mercoledì, agosto 25, 2010

Weekend a Folgaria (e sono tre)


Ma che mi sta succedendo? Non ho mai amato la montagna, ma da quando e' arrivata la bella stagione, in un modo o nell'altro ci ho passato la bellezza di tre weekend: Ardesio, Roncobello e quest'ultimo, a Folgaria. Forse, a qualcuno sembreranno poca cosa, ma per me - che d'estate ho sempre sguazzato al mare - sono un fatto... strano. Nuovo. Come se non bastasse, da due settimane campeggia sul mio desktop una foto scattata su al Branchino. Bella, per carita'. Meglio dell'anonima "Bliss" Windows. Pero'...

Bah, scoccia ammetterlo, ma sto decisamente invecchiando (*).

Ma lasciamo stare i weekend e parliamo di vacanze vere e proprie. Gia', perche', non so s'e' capito, ma noi di "ferie" ancora non ne abbiamo fatte! Causa bizzarri funambolismi della turnistica veterinaia [...], anche quest'anno, infatti, ci e' toccato tirar dritto per tutta l'estate, ferragosto compreso. Arrivato a questo punto, con le attivita' che ripartono a spron battuto, con gente bella pimpante, rientrata di fresco dal mare, inizio veramente a patire. Ma il nostro momento, ormai si avvicina: tra poco piu' di due settimane, ci imbarchiamo su un volo (+auto) con destinazione Marocco. E tanti saluti. Che ve ne pare?

Per qualche settimana, complice il congresso di Manu, l'idea e' stata Tolosa e sud della Francia: Provenza, Camargue, regione dei Midi-Pyrénée, Aquitania, fino a toccare i Paesi Baschi spagnoli. Poi ci (= io, in realta') siamo detti che forse era meglio sfruttare questa occasione per un viaggio un po' piu' esotico e, da un certo punto di vista, "sfidante" e da li' e' venuta fuori l'idea di un tour auto-organizzato del Marocco. Gia' che ci siamo, vi presento le tappe del viaggio: Fes, Meknes, Moulay Idriss, regione del Medio-Atlante, puntata a Merzouga, con cammellata nel deserto, gole del Todra e Du Dadès, vivamente sponsorizzate da un collega avventuroso, zona di Ait-Benhaddou, con le sue kasbah da set cinematografico e, per finire, la leggendaria Marrakech (**). Dobbiamo, invece, ancora decidere se fare una puntatina sulla costa atlantica, magari ad Essaouira; in realta', ci sarebbe piaciuto scendere ancora piu' a sud, verso Sidi Ifni, ma non abbiamo abbastanza giorni (ed energie) per includere nel giro una meta del genere. Be', insomma, siete caldamente invitati a dare suggerimenti e dritte: Amica-Vola...?!?!

Naturalmente, vi invito a rimanere sintonizzati per i resoconti finali: scommetto che ne vedremo delle belle. Il vecchio Claude, potrebbe riempire un blog intero di storie sul Marocco...

(*) x Bice: e' inutile che ridi, tanto un giorno capitera' anche a te! :-)
(**) A proposito di Marrakech: mi voglio rivedere quel film di Salvatores, che al liceo ci aveva fatto impazzire dalle risate... 

sabato, agosto 21, 2010

Otto chilomenti di verde a Milano

Attenzione (caveat viator): in questo articolo si parla dell'utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto all'interno della citta' di Milano, nelle settimane a cavallo di ferragosto. L'autore declina ogni responsabilita' per le conseguenze, anche spiacevoli, che potrebbero capitare al lettore, quand'egli decidesse di seguire i suoi pur buoni consigli, al di fuori del periodo sopra indicato.

Pergolato d'uva nel Parco delle Cave

Fare una passeggiata di oltre 8 km attraverso una cintura praticamente ininterrotta di parchi dentro la citta' di Milano? Sembra incredibile a dirsi, eppure e' possibile. Istruzioni per gli scettici: inforcare una bicicletta all'ingresso del Parco delle Cave e pedalare in direzione nord, costeggiando i bei laghetti artificiali (con calma, ammirando la vegetazione e le colture, come questo bel pergolato d'uva); oltrepassare il crocevia Caldera/Novara e proseguire sempre in direzione nord, attraverso il Parco di Trenno, fino ad incrociare la metro Bonola (nota: l'ultimo tratto di strada, che attraversa il quartiere di via Betti e' su pista ciclabile). A questo punto, il Parco del Monte Stella (nella fotografia qui sotto, i famosi "pinguini") e' veramente a portata di mano: piegate verso ovest ed attraversate le estese aree verdi che corrono lungo l'asse di via Benedetto Croce.

