mercoledì, dicembre 21, 2011

Happy Kitschmas 2011


Dopo il grande successo della prima edizione, a furor di popolo si e' celebrato l'attesissimo evento "Happy Kitschmas 2011". L'invito di Andrea quest'anno suonava cosi':

Un modo divertente per scambiarsi gli auguri di Natale, farsi un regalo ma soprattutto per liberarsi di quell'oggetto che hai ricevuto e che non vedi di regalare al tuo collega.

E anche quest'anno, ovviamente, non sono mancate le sorprese... orripilanti! Le elenco in ordine sparso:
  • La candela da sepolcro, con gemme consumate e rigorosamente finte. Ora la bambolina di flamenco ha una sorta di "palo" attorno al quale danzare...
  • Il vasetto-candela del tifoso bianconero
  • Tisane sogni d'oro - regolarita', un modo alternativo e gentile per mandare a c... il proprio capo! 
  • La pochette da suora, con tanto di immagine della Madonna attorniata da coro di angeli adoranti. Con ben 9 voti su 25 votanti, questo oggetto si e' aggiudicato il concorso. In effetti... Il "fortunato" che si e' aggiudicato questo pezzo imperdibile e' stato Giacomo, compagno inseparabile dei miei pranzi  al BuonAppe.
  • Gioco per bimbi "la Fattoria parlante" (per nulla kitsch, io lo avrei gradito!)
  • Libretto "Come difendersi dai Milanesi" dell'autrice Elena Pigozzi (avrei gradito anche questo)
  • Pupazzo in stoffa di Babbo Natale extra-large  
  • La pipa-pupazzo giamaicana, per gustare fumo illecito
  • Delfino di finto-vetro Murano. Che tristezza! 
  • Piattino in ceramica cinese a forma di stella con decorazioni natalizie. Brrr...
  • Calamita da frigorifero a forma di coccinella. Ultra-triste! 
  • Il salvadanaio a forma di mucca, un classico... Alzi la mano chi non ha mai ricevuto in regalo qualcosa del genere
  • Scatola cotton fioc con acquario incorporato, con tanto di delfinetti galleggianti. Nota : l'ho portata io e ne vado orgoglioso. Aveva il suo perche' e non capisco proprio perche' non abbia preso voti... 
  • Statuetta lignea dell'uomo con cappello, mah...
  • Satuetta lignea gruppo equestre, doppio mah... Ha preso un solo voto, secondo me quello di Stefano che se l'e' dovuto portare a casa...
  • Statuetta in gesso di putto alato in posa lasciva
  • Ragno grattatesta, comprato in spiaggia dal marocchino
  • Svitatutto regolabile in silicone ("boa")
  • Statuetta in legno e stoffa del feroce saladino (souvenir siciliano?). Con 2 voti su 25, si e' guadagnato la terza posizione della classifica del super trash. Non male. 
  • Calzettoni di lana viola a righe. Banale.
  • Lampada a olio con incluso boccettino diffusore di fragranza alla vaniglia. Parliamone.
  • Alex Alligator, canta e balla al ritmo di We Will Rock You! Si e' conquistato la seconda piazza della classifica del piu' trash, ma a mio avviso e' il vincitore morale di quest'edizione di Happy Kitshmas
  • Dente porta-stuzzicadente (o spara-stuzzicadente, occhio...). Be' anche questo, ha il suo perche'
  • Mini abajour per PC con presa USB
  • Bottiglia di amaro armeno, 'na bomba!
Buon Natale a tutti!!!

giovedì, novembre 10, 2011

E ora scoppiera' la bolla immobiliare

In questi ultimi mesi ho lasciato il mio numero di cellulare a diverse agenzie immobiliari e per questo ho perso la pace: le chiamate sono sempre piu' frequenti, anche due o tre al giorno, anche in orario di ufficio, con proposte non sempre rispondenti ai miei requisiti. L'imperativo e' provarci, hanno un cliente per le mani, cosa che ultimamente e' un fatto raro: dal 2006, infatti, il calo delle compravendite degli immobili e' stato netto e costante, con prezzi praticamente fermi.

Del resto, fuori dalle statistiche, credo che tutti quelli che in questi anni abbiano vissuto l'esperienza dell'acquisto di una casa abbiano avuto la stessa orribile sensazione di follia pura: io, ad esempio, mi sono sentito chiedere 600 mila euro per un appartamento di 100 mq senza box in un'anonima periferia di Milano. Dico, stiamo parlando di un miliardo e duecento milioni delle vecchie lire! E chi ce li ha tutti questi soldi? E poi per finire in un anonimo casermone?!? E' evidente che a queste condizioni si venda pochissimo, sebbene si continui inspiegabilmente a costruire...

Nel suo ultimo rapporto di Luglio 2011 sul mercato immobiliare, Nomisma ha dipinto il seguente quadro a tinte fosche:

[...] Un mercato caratterizzato dalla rigidità dei prezzi e da un’offerta ingente e attendista a fronte di una debole domanda. Non giovano inoltre alla ripresa, la bassa crescita, l’alto debito pubblico e l’instabilità politica e normativa dell’Italia [...] Lo spauracchio di una recessione appare tutt’altro che scongiurato [...] La prospettiva di un nuovo minimo dei volumi di compravendita appare oggi pressoché certa.

E non era ancora arrivata la famosa lettera della BCE... Cosa ci si puo' attendere adesso che siamo in piena tempesta finanziaria? Io credo che le tensioni sui prezzi delle case diverranno talmente insostenibili da far scoppiare una bolla immobiliare anche in Italia. E' successo negli Stati Uniti e poi in Spagna e Irlanda e sta succedendo in Grecia, succedera' anche da noi, con prezzi che potrebbero scendere almeno di un 20% nel giro di un anno.

Il responsabile numero uno dello scoppio della bolla sara' (indirettamente) il credit crunch che ingessera' le nostre banche: lo spread tra titoli di stato italiani e tedeschi aggravera' i problemi di liquidita' degli istituti di credito, con pesanti ripercussioni sull'erogazione dei mutui (meno concessioni, piu' a caro prezzo). Va da se' che meno mutui si erogano, meno case si vendono.

Un secondo fattore che giochera' a sfavore del mercato immobiliare e' proprio lo spread tra BTP e Bund: le famiglie che hanno capitali da investire opteranno per strumenti finanziari basati su titoli di stato italiani, che oggi assicurano rendimenti molto alti, piuttosto che in nuovi investimenti sul mattone. Per questa stessa ragione, molti liquideranno posizioni immobiliari a favore di nuove posizioni mobiliari. A proposito, avete notato quanto spazio e' stato dato in questi giorni su giornali, radio e TV alla proposta "patriottica" del signor Melani di comprare titoli di stato? Le banche hanno subito colto la palla al balzo, istituendo il BTP-day: a malignare, si puo' pensare che siano ben contente di poter scaricare sulle famiglie una quota di patate bollenti...

Ultimo-ma-non-ultimo aspetto da considerare e' il fattore psicologico: in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo in questi giorni, molti resteranno alla finestra a guardare e non muoveranno un dito per mesi. La domanda di case inevitabilmente scendera', fino a quando i prezzi non raggiungeranno un nuovo punto di equilibrio.

E' ovvio che questa crisi faccia paura, ma come tutte le crisi anche questa portera' con se delle opportunita': per il nostro paese, quella di far piazza pulita di una serie di eccessi che per troppo tempo ci siamo concessi, a partire dal piano economico per finire su quello politico.

In giorni come questi bisogna pur cercare un lato positivo...

mercoledì, novembre 09, 2011

Un banchiere come premier?


George Papandreou, capo del Pasok (sinistra), nato da madre americana nel Minnesota, carattere freddo, riflessivo, un sorriso gentile e toni mai sopra le righe, ha studiato sociologia ed economia in Svezia, Stati Uniti e Gran Bretagna. Suo padre Andreas e suo nonno Gheorghios sono stati primo ministro della Grecia prima di lui. 

Lucas Papademos, economista, specializzato in economia al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston e poi insegnante alla Columbia University di New York, e' stato prima Capo della Banca Centrale greca e poi vicepresidente della BCE. Mai affiliato ad alcuna forza politica, un tecnico prestato alla politica. 

Se fossi un greco, sia di sinistra che di destra, mi terrei stretto uno come Papandreou: meglio un politico mezzosangue dall'accento straniero che conosce bene i problemi interni ma anche la realta' estera che un banchiere purosangue affiliato al cerchio dell'alta finanza di Francoforte al timone del paese. 

Ma siccome sono un italiano, penso alle miserie di casa mia: per quasi vent'anni, ci siamo scelti come timoniere un palazzinaro spregiudicato che da anni pensa piu' agli interessi suoi e delle sue aziende che al bene comune o, in alternativa, ci siamo affidati a coalizioni improbabili, in disaccordo su tutto, incapaci di prendere decisioni importanti, figuriamoci di rinnovare il paese. 

