sabato, febbraio 05, 2011

900


Varie persone mi hanno chiesto come sia stata la visita del Museo Del Nocevento. Arrivarci! Prima di tutto se, come il sottoscritto, decidete disgraziatamente di andarci di domenica bisogna che mettiate in conto almeno due ore buone di coda. Consiglio quindi di andarci in settimana (il giovedi' rimane aperto fino alle 22:30), oppure, se proprio domenica dev'essere, organizzate una bella comitiva di amici, cosi' da ammazzare il tempo in allegria (noi eravamo una dozzina, grazie alle notevoli capacita' da PR di Carmen). Altra questione importante: non sbagliate coda, una delle due chilometriche file si dirige all'ingresso di Palazzo Reale, dove ha sede la mostra temporanea dedicata a Dali'. Peraltro sarebbe un'ottima alternativa.

Tornando al tema, a me la visita e' piaciuta molto. Abituato - per cosi' dire - alle ridotte superfici espositive di Palazzo Reale sono rimasto colpito anzitutto dall'ampiezza complessiva dei volumi di questo neonato museo civico. Molto carina, poi, l'idea della rampa ad elica d'ingresso, nonche' la vista su Piazza Duomo che si apre all'ultimo piano dal balcone coperto: peccato solo che tra vetri, e luci riflesse non ci siano punti da cui poter scattare una foto panoramica decente. Per realizzare il percorso museale sui vari livelli orizzontali e verticali su cui e' distribuito, il Palazzo dell'Arengario - che risale agli anni '30 del secolo scorso - e' stato completamente "svuotato" e ricostruito, lasciando intatto solamente l'involucro esterno. Un progetto da 20 milioni di euro, durato oltre tre anni.

La mostra si apre con il famosissimo "Il Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo e prosegue con la preziosa collezione Jucker (con i Picasso e i Modigliani) e con le opere dei futuristi: ampio lo spazio dedicato ai milanesi Boccioni, Balla, Carra' e Severini. Molto ricca ed interessante anche la collezione di stampe, libri e documenti d'epoca: una vera miniera di informazioni sul fervore culturale e politico che animava l'epoca pre-fascista. Ai piani superiori si accede alle sezioni dedicate a De Chirico (ovviamente, nessuno dei grandi capolavori), Morandi e ad astrattisti come il geometrico Melotti (sua l'opera che ho fotografato per questo post) e Fontana. Davvero sorprendenti, a volte divertenti e comunque incomprensibili - per ignoranti del genere, come me - le opere esposte nelle ultime sale dei vari Manzoni (quello della "merda d'artista", per intenderci), Marini, Uncini, Anceschi, Merz (con la sua buffa Zebra di Fibonacci), Boetti, etc... Soprattutto per quest'ultima sezione, sarebbe consigliabile una visita con audio-guida o, meglio ancora, in compagnia di un esperto, perche' in alternativa faticherete a cogliere il significato artistico di certe opere.

Least but not last: fino alla fine di Febbraio l'entrata e' gratuita... :-)

Nessun commento: