lunedì, dicembre 06, 2010

Viaggio in Marocco - Marrakesh

Marrakesh, mille colori. Oltre che chiudere un cerchio turistico-culturale che passa da Gersualemme, Istanbul e Siviglia - e che vorrei ulteriormente arricchire in futuro con il giro della Sicilia - per me e' stato come toccare con mano uno dei grandi miti della mia adolescenza, consacrato da quelle pellicole di Salvatores dedicate ai temi della fuga, dell'amicizia e del mal d'amore.


Marrakech uguale Riad Zara, anzitutto. Dedico il primo pensiero al miglior bed & breakfast del nostro viaggio e alla sua splendida proprietaria Monique. Prendete nota, andate, soggiornate e quando tornate ricordate di lasciare i ringraziamenti sul blog per questa preziosa segnalazione. Siamo stati letteralmente coccolati da questa affascinante signora francese, tanto cortese, disponibile, prodiga di buoni consigli e sempre attenta alle necessita' degli ospiti. Monique non e' semplicemente una perfetta e raffinata padrona di casa, ma e', soprattutto, una donna in gamba. Aprire una struttura del genere da sola all’interno della medina di Marrakech dev'essere stato difficile, un'impresa non alla portata di tutti.


Tra un thè alla menta e l’altro, ci ha raccontato tutta la fatica che ancora oggi fa per portare avanti l’attività in un paese tanto diverso per mentalità e condizione femminile da quello da cui proviene: “A volte, il Riad mi sembra essere come una prigione, sono ostaggio dell’oasi di pace e benessere che ho costruito in mezzo a tanta arretratezza”.  In effetti, al di fuori di quel portone c’è tutto un altro mondo, il vicolo è stretto e polveroso e pieno di bambini che ci seguono mendicando una moneta, abbiamo mille occhi addosso che ci guardano come fossimo marziani, anche se veniamo regolarmente scambiati per spagnoli e quindi – dal punto di vista geografico – per i vicini di casa. Il contrasto e' talmente forte e i racconti di Monique cosi' travagliati che e' impossibile pensare al Riad come ad una semplice pensione per turisti.


Se spulciate tra i commenti che la gente lascia in internet scoprirete che Monique e' anche un'ottima cuoca e noi lo possiamo senz'altro confermare. Cominciamo col dire che la sera in cui ci siamo fermati a cena il Riad era illuminato dalla calda e soffusa luce di mille candele (sistemate persino sui gradini delle scale che portano al piano terrazzato), la piscinetta era cosparsa di petali di rosa e nell'aria risuonavano pezzi di musica popolare francese. In questa piacevolissima cornice, abbiamo gustato forse la migliore cucina marocchina di tutto il viaggio, con piatti saporiti, preparati nel pomeriggio con l'aiuto della fac-totum Fatima e innaffiati da ottimo vino d'oltralpe. La serata e' stata particolarmente gaia per via della buona compagnia: oltre a noi e Monique, infatti, era presente anche una coppia di suoi amici, Nicola e Stephanie, appena arrivati da Lione.


Il Riad Zara, per dirla tutta, e' stato un'ottima scelta anche sotto il profilo degli "incontri". Abbiamo trascorso la prima serata a Marrakech alla scoperta della grande e sempre varia piazza Djema El-Fna, in compagnia di una giovane coppia di medici di Parma, Simone e Deborah, conosciuta al nostro arrivo al Riad. Un paio di sere dopo, invece, abbiamo fatto amicizia con un'altra coppia di ragazzi, Marco e Laura, provenienti da Senigallia. Marrakech e' zeppa di turisti tutto l'anno, gli italiani la affollano soprattutto in Agosto, ma noi ne abbiamo incontrati diversi anche alla fine di settembre. Al Palais de Bahia abbiamo conosciuto per caso due simpaticissime fiorentine, Letizia ed Elisabetta (detta anche "bonne journée"), con cui abbiamo poi trascorso il resto del pomeriggio e la serata. A loro rimane indelebilmente associato il ricordo del baracchino denso di fumo del Grande Arrostitore di piazza Hassan.