"Pinguini" al Monte Stella

La pedalata tra i parchi, purtroppo, termina al di qua di via De Gasperi, visto che il Parco del Portello, con la sua bella ed intrigante collinetta a spirale, al momento e' chiuso per i lavori di realizzazione del tunnel verso via Gattamelata (dunque, in realta' anche Milano s'e' decisa a sftruttare il sottosuolo...). Speriamo che lo aprano, come da programma, entro la fine dell'anno. Intanto, qui sotto vi incollo il percorso, nel caso ve lo vogliate studiare. Ultima curiosita': ho letto che da qui a Expo2015 dovrebbe sorgere, in direzione sud-ovest dal Portello, il Parco Fiera di Milano: si tratterebbe dell'anello di congiunzione tra le aree verdi sin qui citate e il Parco Sempione, cioe' il centro della citta'. Roba da leccarsi i pedali...

8 km di verde a Milano: percorso

Vabbe', smettiamola di sognare. Tra oggi e domani rientreranno in citta' un buon numero di vacanzieri e da lunedi' Milano, invasa come sara' dalle quattro ruote, tornera' ad avere l'aspetto caotico e frenetico che la contraddistingue normalmente. A quel punto, di giri in bicicletta se ne parlera' la prossima estate.

martedì, agosto 17, 2010

L'intagliatore di verdure

L'intagliatore di verdura all'opera
Da dove viene quest'uomo seduto a gambe incrociate, sul bordo della strada? Come si chiama? Nessuno lo sa e nessuno glielo chiede, anche perche' ha l'aspetto di uno che parla e capisce solo il cinese. Ma alla folla di curiosi che tutti i giorni si ferma ad osservarlo, da oltre un mese, sotto la tettoia del tram, all'angolo tra Via Dante e Via San Prospero, in pieno centro di Milano (Cordusio), certi dettagli non interessano: cio' che cattura l'attenzione sono le sue grosse e svelte mani da artigiano e la sua sorprendente abilita' di intagliatore di verdura. Si, avete capito bene: intagliatore di verdura. L'uomo lavora carote, rape e un altro tipo di radice dalla forma allungata e di colore bianco che non ho potuto individuare e, nel giro di non piu' di dieci minuti, utilizzando i suoi affilati attrezzi, e' in grado di modellare perfette mini-sculture vegetali a forma di rose e fiori vari, delfini, cigni, gufi, pappagalli, pettirossi, etc... Un mago, meglio: un artista.

Ci siamo fermati a guardarlo anche a noi. Uno spettacolo. Bastano pochi precisi tagli perche' la metamorfosi dell'ortaggio abbia inizio; quindi, seguono profonde incisioni grazie alla quali da un tronchetto grezzo di radice spunta fuori l'ala piumata di un uccello. Infine, c'e' la fase delle esfoliature e scalfiture con cui disegna i particolari. Il bello e' che non dice una parola, non alza mai lo sguardo dal suo banchetto artigianale improvvisato; se qualcuno si avvicina per allungargli una moneta, esegue un profondo inchino in avanti, ma rimane sempre concentrato sul suo lavoro. Quando la scultura e' pronta, la infilza con un bastoncino in legno, adornato con delle foglie fresche, e la pianta a fianco delle altre su una larga base di polistirolo. Di tanto in tanto, annaffia il tutto con acqua, utilizzando una comune bottiglia da mezzo litro a cui ha praticato tre forellini, perche' la verdura non si secchi e vada a male.

Finalmente, terminata l'ultima fatica, accade il miracolo. L'intagliatore di verdura si guarda attorno, si compiace che la gente abbia apprezzato il suo operato, punta un bambino o una spettatrice e invita con ampi gesti e un sorriso tanto buono e semplice a scegliere uno qualunque dei bastoncini in bella mostra davanti a se'; non si da pace fino a quando il bastoncino non viene prelevato. Quindi si gira verso il sacchetto di plastica ancora ricolmo di ortaggi, sceglie una grossa rapa e il rito si rinnova.

mercoledì, agosto 11, 2010

Luci al Branchino

Crepuscolo al Branchino
Camminare zaino in spalla, mentre il sole tramonta dietro alla linea dei monti ad occidente e le creste del versante opposto si tingono di colori caldi. Camminare, attraversando uno spazio vasto dominato da un silenzio irreale, rotto solamente dalle voci dei compagni. Camminare su sentieri battuti da tanta e tanta gente, per secoli, forse millenni, prima di te, senza che questo ti faccia sentire meno solo o affaticato. Camminare, infine, concedendosi solo brevi soste, per evitare che la corrente d'aria asciughi il sudore addosso, con il rischio di buscare un malanno. Passo dopo passo, dritti alla meta, assaporando un po' alla volta il gusto della conquista.

Raggiunto finalmente il passo, ci rifocilliamo, condividendo cibarie e bevande. Sullo sfondo, lo scintillio lontano delle torce a petrolio, che, col calar delle tenebre - e' una notte senza luna - delineano in modo netto e suggestivo il profilo delle montagne d'intorno. Col passare dei minuti, non disponendo di un cambio asciutto e scaldato appena da un pail (e qualche abbraccio), comincio a patire il freddo; ciononostante, sono pervaso da un benessere interiore, che e' una tensione, piu' simile all'inquietudine, che alla felicita'.

E' ora di tornare. Le torce elettriche illuminano i passi allegri e un po' incerti della discesa. Ogni tanto le spegniamo, alzando gli occhi al cielo, perdendoci nell'infinito.

Luci al Branchino, esperienza magica...

giovedì, agosto 05, 2010

Per chi suona la campana? Te lo dice Facebook


Ma come si puo', al giorno d'oggi, stare fuori da Facebook? Che piaccia o no, i social network sono la iper-piazza del ventunesimo secolo, il lugo in cui la gente si incontra per discutere, promuovere o condannare idee, cose e persone. E quelle persone potreste essere voi.

Vi racconto una storia che la dice lunga in proposito. Una vicenda, in cui reale e virtuale si intrecciano profondamente, come il cuore 2.0 (<3) e il messaggio d'amore disegnati sull'asfalto della strada che ho fotografato stamattina.

***

Fin dalla notte dei tempi, le campane della chiesa di San Pietro e Paolo hanno da sempre scandito, con i loro rintocchi, la vita di Alvignano. Dalla meta' di Luglio, per tre settimane, le campane hanno smesso di suonare. Sorpresa, mormorii e indignazione. Come e' potuto accadere? Nel paese, gira voce che e' tutta colpa di una certa persona...

Facebook, 27 Luglio 2010
Nasce il gruppo "Vogliamo le Campane che suonano a San Pietro e Paolo ad Alvignano", la cui descrizione recita: 

E' stato impedito il suono delle campane alla chiesa di San Pietro e Paolo ad Alvignano, da parte di una persona non residente e per di più che si ritiene credente. Ora non suonano più, sia per le funzioni religiose, che per l'orologio [...]. E' una vergogna nei confronti della comunita' parrocchiale e dell'intero comune di Alvignano [...]. 

I fondatori del gruppo informano che e' in atto una raccolta di firme per far ripristinare il suono delle campane. Nel giro di poche ore, il gruppo supera quota 50 iscritti. Parallelamente, i volontari delle firme inondano la sacrestia parrocchiale dei moduli compilati dai fedeli. Nel paese delle campane ammutolite dall'oggi al domani, tutti, internauti e non, vogliono esprimere lo sdegno per l'oltraggio subito.

Blogosfera, 30 Luglio 2010
Il portale di informazione locale "Altocasertano - Matesino & Dintorni" rilancia il comunicato apparso su FB e si schiera decisamente contro lo "scempio" accaduto, rincarando la dose di accuse nei confronti del non residente:

Tutto ciò ci sembra proprio ridicolo. A meno che le campane non siano oggetto di fobia da parte di qualche persona residente, sofferente di malattie psichiche [...]. Ma, a come si legge, pare che chi abbia impedito questa cosa sia addirittura un non residente, che tra l’altro non può neanche sentire il suono delle campane. [...] Un dispetto? E a danno di chi, di nostro Signore? Maah.. [...] Con tanti problemi che assillano le nostre comunita'... [...] Siamo ancora ai tempi di don Camillo e Peppone. Altro che progresso. Una vera e propria tristezza!

Tra il 31 Luglio e il 2 di Agosto, il gruppo pro-campane triplica il numero di iscritti iniziali, sforando quota 150. 

Intanto, nel mondo reale...
il non residente, che per di piu' si ritiene credente, non disponendo di un account su FB (scusate, non so voi, ma io con uno cosi' non ci prenderei neppure un caffe'), e' all'oscuro del tam tam che si sta diffondendo per via telematica; fin qui si e' limitato a dare spiegazioni a chi ne ha richieste. Ma il 2 Agosto, qualcuno lo avvisa della protesta montata dai ragazzi del gruppo e si convince che la vicenda sta degenerando: e' giunta l'ora di fare chiarezza, anche, soprattutto attraverso internet. E che cosa ci si poteva attendere da un uomo di lettere, qual e' il nostro protagonista? Uno scritto, naturalmente. Ci poteva stare anche un video su YouTube.

Blogosfera, 3 Agosto 2010
Il portale "Altocasertano - Matesino & Dintorni" pubblica integralmente la lettera (firmata), inviata alla redazione da parte del nostro, con il titolo: "Le campane e la prepotenza". Nel preambolo, il non residente afferma anzitutto di condivedere le ragioni della protesta della comunita' alvignanese e si compiace della sua pronta capacita' di reagire ai soprusi. Quindi, procedendo per punti, con stile garbato, limpido ed efficace, ricostruisce la vicenda, stigmatizzando la malevole disinformazione circolata sul suo conto:
  1. Sebbene dipinto come "estraneo", il non residente dichiara di essere alvignanese da generazioni;
  2. Dichiara, inoltre, di soggiornare ad Alvignano piu' volte l'anno, con la famiglia e/o con amici;
  3. Sostiene che la sua casa e' sovrastata dal campanile della chiesa, da cui dista meno di 15 metri;
  4. Informa che il Parroco, comprendendone le ragioni, due anni fa aveva promesso di far abbassare il volume degli altoparlanti;
  5. Incalzato sulla promessa fatta e non mantenuta, riporta che il Parroco incolpa i tecnici per il mancato intervento;
  6. Infine, smentisce la voce secondo cui sarebbe stato lui a pretendere l'ammutolimento delle campane.
Insomma, alla richiesta di abbassare il volume, a beneficio del quieto vivere, è seguito il silenzio delle campane. A tutt'oggi, si ignorano modi e ragioni con cui la decisione e' stata presa; appare evidente, comunque, che i fatti siano stati male interpretati, avviando tutta la sequela di illazioni di cui abbiamo parlato.

Curiosamente, la redazione del portale accompagna la lettera con un invito alla riappacificazione degli animi. Riappacificazione?!? mmm... Mi deve essere sfuggito il fatto che ci fosse una guerra in corso. Devo essermi fatto ingannare dalla olimpica serenita' mostrata in questa vicenda dal non residente. Comunque sia, come a voler dare il buon esempio, la redazione del portale emenda l'articolo del 30 Luglio dalle accuse piu' dure, scritte a caldo sull'onda dell'indignazione popolare (quelle, per intenderci, riportate sopra e recuperate solo grazie alla cache di google). Applicato, quindi, il principio della cautela di giudizio. Retroattiva.  

Blogosfera, 3 Agosto 2010 (pochi minuti dopo)
Con una rapidita' strabiliante, gli attivisti del gruppo FB rilanciano la notizia che il tizio ha risposto al portale (sic! sulla bacheca). Ma come "tizio"? Il nostro non aveva inviato la lettera firmandosi per nome e cognome?!? Poco importa, ormai. Il popolo 2.0 ha gia' vinto la sua battaglia: da 24 ore, le campane hanno ripreso a suonare (piu' educatamente di prima, a dire il vero), realizzando cosi' la profezia pubblicata in bacheca:

"sembra che la raccolta di firme funzioni, presto le campane torneranno a suonare!!!" (oh, quando si dice le coincidenze!)

Fine della storia. Ho gia' chiarito qual e' la mia opinione all'inizio del post, per cui non mi ripeto. Concedetemi solo un'ultima precisazione: la fotografia pubblicata a corredo dei due post dal portale di cui ho detto non raffigura la chiesa di San Pietro e Paolo, ma - ahime! - la chiesa di San Sebastiano.

Questo e' poco ma sicuro :-)