giovedì, luglio 01, 2010

Impressioni su Madrid


Raccontare Madrid? Una parola! Il fatto e' che non so da dove cominciare. Anzitutto, il soggiorno e' stato troppo breve per potersi fare una chiara idea. Inoltre, sono venuto via da li' un po' confuso: vi sembrera' incredibile, ma non ho ancora stabilito se mi sia veramente piaciuta, oppure se mi abbia piu' deluso. Una cosa e' certa: Madrid non mi ha convinto fino in fondo e se devo spiegarne il motivo dico che e' per via di una certa mancanza di personalita', avvertita fin dal primo impatto. Quel che ho potuto vedere, infatti, mi e' parso un miscuglio di cose gia' incontrate altrove, ad esempio a Parigi (l'eleganza delle piazze del centro storico, la monumentalita' dei palazzi e i bei vialoni), a Londra (coi suoi magnifici parchi) e a New York (percorrendo la Gran Via, ti senti un po' come a Broadway). Tutto molto bello quindi, ma senza quel tocco di originalita' che mi ero figurato di trovare. PS: Avrei forse dovuto assistere ad una corrida?


Impressioni personali a parte, ci sono due o tre argomenti (curiosamente, cominciano tutti per "M") capaci di mettere d'accordo tutti quando si parla di Madrid: i Musei, la Movida, le Madrileñe (cara Manu, tu che sei la unica e sola "M" della mia vita, se dico queste cose non te ne hai a male, vero? :-)). A dirla tutta, i musei sono stati il motivo originale alla base del viaggio. Una domenica, eravamo a tavola con i miei e si parlava di vedere una mostra a Milano, al che io me ne sono uscito con una contro-proposta: perche' non ce ne partiamo tutti e quattro assieme e non ci vediamo, invece, il Prado a Madrid? Chissa' come mi e' uscita: ottima idea comunque! Tra le moltissime opere degne di attenzione, vi segnalo le tavole di Bosch (notevolissime quella de I Setti Peccati Capitali e l'incredibile trittico del Giardino Delle Delizie) e le tele dell'eclettico Goya, la cui varieta' di soggetti e stili espressivi e' davvero sorprendente.


A pochi passi dal Prado, c'e' un altro grande museo, una vera e propria istituzione dell'arte moderna: il Reina Sofia. Se avete poco tempo, puntate dritti al secondo piano, dove potrete gustarvi la galleria dei Picasso, con un posto d'onore ovviamente lasciato a Guernica (a corredo, troverete tutta la collezione degli studi e dei disegni preparatori); con maggiore calma, invece, si possono ammirare altri grandi capolavori, firmati da autori come Dali', Miro', Gris, Fontana, Magritte e tanti altri. Da tenere in considerazione che un paio d'ore prima dell'orario di chiusura, l'ingresso al museo e' gratuito. L'ultima nota artistica la dedico ad Antonio Mingote, un grande fumettista spagnolo, che ha firmato alcuni murales in pieno centro a Madrid: delizioso!


Sulle altre due "M" non mi soffermo: tutti sanno che Madrid e' la ciudad que nunca duerme e mi crederete sulla parola se vi dico che pullula di donne bellissime (avrei voluto fotografarle tutte! Invece, come al solito, me ne torno a casa con una bella quintalata di fotografie di monumenti... uff...). Mi piace, piuttosto, annotare un fatto curioso: durante l'ultima passeggiata, ho incontrato Antonio, un collega con cui ho lavorato a stretto contatto, tra alti e bassi, nel recente passato. Ci siamo fatti una gran festa: non poteva che essere cosi', lontani dallo stress e dalle ansie dell'ufficio! 


L'unica nota davvero stonata di questa vacanza, e' stata il soggiorno presso l'Hotel Praga (prenotato via Venere.com). Non che sia malvagio o male attrezzato, anzi, ma - una volta tornata in Italia - ci siamo resi conto di avere subito il furto di una collana e di un paio di orecchini in avorio, conservati in camera tra gli oggetti personali. A nulla sono valse le richieste di spiegazioni e i vari reclami inviati alla direzione. Caldamente sconsigliato, quindi!

E con questo, chiudo il mio reportage e colgo l'occasione per augurare a tutti quelli ormai prossimi alle ferie: buone vacanze!!!

1 commento:

cinzia ha detto...

Cari viaggiatori mi ritrovo nelle sensazioni descritte. Anche a me la visita delle diverse città della costa sud della Spagna mi ha lasciato un dubbio. Forse il dubbio è legato alla mancanza di una forte personalità della gente, che a mio avviso non lascia intravedere la parte viva di un viaggio. Gli spagnoli sono molto ermetici pare quasi che custodiscano gelosamente il loro fuoco interno...
E si sa che gli oggetti senza la personalità dell'uomo non dicono niente.

buona continuazione
Ciao
Cinzia