Marrakech e' la sintesi perfetta del Marocco che abbiamo avuto modo di visitare: la citta' nuova, con palazzi e viali in stile occidentale, e' eredita' del periodo coloniale francese (certamente degni di nota, i giardini Majorelle e la bella facciata della stazione ferroviaria), la medina, al contrario, e' il volto piu' autentico e tradizionale del Marocco, con le perle di arte islamica (come la magnifica Medersa Ben Youssef), i monumenti storici e i palazzi imperiali, il grande e labirintico Suq, i negozietti e le botteghe artigiane sulla strada e infine, elemento unico ed impareggiabile, la caratteristica vivacita' da "piazza dei miracoli" di Djema El-Fna (patrimonio dell'umanita' UNESCO).


Non staro' ad annoiarvi con il dettagliato resoconto delle nostre eplorazioni, vi basti sapere che Djema El-Fna vale, da sola, come si suol dire, il biglietto. Non ci sono parole o fotografie che rendano l'idea: e' una piazza immensa, sbocco naturale delle viuzze coperte a nord del Suq e, piu' in generale, centro magnetico dell'intera medina, capace di attrarre ogni giorno una gran quantita' di saltimbanchi, artisti di strada e, ovviamente, gente comune e stranieri provenienti da ogni dove. Sempre in movimento, mai uguale a se stessa, ipnotizzante: abbiamo trascorso ore sulla terrazza del Cafe' Glacier ad osservare incantatori di serpenti, musici, cantanti e cantastorie, acrobati ed equilibristi, cartomanti, tatuatori, venditori ambulanti di cianfrusaglie (nonche' di merci lecite e illecite), maschere mendicanti, giostrai improvvisati, etc... La sera, al centro della piazza si materializza una distesa di tavoli all'aperto e baracchini ambulanti numerati (vedi il gia' citato Hassan), dove la gente consuma pasti principalmente a base di carne speziata e altre prelibatezze, spendendo cifre alquanto modeste. Monique raccomanda il baracchino numero uno, perche' e' l'unico gestito da una donna (un donnone, veramente!). Se passate di li', date almeno un'occhiata: pare di vedere un capitano al ponte di comando di una nave, che impartisce ordini ad una disciplinata e affaccendatissima ciurma di cuochi e sguatteri.


Non posso chiudere il discorso su Marrakech senza avervi detto qualcosa anche a riguardo del Suq. Anzitutto, vi riferisco un'impressione: mi sono trovato piu' a mio agio qui, tra viuzze anguste e irregolari (ci si perde subito, ma e' cosi' che dev'essere), che tra le pompose volte del Gran Bazar di Istanbul, forse fatte apposta per incutere una certa soggezione nel visitatore. E poi a Marrakech discuti con commercianti spesso molto giovani, se non adolescenti, che ogni tanto - tra un negozio e l'altro - sanno anche sorridere. Prendi il caso delle tre lampade in latta e pelle di capra, portate via ad un prezzo cinque volte inferiore a quanto richiesto ad inizio trattativa, mi sono seduto a fianco del giovane negoziante e abbiamo scambiato quattro chiacchiere informali come due vecchi amici.


Consigli per gli acquisti. Primo: trattate, trattate, trattate e se il prezzo ancora non vi convince andate via, il piu' delle volte vi inseguiranno accettando le vostre condizioni. Secondo: non fate mai un prezzo, neppure molto basso, se non siete interessati a comprare, altrimenti il venditore ritiene che la trattativa sia aperta e non vi lascera' andare via a mani vuote tanto facilmente. Terzo: portatevi una valigia vuota, perche' vorrete certamente portarvi a casa diversi oggetti di artigianato locale marocchino, senza contare che lo shopping nel Suq - lo avrete capito - e' un passatempo assai divertente!


Infine, chiudo buttandola ancora una volta sulla gastronomia. Il nostro ultimo giorno di vacanza lo abbiamo passato sulla costa atlantica, a Essaouira (la cui medina e' indicata dall'UNESCO come patrimonio dell'umanita'), da sempre importante snodo dei commerci marittimi e luogo di incontro tra europei - portoghesi prima e francesi poi - ebrei e berberi. Per certi versi mi ha ricordato San Giovanni d'Acri (Akko), per quella sua aria di porto senza tempo, ma il piatto forte - e' proprio il caso di dirlo! - e' senz'altro la grigliata di pesce appena pescato, che viene preparata e servita dai ristoratori ambulanti sul porto. Ragazzi, che magnata!!! Ci siamo fatti un chilo di branzino in due (sul prezzo, ovviamente, c'e' da contrattare, ma oramai che ve lo dico a fare?), con foto ricordo al banco delle aragoste. A ne pas manquer! :-)

1 commento:

hotel ha detto...

Il Marocco è un paese magnifico assolutamente da visitare