Ma ora che il paese va cambiato sul serio e con urgenza, i nodi della politica vengono al pettine e il mercato ci punisce scommettando sul fatto non esistano da noi le condizioni per fare le famose riforme strutturali. Come dargli torto, con un governo senza maggioranza e un'opposizione senza leader e programma condiviso? 

Qualcuno s'illude ancora di risolvere i problemi con un esecutivo di salvezza nazionale che imponga una patrimoniale a copertura del debito. Altri invocano la elezioni anticipate, per ristabilire i rapporti di forza in parlamento. A me sembrano in entrambi i casi modi per prendere tempo e rimandare i problemi.  

In questi ultimi mesi (o forse dovrei dire anni?) scellerati ci siamo giocati una bella fetta di sovranita' nazionale, ma prima che ci impongano un Bini Smaghi come premier e un'agenda di governo targata BCE forse c'e' ancora tempo almeno per un ultimo sussulto di orgoglio. 

O abbiamo perso anche quello?

giovedì, ottobre 20, 2011

L'invenzione invisibile


In questi tempi duri, dove - per dirla con enfasi retorica - la speranza di un futuro migliore cede il passo alle mille paure scatenate da una crisi finanziaria planetaria e travolgente, sta passando sotto silenzio la notizia di un'invenzione che ha del miracoloso e che potrebbe rappresentare la via d'uscita per la gran parte dei nostri problemi: la fusione fredda.

D'accordo, la comunita' scientifica non solo non ha messo il suo bollino, ma si e' dichiarata fin dall'inizio molto scettica sulla possibilita' che il fenomeno che sta alla base del dispositivo "E-Cat" dell'ingegner Andrea Rossi sia classificabile come "fusione fredda". Del resto, e' un atteggiamento comprensibile: e' ancora fresco il ricordo di quel che avvenne nel 1989, quando due chimici annunciarono davanti alle telecamere di tutto il mondo di aver raggiunto quel traguardo, ma poi non furono in grado di ripetere gli esperimenti secondo il rigoroso protocollo scientifico. Fu un fiasco clamoroso e i due finirono in disgrazia, coperti dal pubblico ludibrio.

Intanto, l'ultima prova condotta il 6 Ottobre a Bologna dice incontrovertibilmente che quell'aggeggio produce moltissima energia, molta piu' di quanta ne occorra per farlo funzionare. Qualunque sia la misteriosa natura fisica della reazione - fusione fredda, reazione nucleare a basse energia o come altro la vogliamo chiamare, poco importa - si tratta dunque di una scoperta rivoluzionaria, dai risvolti inimmaginabili.

Alla luce di queste evidenze, si puo' discutere dello scetticismo degli scienziati e del fatto che non oltrepassino la frontiera di quella che appare come una fisica nuova e sconosciuta (e per certi versi anche scomoda, visto che sovverte le conoscenze classiche), ma proprio non si comprende il silenzio dei media. Come puo' sfuggire, per lo meno in Italia, un esperimento di questa portata eseguito presso l'ateneo di Bologna??? (Fortuna che c'e' Mr Kilowatt!)

Attendo con ansia il giorno in cui verra' acceso l'impianto da 1 MW progettato per la Grecia. Nel frattempo,  continuo a sognare...

giovedì, settembre 22, 2011

"Mensola libera": missione compiuta!


Nonna Rosalba (ormai la dobbiamo chiamare cosi') ha compiuto la mission impossible: liberare il maggior numero di mensole e ripiani possibili, cosi' da creare finalmente gli spazi in casa ove riporre le cose del bimbo. Da qualche tempo in qua, stavamo realmente affogando. Dunque, brava! Ora non sara' facile ritrovare la reflex digitale o la racchetta elettrica acchiappa-zanzare, ma in compenso pannolini, creme per il dopo-bagnetto e vestitini saranno tutti a portata di mano!

Comunque e' incredibile cosa possa entrare in un semplice bilocale se lo si organizza con raziocinio. Per associazione di idee, mi vengono in mente quegli autentici e complessi tetris che riusciva a fare mia mamma con le valigie nel portabagagli dell'auto. Il "top" lo raggiungeva ad Alvignano, quando, oltre ai normali borse da viaggio x 4, c'era da trovare un posto anche ai pacchi di mozzarelle, uova, pomodori, pelati, pane, conserve, etc.etc... Talvolta il problema sembrava senza apparente soluzione, ma lo scienziato non si dava per vinto, spostava, smontava, s'aggrottava, riconsiderava e ripartiva daccapo, spargendo patate e formaggelle un po' dappertutto, ma alla fine ci faceva stare tutto! Non so bene come ci riuscisse, ma era un vero spettacolo vederla all'opera.

Se esistesse la laurea in economia domestica, le nostre mamme l'avrebbero presa da un pezzo, honoris causa. Ehhh, abbiamo ancora tanto da imparare... Vabbe', ora basta con gli sbrodolamenti: quand'e' che tornate da queste parti per darci una mano a dare un senso alla cantina??? :-)))

mercoledì, settembre 14, 2011

My baby is coming


Quando sono rientrato a casa dal lavoro ho trovato un passeggino-culla perfettamente montato e pronto all'uso proprio accanto al mio letto. Posso assicurarvi che l'efficienza della Prenatal in fatto di consegna merci (nel nostro caso, a sole 48h dall'ordine! ndr) e' stato solo il secondo dei pensieri che ho fatto, ma solo dopo essermi ripreso dallo choc. Mai come stasera ho realizzato che il bimbo - questa entita' cosi' vicina eppure ancora astratta - sta per per irrompere nella mia vita e cambiarla per sempre! Bello. Non vedo l'ora... Come baby, come... We're all waiting for you! :-)

domenica, settembre 11, 2011

Discovering Como


La vertiginosa ascensione in funicolare verso Brunate e la via erta e stretta per San Maurizio. Le vedute mozzafiato da quasi mille metri d'altezza sul lago all'ombra del Faro Voltiano. E poi di nuovo giu', a passeggio tra giardini e splendide ville antiche che ci invidiano in tutto il mondo. Ma il piatto forte del giorno e' stato senz'altro la polenta uncia con salsiccia: ragazzi, che botta! Me ne devo fare una ragione, e' una questione genetica: non ho gli enzimi per fronteggiare questa roba!!!

martedì, agosto 23, 2011

Una breve ma intensa estate alvignanese

Delle mie vacanze estive ad Alvignano non parlo quasi mai, come se fosse scontato stare bene e divertirsi, da quelle parti. Nel resto, che faccio di tanto speciale? Nulla, alterno giorni in cui mi godo i ritmi lenti della vita di campagna ad altri giorni in cui giro come una trattola, spazzolando da nord a sud le bellezze artistiche e paesaggistiche della zona. All'occorrenza, smetto i panni del turista, per vestire quelli del Cicerone, quando mi capita di portare in giro amici e parenti. Bazzico le vivaci feste di paese e le sagre; se capita, mi faccio pure le processioni dei santi. Mangio i dolcissimi fichi colti dalle piante del mio giardino, le gustose mozzarelle di bufala e i baba' di Sparono, grossi quanto un pugno e dolci come una carezza. Se sono stanco, non disdegno la pennichella nelle ore roventi e deserte del primo pomeriggio; mentre in ogni altro momento, chiacchiero con la gente del posto, lasciando che si interessino dei fatti miei e concedendomi il vezzo di ribattere quand'e' il mio turno in dialetto napoletano (cosa che, peraltro, mi riesce malino, stando a quello che dicono i cugini). Nelle sere di mezz'agosto osservo lo spettacolo delle stelle cadenti seduto comodamente sul balcone di casa, deliziato dalla corrente d'aria fresca che scende dritta dal Matese. Nulla di speciale, certo, ma tutte cose che meriterebbero di essere raccontate come si deve su questo blog, non vi pare?

Di quest'ultima vacanza con Milena e Gabriele voglio ricordarmi la quiete "principesca" della lunga passeggiata a piedi nel  parco della Reggia di Caserta, la gran mangiata di fritto misto da Bartolo ad Amalfi, con brindisi ai limoncelli obbligato, la sublime pizza da Brandi con il sottofondo di chitarra e canti tradizionali napoletani, le vedute mozzafiato sulla costiera dalla terrazza di Villa Cimbrone a Ravello, il divertente bagno tra le acque limpide ed agitate di Sperlonga, i suffumigi di zolfo contro la sinusite alla Solfatara di Pozzuoli e l'aria frizzante di Miralago. Infine, l'incontro con Ciccio, Rosanna e il piccolo Francesco e... come dimenticarsene? Il "battito del zole" come colonna sonora di questa breve ma intensa estate alvignanese... :-)

sabato, agosto 20, 2011

Sicilia - Agrigento, the happy end


Agrigento, si sa, e' universalmente nota per la splendida Valle dei Templi, tanto monumentale da fare concorrenza alla stessa acropoli di Atene. In realta', il sito archeologico (considerato il piu' vasto del mondo, con i suoi 1300 ettari) sorge sul crinale di una collina prospiciente il mare, da cui si domina la bella pianura sottostante. Lo straordinario stato di conservazione del tempio della Concordia (in foto) e degli altri templi lascia a bocca aperta, ma un po' tutto il percorso attraverso la Via Sacra, da est a ovest, a partire dal tempio di Giunone fino, a scendere, al tempio dei Dioscuri regala grandi emozioni.


In questo periodo, il sito ospita una interessante mostra dello scultore polacco Igor Mitoraj, molto attivo in Italia, con uno studio aperto nel 1983 a Pietrasanta e - chicca per gli amici bergamaschi - un'opera (una "Osiride Dormiente") collocata nella piazza del comune di Osio Sotto. Le opere sono state collocate in prossimita' di templi e rovine, un accostamento che ho trovato assai indovinato. Ci siamo divertiti a fare anche qualche foto irriverente, giocando con le prospettive sui busti maschili; rispetto, tuttavia, la volonta' di Manu di non pubblicare questo materiale che resta comunque a disposizione per le lunghe serate invernali con amici e parenti... :-)


Nei dintorni di Agrigento c'e' un sito poco noto dal fascino selvaggio ed aspro: la Scala dei Turchi. Si tratta di una formazione racciosa di un colore bianco che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte. La luce del sole riflessa dalle sue pareti immacolate e' insopportabilmente abbagliante e credo che non occorra piu' di mezz'ora di tintarella senza creme protettive su quella graticola per rimediare un'ustione seria.


Il nome le deriva in parte dalla conformazione a strati di roccia calcarea (quasi un gesso che impolvera mani e vestiti non appena ci si viene a contatto) e in parte dal fatto che questi lidi erano un tempo soggetti alle incursioni dei pirati saraceni. A me ha ricordato moltissimo la montagna di travertino di Pamukkale e come il "Castello di Cotone" turco (che lo e' dal 1988) questa particolarissima attrazione naturale e' stata giustamente candidata a diventare patrimonio dell'UNESCO.


Non mi resta che raccomandarvi il bed&breakfast Villa Alisia. Nuovissima struttura, si trova ad una decina di chilometri da Agrigento, situata sulla cima di una collina coltivata a vite e piante da frutto da cui si scorge in lontananza la Valle dei Templi; e' un posto dotato di tutti i comfort, compresa una splendida piscina, dove trascorrere ore di ozio e relax, come ho voluto sintetizzare con questa foto :-) Complimenti al signor Simone che lo gestisce assieme alla moglie con grande professionalita' e senso dell'ospitalita'.

Sicilia - Siracusa e dintorni


Desideravo visitare Siracusa piu' di ogni altra citta' della Sicilia, perche' tutti me ne avevano sempre parlato in termini molto lusinghieri. In effetti, e' uno scrigno pieno di tesori: Piazza Duomo, Largo Aretusa e un po' tutte le viuzze interne caratteristiche o che si affacciano sul mare dell'isola dell'Ortigia sono come quadri da incorniciare che non ti stancheresti mai di ammirare. Noi ce la siamo battuta in lungo e in largo sia di giorno, che di sera, sempre a caccia di angolini artistici da fotografare.


Siracusa ha una storia antica, gloriosa e assai avvincente. Tra le altre cose, e' stata anche la patria di Archimede, uno dei piu' grandi scienziati mai esistiti al mondo, di cui ci hanno parlato i piu' grandi scrittori e storici dell'antichita', tra cui Cicerone, che ne rinveni' il sepolcro, coperto dai cespugli ("sepulcrum eius, ignoratum a Syracusanis, saeptum undique et vestitum vepribus ac dumetis, indagavi"). A lui sono attribuite numerosissime scoperte ed invenzioni, sia in ambito civile che bellico, tra cui la meccanica delle leve (famosa la sua citazione "datemi un punto di appoggio e solleverò il mondo!"), la catapulta e la balista, il famoso principio di Archimede dei corpi galleggianti, il planetario (con pianeti rotanti) e la vite idraulica. Quella che piu' mi affascina e' pero' quella degli specchi ustori, utilizzati per incendiare a distanza le navi romane, mediante concentrazione dei raggi del sole. Non vi sembra assai suggestivo il fatto che a distanza di piu' di duemila e duecento anni dalla seconda guerra punica, proprio dalle parti di Siracusa (a Priolo Gargallo), sia stata realizzata una innovativa centrale elettrica che sviluppa la geniale intuizione degli specchi a concentrazione per produrre energia rinnovabile dal sole? Eureka! avrebbe detto lui...


Prima di partire, la mia collega Nancy, grande conoscitrice ed amante di questo spicchio di Sicilia, mi ha raccomandato di non perdermi i lidi a sud di Siracusa ed e' stato un ottimo consiglio, perche' sono davvero splendide. Noi siamo stati a Fontane Bianche, San Lorenzo e, nella zona di Ragusa, a Punta Secca e Punta Braccetto, ma senza dubbio ce ne sono molte altre che meritano una visita. Gli unici problemi da quelle parti sono il caldo (siamo alla stessa latitudine di Tunisi o perfino sotto) e la mancanza di autostrade che consentano di spostarsi velocemente da un capo all'altro della zona: la Siracusa-Gela e' un bel sogno suggerito dalle insegne che si infrange ben presto a Rosolini... Ci sarebbe, per dirla tutta, anche il fatto che generalmente le spiagge non sono attrezzate con docce e quant'altro, ma in definitiva su questo si puo' anche soprassedere, per cui l'unica vera raccomandazione che vi faccio e' di portarvi dietro sempre tanta acqua.


Per via del solleone, abbiamo faticato non poco a visitare le perle del barocco siciliano: Noto (foto in alto), vista in un pomeriggio partendo da Siracusa, e Ragusa-Ibla (foto in basso). L'idea originaria era quella di visitare anche altri posti collegati alla fortunata serie del Commissario Montalbano (Modica, Scicli, Samperi, Donnalucata...) ma con una sola giornata a disposizione, peraltro di trasferimento da Siracusa ad Agrigento, e' stato assolutamente impossibile. Una tappa intermedia a Ragusa-Ibla avrebbe risolto brillantemente la questione, ovviamente si fa quel che si puo'... :-)

venerdì, agosto 19, 2011

Sicilia - Messinese (casa)


Dopo aver esplorato paesaggi e cultura della Sicilia nord occidentale, ci siamo trasferiti a est, sul versante messinese. In pratica, siamo tornati a "casa". Lo vedete quel cancello? Mia nonna Pina avrebbe potuto raccontarvi vita morte e miracoli di quel cancello, della casa che si apre alle sue spalle e della cara commare che un tempo la abitava e con cui trascorreva le estati. Una fotografia dai colori un po' sbiaditi degli anni '70 ritrae i miei genitori appena sposati che si abbracciano davanti al muretto su cui sono seduto. Quanti ricordi di famiglia legati a Caldera'!

Siamo stati ospiti nella casa al mare dei miei cugini Massimo e Tiziana per un paio di giorni e abbiamo cosi' avuto modo di conoscere i figli, Rossella e Riccardo e incontrare gli altri cugini Roberto e Maria con i rispettivi figli, Giuseppe e Pietro. Che belle famiglie... E che squadre affiatate! Li abbiamo ammirati recitare sul palco, tutti quanti protagonisti di una divertentissima gara di teatro dialettale presso l'oratorio della chiesa di Santa Maria Assunta (oratorio che fu della zia Concettina e che ora e' guidato proprio da Roberto). A tutti loro non diro' mai sufficientemente grazie, per la calda ospitalita' che sempre ci riservano.

C'e' stata anche l'occasione per salutare i cari "compari" dell'estate del '96, Vincenzo e Vittoria e per trascorrere una allegra serata in compagnia di cugini della mamma, Franz (grande stregone del gioco del Lotto, a giudicare da quello che mi ha raccontato Massimo) e Pina, che non avevo mai conosciuto prima.


E non poteva naturalmente mancare anche una visita all'eccentrico, ma pur sempre affettuoso zio Angelo (detto Nuccio), il piu' piccolo dei fratelli del nonno Santi: ci tenevo che Manu lo conoscesse e che la conducesse personalmente attraverso le stanze della famosa casa-museo di Pozzo di Gotto. In effetti, fatte le debite proporzioni, si tratta di una specie di Vittoriale dannunziano in versione siciliana, con tutto quello che l'accostamento implica in termini di arredamenti un po' kitsch. Piaccia o non piaccia, da anni la casa e' teatro di visite didattiche da parte delle scuole del posto e non e' escluso che prima o poi diventi realmente un museo cittadino (sempre che non finisca definitivamente in mano alla curia).

Lo zio e' soprattutto un grande cultore della storia di famiglia, potrebbe parlare per ore delle vite dei suoi genitori, zii, fratelli e delle rispettive discendenze e in ogni stanza della casa-museo sono presenti quadri o fotografie che ritraggono la madre o il padre o i nonni. A me ha colpito molto il quadretto di famiglia che riporto qui sopra, si tratta di una fotografia del 1933 che ritrae la famiglia dello zio al gran completo: Salvatore (il padre), Carmen (la madre, detta Carmela che e' anche il nome di mia madre), Francesco (detto anche Checchino, il figli maggiore in piedi accanto a Carmen), Turilla (la figlia maggiore, in piedi accanto a Salvatore), Francesco Giuseppe (detto Franz, di cui ho parlato prima), Concettina (la ragazza con le trecce), Adriana (detta Nella) con in braccio lo zio Nuccio, Santi (mio nonno! Il ragazzo seduto con le gambe incrociate), Rosa (in piedi, alla destra di mio nonno), Luigi Andrea (detto Gino, subito dietro Rosa) e Giuseppe sergio (detto Jose', padre di Massimo e Roberto di cui ho parlato all'inizio del post).

La casa-museo e' conosciuta alle cronache locali anche per il fatto di ospitare da almeno vent'anni i "cenacoli d'arte", pompose e raffinate feste patrocinate dallo zio in cui vengono radunati poeti, critici d'arte, letterati e cantanti lirici siciliani. L'onore di aprire le danze canore spetta allo zio Nuccio medesimo, che ha una dolcissima voce da tenore; immancabilmente, nel corso della serata, qualcuno legge le poesie del nonno Santi, che in tanti ancora ricordano con grande stima e affetto. Non tutti approvano la faccenda delle feste, soprattutto per via delle ingenti spese che comportano (in fondo, lo zio e' un semplice pensionato); ma per Nuccio i "cenacoli" sono un modo per mantenere vive le tradizioni di famiglia e devo dire che, pur essendo venuto al mondo a mille chilometri dalla casa-museo e due generazioni dopo quella dello zio, riconosco l'autenticita' di questa sua personale sfida.


L'incontro piu' atteso e' stato, pero', quello con la mia amica Stefania, accompagnata da Salvo (il marito) e dal piccolo Andrea. Conosco Stefania dai tempi delle vacanze estive a Lipari, quando lo zio Pippo ci ospitava nella sua bella casa in riva al mare. All'epoca eravamo solo due ragazzini, c'era qualcosa tra noi ma la timidezza era tale che ce lo siamo appena appena sussurrato. Purtroppo, nella primavera del '92 lo zio mori' in un terribile incidente d'auto e la casa di Lipari passo' in mano ad altri parenti e cosi' con Stefania non ci siamo piu' rivisti. Nonostante la lontananza, in questi vent'anni siamo rimasti in contatto prima come amici di penna e poi (in modo meno regolare, a dire il vero) per via telefonica, confidandoci e aggiornandoci sempre su tutto. La stessa cosa hanno fatto le nostre rispettive sorelle. Quasi incredibile, non e' vero? Comunque sia, e' stato davvero emozionante ritrovarla, bella come sempre e con lo stesso sorriso aperto e semplice che tanto mi aveva colpito allora. PS: Ora Stefania vive a Bronte, la qual cosa ci ha fruttato un ottimo liquore e un bel gruzzoletto di dolcetti al pistacchio, specialita' del posto. Che bonta'! :-)   


Dunque abbiamo visto solo parenti e amici? Ma no. Anzitutto, dopo la recita teatrale, abbiamo cenato al borgo di Capo Milazzo (alle due del mattino...); a dire il vero, per via della ressa del sabato sera, non ce lo siamo goduto molto, anzi, se non fosse stato per Massimo non avremmo trovato neppure un posto per sederci. Poi, il giorno successivo, ho portato Manu al santuario di Tindari: che meraviglia! L'aria tersa e la luce brillante consentivano di godere dei colori della costa e di scorgere chiaramente le isole Eolie sullo sfondo del mare blu. Un panorama quasi commovente. Da piangere anche lo stato in cui versano le toilette pubbliche del sito archeologico attiguo al santuario: una vera indecenza, sottolineata, colmo di sventura, dagli stessi custodi!


Taormina e' stata, infine, l'ultima tappa del nostro soggiorno nel messinese. Non credo che abbia bisogno di presentazioni: una perla, c'ero gia' stato nel '96 e me la ricordavo assai bella, questa volta me ne sono del tutto innamorato. Avremo scattato un milione di fotografie soltanto dalle mura infiorate del parco Duchi di Cesaro' (villa comunale), da cui si godono panorami strepitosi a picco sul mare. Un altro milione lo abbiamo scattato in riva al mare, al crepuscolo, mano a mano che approcciavamo Isola Bella, camminando su una spiaggia finalmente deserta di turisti. Consiglio la salita a Castelmola (dove tra l'altro mi dicono che si mangia bene il pesce), per il bel colpo d'occhio sul golfo tra Taormina e Giardini Naxos e per le prospettive sull'Etna. Decisamente, bisognava fermarsi una notte in piu'...  

Sicilia - Palermo e Monreale


Lo dico subito, Palermo non mi e' piaciuta quanto avrei voluto. Sicuramente, il mio e' un giudizio superficiale e frettoloso, magari pure falsato dal contrasto impietoso con le giornate rilassanti appena trascorse a San Vito Lo Capo. Eppure, sono abituato a giudicare una citta' dal primo impatto che ne ricevo e Palermo, da subito, mi e' sembrata poco attraente. Peggio, stressante. Un peccato, considerato che in mezzo a tanto sfacelo, caos e rumore sopravvivano tesori d'arte d'inestimabile valore (non sempre valorizzati a dovere, vedi ad esempio lo stato di semi-abbandono in cui versa La Cuba) e considerato anche che i palermitani ci abbiano, invece, fatto un'ottima impressione. Penso, anzitutto, a Gera e Pino del bed & breakfast La Casa di Marzapane che sono stati per noi squisiti ed affabili padroni di casa.


Quella che fu la scintillante capitale dei regni di Ruggero il Normanno prima e di Federico II poi oggi non e' che una citta' dall'aspetto dimesso, sporca, invasa dal cemento e dalle automobili,  estremamente caotica. Nei suoi aspetti piu' caratteristici mi ha ricordato Napoli, ma pure certi quartieri (e derive) delle citta' marocchine. Sara' stata colpa del mercato permanente di pesce, frutta e verdura di Porta Carini? Oppure mi sono lasciato innervosire troppo dalla guida attraverso quel traffico infernale? Non saprei, ma per quanto ho visto, eleggerei senza esitazione Palermo a simbolo alto e manifesto della decadenza del nostro Mezzogiorno.


Ovvio, ci siamo innamorati di Monreale e delle botteghe artigianali del mosaico che sono cresciute alla sua ombra. Siamo rimasti abbagliati, rapiti, storditi... dalla magnificenza della Cappella Palatina (un gioiello imperdibile). Ci siamo emozionati al cospetto delle tombe regali custoditi in Cattedrale e abbiamo ammirato la ricchezza barocca di piazza Bellini e di palazzi e chiese disposti attorno al crocevia dei Quattro Canti. Davvero notevole, per citare solo un esempio, la lavorazione dei marmi policromi di Santa Caterina. Ma la realta' e' che Palermo cade letteralmente a pezzi e nessuno, purtroppo, sembra porvi rimedio. 

Sicilia - San Vito Lo Capo


Partiamo da qui, da questa bella veduta sul tratto di costa selvaggia a ovest di San Vito Lo Capo. Insomma, non servono le parole, basta un'immagine per capire che questo spicchio della Sicilia merita da solo un viaggio: mare limpido cristallino, spiagge e calette da sogno, panorami mozzafiato di giorno e romantici al tramonto, sole e cielo terso azzurro quasi tutto l'anno.

Aggiungo che da queste parti abbiamo mangiato divinamente. Vi do due indirizzi: La Locanda di Castelluzzo, sulla strada principale che attraversa l'omonimo paese a circa 7 chilometri da San Vito - la busiata con cernia, gamberetti e ciliegino e' semplicemente eccelsa - e il ristorante del [meraviglioso] residence Cala dell'Arena a Macari, sempre sulla strada principale, alle porte di San Vito. Se andate a Cala dell'Arena, potreste avere la fortuna di conoscere la signora Maria, che prima vi raccontera' tutto quanto c'e' da sapere della sua bella Pantelleria e poi, a fine serata, se sarete entrati nelle sue grazie e avrete promesso tutta la discrezione del caso [...], vi offrira' un calice del suo prelibatissimo nettare di famiglia: lo Zibibbo Rosso. Una rara delizia.


La tappa di San Vito e' stata per noi occasione per fare anche amicizia con una simpatica ed estroversa coppia di cuneesi: Decimo e Floriana. Allegri, spiritosi, affabili, di gran compagnia e comunque sempre gentili e cortesi: impossibile resistergli. Lei innamorata pazza della figlia unica Federica, che, a furia di sentirne parlare, mi sembrava di conoscere da un tempo indefinito. Lui, invece, appassionato di passeggiate a cavallo e di conseguenza innamorato del suo nerboruto quadrupede Mistral (anche qui, lo chiamo per nome, perche' dopo averne sentite tante e tante...). Ci siamo conosciuti per caso sulle tortuose e pittoresche stradine di Erice, complice la comune passione per i gatti (guarda che foto!), per non separarci praticamente piu': con loro abbiamo fatto gite assieme, ci siamo trovati per le cene e cercati persino quando le strade dei rispettivi tour vacanzieri si sono divise. Basti pensare che, per far felice la sua signora e per amor della bella compagnia, Decimo ha accettato di tuffarsi nel caotico traffico di Palermo: per un amante della quiete e dei grandi spazi aperti come lui, dev'essere stato proprio un grosso sacrificio!


La gita piu' memorabile e' stata senz'altro quella alla Tonnara di Scopello, a pochi passi dall'ingresso meridionale della Riserva dello Zingaro, che - causa una comune e scarsa propensione alle scarpinate sotto sole concente - non abbiamo voluto visitare. Le guida ne parlano come di una perla incantevole e citano il fatto che sia stato il set cinematografico naturale di vari film e spot pubblicitari (tra gli altri, Ocean's Twelve).


In effetti, dopo aver girato una buona parte della Sicilia, posso confermare che nessun altro posto mi ha colpito di piu': la piazzetta con le case abbandonate dei pescatori e lo sfondo dei faraglioni immersi dentro ad un mare blu e cristallino compongono una cartolina di una bellezza assoluta. Provare per credere.


Chiudo la pagina di San Vito consigliandovi il bed&breakfast Timpe Bianche a Castelluzzo: il rapporto qualita' prezzo e' ottimo, la signora Sara e' molto gentile, sa come mettere a proprio agio i suoi ospiti e prepara delle colazioni deliziose e fin troppo abbondanti. Una mattina non abbiamo saputo dire di no all'insistente proposta di un arancino... Se possibile, chiedete la camera che da sul lato interno del giardino.  

sabato, luglio 16, 2011

Sono tornato!

Cari lettori del blog,

Sono tornato! Mi sono preso una vacanza che e' stata anche piu' lunga di quella annunciata del viaggio in Sicilia. Da una parte ne avevo bisogno, dall'altra non vi nascondo che ho perso un po' il filo... Il caldo umido e spossante di queste giornate di inizio luglio e, ancor piu', i tanti pensieri che mi girano per la testa non mi hanno fatto respirare un attimo. Vi capita mai? Mi pare quasi incredibile di aver pescato un pomeriggio come questo, fatto di ore lente e calme, in cui riordinare le idee e riprendere il racconto da dove si era interrotto...

Bene, ora che ci siamo ritrovati, vi do appuntamento ai prossimi post, che parleranno di mare turchese, spiagge e sole, di una cultura millenaria, di una cucina fantastica e di gente ospitale e generosa.

Ragazzi miei, mi sono innamorato della Sicilia!

martedì, giugno 07, 2011

Le tradizioni son tradizioni!


Il rito e' sacro e va celebrato secondo tradizione: ad ogni neo-sposino del gruppo storico degli amici ingegneri tocca il giro di giostra dell'ufo-robot, con musica a palla di pertinenza e volo radente al soffitto in giro per il salone del banchetto nuziale. I parenti di solito apprezzano, purche' nessuno si faccia male. Quando tocco' ad Alex, per poco non ci lascia le corna contro una trave di legno a vista. Io stesso, per eccesso di foga e amicizia, ho rischiato di volare oltre la finestra. Quanto a Paolo, invece, non voleva piu' scendere, da tanto che si divertiva. Roby... No, mi pare che Roby niente. Purtroppo ho saltato il turno di Mauro, ma ricordo bene che con Davide e' stato un gioco da ragazzi, perche' all'epoca era un fuscello. All'epoca, eh eh eh :-)

Il problema e' quello di combinare l'effetto sorpresa con una presa equilibrata e ben distribuita: e' opportuno che quelli alti e forti stiano davanti, in modo da sostenere il peso della testa e del busto, quelli di media corporatura posso invece lavorarsi i fianchi, mentre i piccoletti e i debolucci di braccia e' meglio che se ne stiano nelle retrovie, a far finta di sostenere un piede o uno stinco. Ogni volta c'e' qualcuno che si sbaglia e finisce immancabilmente col trovarsi nel bel mezzo dei "maroni" a fare... sissignori, il "reggipalle". Contento lui (no, non lo sposo).

Quest'anno il volo dell'ufo robot e' toccato a Matteo (auguri!), che ha beneficiato - unico finora a godere di un simile privilegio - dell'accompagnamento musicale di un'orchestrina jazz live, complice. Niente male davvero. PS: pare, tra l'altro, che ufo-robot sia un pezzo molto amato dalla band di Guccini; pensavamo che i musicisti ci avrebbero preso per eretici e invece, guarda tu...

All'appello ormai manca soltanto Livio, che prima o poi - ne siamo tutti certi - ci presenta una svedesona da rimanerci secchi.  Be', a dire il vero, ci sarebbe anche "la" Vale, che pur essendo - come noto - un ingegnere donna ci ha fatto solennemente promettere di riservarle il medesimo trattamento che finora e' stato riservato agli altri. Ah be', voglio proprio vedere quel giorno chi si tira indietro!!! :-) 

sabato, giugno 04, 2011

Sicilia sia, dunque!

Fatto! Ho prenotato le vacanze con tripadvisor, venere e compagnia e stavolta ci ho messo solo due giorni: un record personale, c'e' da dire che sto diventando davvero bravino! Eheh... Il grosso e' stato scegliere la meta del viaggio, quello si' che e' stato un parto, ma alla fine, la scelta non poteva che cadere sulla Sicilia. Perche'? Chiaro, basta vedere la lista dei viaggi che abbiamo fatto in questi ultimi anni per capire che la Sicilia fosse la ciliegina mancante sulla torta, se per "torta" intendiamo un certo percorso alla scoperta delle culture dell'area del mediterraneo: Grecia, Turchia, Palestina, Marocco, Andalusia, Castiglia, Valencia e Catalogna, Costa AzzurraCorsica; senza contare, poi, le tante puntate in giro per il Bel Paese (Sardegna compresa).

Sicilia sia, dunque: si comincia con qualche giorno di spiaggia e mare caraibici a San Vito Lo Capo, proseguiremo con i tesori d'arte di Palermo, quindi sosta nel messinese per fare un po' di festa con amici e parenti (gia' sono in ansia all'idea di quanto mi faranno mangiare e bere...); riprenderemo il percorso prima verso Taormina e poi verso le perle del barocco: Siracusa, Noto, Ragusa. Dopo una tappa intermedia nella bellissima Enna (che ho visitato nel '96), il viaggio terminera' ad Agrigento, tra le rovine della Valle dei Templi e un ultimo tuffo a mare dalla Scala dei Turchi. Non e' un giro completo dell'isola, ma insomma... poco ci manca! Il tempo a disposizione, del resto, e' quello che e', bisogna accontentarsi e rimandare, ancora una volta, lo sbarco a Lipari (eh... le lontane vacanze del '90) e a Favignana. Comunque, Veliero, stai tranquillo: prima o poi Santa Ryan provvedera' e visiteremo pure l'aia di casa tua.

Come dite? Fatto questo, mancheranno pur sempre le piramidi d'Egitto, le aride distese dell'Akakus libico, le necropoli giordane, etc... Eh vabbe', ma andateci voi da quelle parti con mogli gravide al seguito! Io alla mia genia ci tengo e me la guardo piu' dell'uva matura. Baciiis :-)  

venerdì, maggio 13, 2011

Io non voto Letizia


Ci siamo, si vota. Sono le mie prime elezioni comunali da cittadino milanese e le sento quindi il modo particolare: il futuro di questa citta' ora passa anche dalle mie crocette! :-) Mi sono letto attentamente l'opuscolo che la Moratti ha fatto recapitare anche nella mia casella postale e voglio qui pubblicamente dire cosa ne penso, spiegando, punto per punto, i motivi per cui non le daro' il mio voto.

Sciura Letizia, non te ne avere troppo a male...

Stiamo lavorando per una Milano sempre piu' vicina alla famiglia
"Per le mamme e i bambini". Tra i progetti realizzati, si citano i tremila nuovi posti nei nidi e micronidi cittadini, i servizi per l'infanzia, etc. Eppure, i numeri che meglio raccontano il rapporto tra la citta' e le famiglie, a mio avviso, sono altri: un quarto della popolazione residente e' anziana e oltre la meta' e' single. Di quali mamme e bambini parliamo, dunque? La realta' e' che Milano attira investimenti e lavoratori, ma non le famiglie, che da anni fuggono dalla citta' per rifugiarsi nei paesi dell'hinterland, dove la vita costa meno ed e' tutto sommato anche piu' gradevole. Al declino delle famiglia tradizionale milanese fa da contraltare un altro dato significativo: un terzo delle nascite registrate negli ospedali cittadini riguarda ormai nuclei familiari stranieri, ossia i cosiddetti "nuovi milanesi", che costituiscono il 18% della popolazione. Quasi il doppio del dato nazionale. Non credo che quasti dati piacciano molto a certi leader della coalizione pro-Moratti.    

"Con chi e' avanti negli anni". Non conosco bene l'argomento, ma dico quello che vedo. La condizione degli anziani a Milano e' spesso assai triste: la maggior parte di loro vive da solo, lontano dagli affetti o, nel migliore dei casi, accudito da una badante straniera. Nel mio palazzo c'e' un vecchietto molto cortese e simpatico, con cui spesso mi fermo a fare quattro chiacchiere; da tempo mi ripete che se ne vuole andare, per avvicinarsi al figlio che sta in Brianza. Una cara amica di famiglia, Cettina, abita in un appartamento su viale Murillo, dal quale - ormai da anni - non esce neppure a Natale. Maurizio Pallante direbbe che la spirale lavoro-guadagno-consumi ha purtroppo dilaniato le famiglie e io credo che abbia ragione: ora bisogna trovare il modo per riavvicinare i padri ai figli, magari promuovendo percorsi di decrescita felice. L'assistenza a domicilio di cui parla la Moratti guarda ai sintomi, ma non cura i veri malanni sociali di questa citta'.

"Una casa per tutti". L'era Moratti e' stata segnata dallo scandalo affittopoli: in sintesi, appartamenti, in alcuni casi situati in zone di grande pregio e comunque destinati a famiglie disagiate, finiti nelle mani di amici degli amici (circa un migliaio tra giornalisti, giudici, vip, etc...) a prezzi di favore. Piu' che housing sociale, qui s'e' fatto housing per il social network. Ma forse risulta ancora piu' intollerabile il fatto che in citta' si contino circa ottantamila appartamenti sfitti e che la Moratti proponga la realizzazione di nuove case popolari, mah... Possibile che non esistano altre soluzioni? Purtroppo, farsi una casa a Milano e' diventata un'impresa ardua anche per la classe media: per un quadrilocale senza box in via Novara (mica De Angeli) pochi giorni fa mi hanno chiesto seicentomila euro. Roba che ci vogliono due generazioni di risparmi. E continuano a costruire, a speculare, a progettare... E' decisamente arrivata l'ora che qualcuno tiri il freno.

Stiamo lavorando per una Milano sempre piu' sicura
Nel mio piccolo, ne ho viste delle belle in questi anni: le auto bruciate sotto l'ufficio in zona Lorenteggio, il crescente degrado della stazione di San Cristoforo (tra siringhe, spaccio, escrementi, furti...), l'assalto al SUV in stile far west da parte di due malviventi all'incrocio del Giambellino, la devastazione della bicicletta lasciata incautamente a Romolo. Sicurezza a Milano e' anche questo: scoprire che la foto piu' cliccata del mio blog e' quella dell'operaio sospeso a trenta metri d'altezza sulla gru senza casco, imbragature o altre protezioni. Non so come si stesse prima dell'era Moratti, mi pare comunque che ci sia ancora molto da fare.

Stiamo lavorando per una Milano dove vivere sempre meglio
"Una citta' sempre piu' verde". Diamo atto a Letizia di aver fatto piantare 70 mila nuovi alberelli un po' in tutta la citta' (anche se non al Duomo). Ma che ne e' stato in questi anni della cura dell'aria e del suolo pubblico, senza i quali alberi (e persone) corrono gravi rischi per la salute? Secondo uno studio dell'Istituto Mario Negri, ogni anno il PM10 uccide ogni anno tra le 160 e le 200 persone: una vera e propria strage, una piaga piu' perniciosa di quella degli incidenti stradali.

Qualche giorno fa parlavo con il giardiniere del condominio e gli ho chiesto come mai avesse capitozzato in modo tanto severo il tiglio di fronte al mio balcone. Risposta: "Molti dei vostri alberi andrebbero del tutto abbattuti, perche' sono malati". Poi mi indica un ceppo d'albero abbattuto anni prima - una corona circolare di legno completamente cava all'interno - e continua: "Vede qua? Il fusto e' vuoto e fragile, alla prima pioggia i rami cadono e fanno danni". Concordo, conosco la faccenda! :-)

Dal PGT firmato Moratti: "Milano è una città che non si può permettere di consumare ancora suolo e pertanto adotta il consumo-zero come principio tendenziale". Fosse vero, maledizione! Tutti hanno visto come in questi ultimi anni, al contrario, il cemento abbia prevalso sulle buone intenzioni di tutela del paesaggio: dal centro alle periferie, infatti, e' tutto un pullulare di cantieri, torri ed estesi nuovi complessi residenziali o commerciali. Da questo punto di vista, i super-grattacieli di Porta Nuova sono la rappresentazione piu' manifesta di come l'Expo2015 sia stato il tramite per concedere appalti miliardari ad una cricca di affaristi senza scrupoli, in totale spregio dell'ambiente e della cultura architettonica della citta'.

"Le misure per l'ambiente". Ecopass? Largamente insufficiente, tant'e' che persino l'amministrazione comunale ha smesso di diffondere dati a riguardo; al contrario, mi pare che iniziative come "Respiro di Sollievo" rappresentino solo una irritante provocazione. Presto i nostri amministratori dovranno difendersi da pesanti accuse di reati contro la salute pubblica direttamente nelle aule dei tribunali: come noto, la UE ha portato l'Italia alla Corte di Giustizia, mentre la Moratti e Formigoni sono prima finiti sotto inchiesta per iniziativa della procura di Milano e poi sono stati chiamati in causa da 175 cittadini milanesi riuniti in una class action. Io non credo che dietro queste iniziative ci siano le solite "toghe rosse": basta respirare un po' di quest'aria avvelenata e puzzolente per intuire che qui non siamo di fronte a mera propaganda politica. Il paesaggio, per parafrase il prof. Settis, e' il grande malato di Milano e se nelle periferie qualche polmone verde ancora resiste lo dobbiamo principalmente ai comitati spontanei di quartiere, alle associazioni come Italia Nostra e Genitori Antismog. Filippa, io pedalo dalla tua parte!

"Viaggiamo piu' veloci e sicuri", “I nuovi parcheggi”, “Strade e piste ciclabili”.
Prima di viverci, non mi ero mai reso conto di quanto Milano fosse piccola: lo si capisce bene di notte, quando si guida in assenza di traffico e si attraversa la citta' da parte a parte in un quarto d'ora o poco piu'. Di giorno e' tutta un'altra storia, le distanze si dilatano a dismisura e per percorrere i pochi km che separano le nostre case dagli uffici ci si impiega un'eternita'. Secondo uno studio dell'ANCI, la congestione viaria urbana riduce la velocita' media degli spostamenti in auto a soli 22 km/h: nell'ottocento, con le carrozze a cavalli ci si muoveva piu' in fretta. Eppure, la soluzione ci sarebbe... Se si  spendessero i soldi per costruire centinaia di chilometri di piste ciclabili, invece che decine di parcheggi, molti cittadini lascerebbero a casa le auto in favore delle biciclette, le strade sarebbero piu' scorrevoli e sicure per tutti, l'aria sarebbe migliore e saremmo insomma tutti piu' felici. Vabbe', naturalmente questa e' solo la mia idea...

Note a margine:
Non e' incredibile che un comune cittadino riesca a farsi una sua idea politica nonostante che per tutta la campagna elettorale non si sia parlato d'altro che di "bat-casa", manifesti di Lassini e del trapassato remoto da brigatista (presunto) di Pisapia? :-)

PS: con questo, siamo a quota 60 post taggati "Milano", contro i 59 taggati "Bergamo"... Sono proprio diventato un bauscia... :-)

sabato, aprile 30, 2011

Help Formiche!


Stiamo lottando da giorni con una caparbia colonia di formiche, che ha preso di mira la nostra cucina e i suoi dintorni. Un problema alquanto fastidioso... Vi e' mai capitato? Ho cercato in rete qualche consiglio sul da farsi ed ecco grosso modo cosa ne ho ricavato.

Rimedio della massaia (o punto zero)
Piu' che un rimedio, si tratta di una premessa: passare regolarmente l'aspirapolvere, non lasciare briciole sul tavolo, lavare i pavimenti e le superfici della cucina, vuotare la spazzatura con frequenza, etc.etc...

Rimedi della chimica (o dell'uomo moderno)
Polveri, spray e schiume (Bygon, Vape, Raid) per uccidere con rapidita', oppure le "trappoline" per sterminarle alla fonte (le operaie tornano alla base con le esche avvelenate). Rimedio sconsigliabile per chi abbia bambini piccoli che gattonano in casa. Inammissibile per gli animalisti.

Rimedio degli odori (soluzione zen)
Le formiche non amano gli odori forti. Basterebbe, quindi, spargere sale grosso, pepe, fondi di caffè e bucce di cetriolo per vederle fare dietro-front. C'e' chi invece consiglia la canfora e chi il borotalco. Altri si affidano alle foglie di pomodoro, alloro, basilico, menta, oppure ai chiodi di garofano, alla cannella e al comune peperoncino in polvere. Altri ancora giurano sull'efficacia del succo di limone o delle soluzioni di acqua e aceto. I fumatori incalliti possono affidarsi alle cicche di sigaretta, o a cenere e tabacco. Certo, meglio non ospitare in casa la suocera per quei giorni...

Rimedio dell'imbianchino e astuzie varie (la terza via)
Si segue la fila e si individuano i percorsi e le fessure da cui provengono gli insetti, a quel punto, gli si sbarra la strada con il silicone (o con volgarissimo scotch). Richiede molta pazienza. Un'altra soluzione e' spargere dello zucchero in uno o piu' punti esterni alla casa (in balcone?), cosi' che le formiche abbandonino spontaneamente cucine e salotti. A vostro rischio e pericolo.

Rimedio del pasticcere sadico (la "pan-formica")
Spargere lievito per dolci. Le formiche se ne cibano senza sospettare dell'inganno ed inizialmente non succede nulla. Credendo che sia cibo innocuo, accorrono a mangiarlo, ma a quel punto una dopo l'altra cominciano a lievitare, fino ad esplodere. Boom!

Rimedio africano (o della polpetta proteica)
Un vecchio adagio africano recita "tutto cio' che si muove e' commestibile". Per cui, se proprio non si riesce a debellarle...

ZUPPA DI FORMICHE

Ingredienti:
700 gr di formiche
100 gr di grasso di elefante
10 banane acerbe
300 gr di menta
15 gr di cardamomo
70 gr di miele
1 cipolla
pepe di Cayenna, quanto basta

Vorrei proprio evitare... :-) quindi se avete qualche buon consiglio...

venerdì, aprile 22, 2011

Un Giretto su misura


In settimana Corriere e Legambiente hanno lanciato una simpatica iniziativa congiunta, patrocinata dal Ministero dell'Ambiente: il "Giretto d'Italia". In pratica, i Comuni d'Italia sono invitati a confrontarsi in una competizione che avrà luogo il 3 Maggio per vedere chi sa muovere più bici. In vista di questa originale sfida, Legambiente assegnerà anche un premio al miglior racconto di tappe quotidiane cittadine inviato al Corriere o al sito da parte dei ciclisti urbani.

Potevo forse astenermi??? :-) Ecco il racconto della mia tappa, rigorosamente entro i 1500 caratteri, in cui ho ripescato l'infausto episodio del ramo...

"Ma come fai a muoverti in bicicletta?". Quante volte mi sono sentito porre questa domanda da amici, increduli del fatto che si possa girare in sicurezza su due sole ruote per le strade della caotica e trafficatissima Milano. Eppure si può, rispondo io, trattenendo a stento la soddisfazione: basta starci il meno possibile, sulle strade!

Il mio percorso casa-ufficio, tra Perucchetti e Lorenteggio, ne è un chiaro esempio: nel suo piccolo, è un capolavoro d'ingegneria ciclopodistica, collaudato in anni di prove e limature continue, poichè riduce al minimo i metri d'asfalto fianco a fianco con le automobili. Misura 4500 metri circa, di cui solo 1500 su carreggiate stradali; per la restante parte, corre attraverso aree verdi (giardini di via Ciclamini, Koch e Travaglia), piste ciclabili (via Bisceglie e Bensi) e - male ahimè necessario - marciapiedi ampi e generalmente poco battuti. In pratica, due pedalate su tre sono al riparo dal traffico.

Tutto bene? Nemmeno per idea, perchè il pericolo si nasconde ovunque. Qualche giorno fa attraversavo i giardini di Ciclamini, pedalavo con fatica per via del forte vento, quando sono stato colpito violentemente in fronte da un ramo piovuto in quel momento da un albero (uno dei tanti malati di smog?). Fortunatamente, era più lungo che grosso, altrimenti non sarei qui a raccontarlo, tuttavia ho rimediato una gran botta, di cui porto ancora i segni. Che abbiano ragione gli amici? Milano non è per ciclisti? Non saprei, quanto a me... urge un casco!

martedì, aprile 19, 2011

Esplosione di rosa e bianco


Davvero effimera sei tu primavera! 
Sono gia' caduti i fiori del magnolio,   
coprendo marciapiedi, strade e balconi;
sui rami, non piu' turbini di lampi e musica, 
ma fitte trame di tenere foglie mute.

Dovra' passare un anno col suo inverno 
prima che l'albero del giardino all'angolo
tra Margherite e Inganni possa donare 
(se lo sguardo e' alto quanto il cuore),
un'altra esplosione in rosa e bianco.

lunedì, aprile 18, 2011

Toh... Un bosco in citta'!


Adoro il sabato mattina. Posso alzarmi piu' tardi, vestirmi piu' sportivamente, promettere a Manu di passare l'aspirapolvere [...] e dopo, un'abbondante colazione, inforcare la bicicletta e pedalare all'aria aperta attraverso il raggio verde - come lo definirebbe la Moratti - che va da Baggio al Portello: Parco delle Cave, Parco di Trenno, quartiere di Lampugnano, Monte Stella e ritorno. Si puo' dire che sia ormai il mio giretto "classico", una ventina di chilometri da percorre con molta, molta calma, in circa due ore, fermandosi di quando in qua a scattare qualche fotografia che possa tornare utile per il blog.

Sabato scorso ho pero' deciso di introdurre una variante. Una volta risalito il Parco delle Cave in direzione nord fino ad incrociare via Caldera e attraversato il ponte pedonale su Via Novara, mi sono trovato di fronte alla solita stradina sterrata e ghiaiosa che a destra, verso est, conduce al Parco di Trenno e a sinistra prosegue verso l'ignoto. Ebbene, questa volta ho puntato a ovest, scegliendo l'ignoto e cosi', dopo aver percorso qualche centinaio di metri lungo un viale sterrato, tra campi coltivati e cascine che mi hanno fatto dubitare di essermi addentrato all'interno di una proprieta' privata, mi sono finalmente imbattuto nel famoso Bosco in Citta'. Dico "famoso" perche' consultando google map avevo notato piu' e piu' volte la presenza di un parco relativamente vicino casa, dal nome eloquente e non poco pretenzioso, ma non avevo ancora ben capito dove fosse precisamente e da che parte lo avrei dovuto approcciare. Il ciclista curioso cerca, da di pedali e trova.

Sono rimasto incantato. Si tratta di un'area estesa (circa 120 ettari) e molto ben curata dai volontari dell'associazione Italia Nostra, caratterizzata da piante, orti ("del tempo libero"), fontanili e sentieri che si addentrano nella boscaglia; all'interno del parco c'e' un lago artificiale, realizzato una ventina di anni fa e una cascina di epoca rinascimentale, di proprieta' del Comune. L'elemento piu' caratteristico e' pero' il canale, lo Scolmatore Olona, che taglia il parco in tutta la sua lunghezza; si tratta dello stesso canale che attraversa tutta la periferia ovest di Milano, partendo da Rho, a nord, fino al Naviglio Grande, a sud e che - secondo i progetti di Expo 2015 - una volta risistemato e valorizzato costituira' la cosiddetta "Via d'Acqua".

Gia', la via d'acqua... Ci spero, ma ci credo sempre di meno: tra i parchi e i navigli c'e' di mezzo il rebus della ex-cava di Geregnano: passano i mesi e le stagioni, ma nessuno si decide a bonificare quel brutto pratone incolto, che ahime' se la passa sempre peggio. Che tristezza! Uno di questi sabati mattina mi decido a fare un'esplorazione clandestina, per capire di persona come stanno veramente le cose. Stay tuned. :-)

mercoledì, aprile 06, 2011

Me truncus inlapsus...


Me truncus inlapsus cerebro
Sustulerat, nisi Faunus ictum
Dextra levasset, Mercurialium
Custos virorum.

[Mi avrebbe ucciso un tronco 
caduto sulla testa, 
se Fauno, custode dei poeti, 
non avesse deviato il colpo con la sua destra.] 

(dall'ode dell'Amicizia - Odi, II 17)

Orazio, il poeta, graziato dagli dei. Ma a me, tapino, chi ci pensa? Ieri, nel tornare verso casa in bicicletta ed essendo in anticipo rispetto al solito orario, mi sono fermato nel parco di Via dei Ciclamini a guardare una partitella di calcio tra due squadre giovanili. Mi ero sistemato da qualche minuto a bordo campo dietro una delle due porte, quando sono stato improvvisamente e violentemente colpito sul capo da un oggetto, che li' per li' non ho saputo riconoscere. Possibile che mi sia arrivata una pallonata? Macche'! Si trattava di un ramo piovuto dall'albero sotto il quale stavo sostando; fortunatamente, non un ramo "importante", altrimenti non sarei qui a raccontarlo, ma un ramo "secondario", accelerato energicamente nella sua caduta dalla spinta del vento, ieri piuttosto sostenuto. Alla fine, me la sono cavata con una semplice escoriazione e non pochi sfotto' da parte dei colleghi di ufficio: poteva sicuramente andarmi peggio!  :-)

Non tutto il male viene per nuocere. Sfrutto questo episodio per parlare ancora una volta dello stato del verde a Milano ed in particolare degli alberi, che sono un argomento su cui da tempo mi ero ripromesso di pubblicare un post. La prima cosa da dire e' che, a dispetto della [meritata] nomea di citta' del cemento, dello smog e dell'assenza di spazi verdi, a Milano e' in atto da qualche anno una massiccia campagna di riforestazione: tra il 2008 e il 2010 sono stati, infatti, piantati 70 mila nuovi alberi, contro i 180 mila preesitenti. L'obiettivo dichiarato dalla giunta e' di piantarne 500 mila entro l'expo del 2015, il che significherebbe avere sostanzialmente un albero ogni due abitanti (cfr. Piano del Verde). Un progetto costoso - i miei informatori dicono che ogni non albero piantato non costa meno di 500-1000 euro - e ambizioso, che va molto al di la' dei semplici adempimenti della 113/92 (la legge che impone ai comuni di piantare un albero per ogni nuovo nato).

Posso senz'altro affermare che "gli alberi della Moratti" non sono solo un annuncio sulla carta, ma si vedono un po' dappertutto. Non c'e' giardino o parco pubblico che attraversi nei miei giretti in bicicletta da Lorenteggio/Bisceglie fino a Bonola/Monte Stella senza che mi sia imbattuto ogni volta in decine o addirittura centinaia di esemplari; piantine il cui fusto sottile e' immancabilmente protetto alla base da un tubone in plastica corrugata (a che serva esattamente, non l'ho capito) e sostenuto ai lati da due o tre pali di legno conficcati nel terreno circostante. In qualche caso, le piante sono state disposte in fila lungo le piste ciclabili, in modo da creare l'effetto del viale alberato, in altre sono state addensate in alcuni punti per creare l'effetto "bosco". In questi primi giorni di primavera cominciano a spuntare le prime macchie verdi sui ramoscelli, ma ci vorranno diverse primavere prima di poter godere appieno dei frutti della riforestazione.

Se da una parte a Milano si piantano alberi, dall'altra, purtroppo, lo smog ne fa una strage: ne muoiono almeno sei al giorno, secondo alcune stime. Proprio nel giardino di Via dei Ciclamini pochi mesi fa sono state abbattute delle piante molto malandate e la caduta del ramo di cui parlavo prima e' un chiaro segno di sofferenza di quelle ancora in piedi, basta un colpo di vento e i rami si spezzano, indeboliti e soffocati dai veleni assorbiti dall'aria. Persino nel giardino del nostro condominio le cose vanno male: quest'anno tutti gli alberi sono stati capitozzati, compreso il nostro bel Tiglio (sara' stata la scelta giusta?). Eh gia', gira e rigira si torna sempre al nodo della qualita' dell'aria che respirano tutti quanti qui in citta', piante, uomini e animali; bene, quindi, le nuove piante, ma per cambiare davvero lo stato delle cose bisognerebbe anzitutto capitozzare le emissioni di polveri sottili e gas tossici! Inoltre, altra faccia della medaglia, bisognerebbe smettere di "mangiare" terreni agricoli e incolti in favore di nuove costruzioni e magari recuperare al verde, ove possibile, suoli precedentemente cementificati.

Ma questo e' tutto un altro post, ne riparleremo presto! :-) 

martedì, aprile 05, 2011

Scorie nucleari cercasi


No, oggi non vi tedio con i soliti discorsi su energia e politica. Il titolo si riferisce al fatto che abbiamo risposto al simpatico invito di Legambiente e per un weekend ci siamo trasformati in "scorie radioattive", sfilando con il loro gruppo per le vie gremite del centro di Bergamo, nell'ambito della tradizionale festa di mezza quaresima.

Ad essere sinceri, quando ho ricevuto l'email, mi sono subito immaginato di salire su uno di quei meravigliosi carri colorati di cartapesta, in compagnia di tanti altri figuranti, con la musica a palla ed effetti scenografici da far divertire grandi e piccini... Ma alla fine eravamo soltanto una ventina, compresi i bambini, appiedati e senza carro o effetti speciali di sorta, ad eccezion fatta delle nostre tutine: le "scorie" erano vestite con delle tute gialle, cucite e sagomate a forma di bidone per materiale radioattivo; io (nella foto, mentre stringo la mano ad un valoroso "GaribalDino"), Manu e altri, invece, indossavamo la tuta bianca da tecnico di centrale, con tanto di mascherina sul viso, guanti, cappuccio elasticizzato. Praticamente, un mucchio di preservativi umani! Non mancavano cartelli con slogan e scritte istoriate sugli indumenti come: "abbracciami, sono una scoria", "una scoria e' per sempre", "una scoria al giorno ti leva di torno", etc...

Interessante la reazione della gente. Molti ci hanno osservato sfilare senza proferire parola, con uno sguardo assai pensieroso: che siano i semi del dubbio instillato dalla recente tragedia di Fukushima in tanta parte di popolazione che iniziava a credere nel progetto del governo del nuovo nucleare per l'Italia? Altri, molti altri, invece, approvavano in modo chiaro, accompagnando il nostro passaggio con applausi e incoraggiamenti, come sentissero l'esigenza fisica di comunicare la loro empatia. Una signora, caso isolato, ci ha apostrofato in modo un po' irruento dicendo che a lei le centrali andavano bene e pure Berlusconi, scambiandoci evidentemente per le solite incallite toghe rosse. Mah. Speriamo solo di aver dato un piccolo contributo alla causa: tra due mesi c'e' un referendum e non vorrei che naufragasse come tanti altri prima di questo. 

Per il resto, lunga vita al Duca Liber Prim e a tutto il Ducato di Piazza Pontida, che quest'anno ha deciso per ol rasgament del complesso di Sant'Agata, 

ü zoièl del melaesìch
che lassàt a l’abandù
a l’ farà ‘na bröta fì

E speriamo proprio che non vada a finire cosi'! :-)

mercoledì, marzo 23, 2011

Caravaggio International (pota!)


Andrea Previtali, Giovanni Busi detto il Cariani, Giovan Battista Moroni, Jacopo Negretti detto Palma il Vecchio, Simone Peterzano, Bernardo Zenale, Evaristo Baschenis (il preferito di mio suocero, ripreso nel mitico cartellone "oggi sposi"), Vittore Ghislandi detto Fra Galgario. Tutti grandi pittori bergamaschi del passato che potete ammirare tanto all'Accademia Carrara di Bergamo, quanto a Milano, nella maestosa cornice della Pinacoteca di Brera (in foto). Ma il piu' grande, il piu' noto, il piu' affascinante di tutti e' quel Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, al quale da oggi e' ufficialmente intitolato l'areoporto di Orio al Serio: "Caravaggio International Airport Bergamo Orio al Serio".

Indubbiamente, questa notizia ha il sapore della beffa (o della rivincita, a seconda di come la si guarda): Bergamo, per una volta, si muove agile e compatta e "ruba" a Milano, in particolare al sindaco Moratti, l'idea di legare il nome del grande artista ad uno scalo aeroportuale. Sarebbe stato, infatti, davvero intollerabile per Bergamo assistere alla consacrazione di un binomio come Malpensa-Caravaggio, dal momento che non solo la citta' non accoglie le spoglie del maestro ne' ospita alcuna delle sue opere (a differenza di Milano, Cremona, Modena, Firenze, Prato, Roma, Napoli, Palermo, Siracusa, Messina e grandi musei di mezzo mondo), ma si e' recentemente pure vista "scippare" dei suoi natali. E da chi, se non dagli odiati rivali meneghini?

Pare, infine, che il Comune preferisse intitolare l'areoporto a Gaetano Donizetti, le cui arie sono oggi cantate nei teatri di tutto il mondo; tuttavia, in quel caso avremmo potuto innescare una "guerra del nome" niente meno che con Napoli, dal momento che il compositore bergamasco ha prodotto la maggior parte (e probabilmente anche il meglio) delle sue opere proprio nella citta' partenopea, tanto che nel 1871 Verdi lo defini' il piu' napoletano tra i musicisti. Qualcuno si ricorda che nel 1997 Napoli rivaleggio' con Bergamo per i festeggiamenti del bicentenario donizzettiano?

Morale: il prossimo aeroporto di BG - per andare sul sicuro - lo intitoliamo a Papa Roncalli! E guai se qualcuno a Roma alza un sopracciglio! :-)