppegrillo.it/2011/03/la_costituzione_non_e_intoccabile/index.html