martedì, giugno 01, 2010

Valencia e Madrid, si parte!

E' tutto pronto, tra poche ore si parte: torniamo in Spagna, a tre anni dall'ultimo meraviglioso viaggio in Andalusia. Considerata Barcelona 2002, si tratta della nostra terza visita nella penisola iberica. Decisamente, una terra che ci piace e interessa molto.  

Il programma di questo viaggio e' presto detto: due giorni a Valencia, sul mare della Coppa America, tra piazze antiche e architetture moderne (ah, non vedo l'ora di vedere La Ciudad de las Artes y de las Ciencias) e tre nel cuore pulsante della penisola iberica, per le via della citta' che non dorme mai, Madrid. Che bellezza! Se ce ne sara' il tempo, attraversando la regione della Manchia, scatteremo una fotografia ai famosi mulini a vento di Don Chisciotte nei pressi di Mota del Cuervo, e visiteremo la bella Toledo, patrimonio dell'Unesco.

Per muoverci, anche questa volta abbiamo scelto di affittare un'auto, per nulla memori dei patimenti di parcheggio a Siviglia: che volete, siamo italiani, "milanesi" per giunta e alle quattro ruote non sappiamo proprio rinunciare. Cliccate, cliccate: presto arriveranno i resoconti del viaggio! 

Prima dei saluti, vi lascio con un estratto tratto dal capolavoro di Cervantes, grande maestro di satira: la battaglia tra il Signor della Mancia e i mulini-giganti.

[...] Dove, sono i giganti? disse Sancio Pancia. — Quelli che vedi laggiù, rispose il padrone, con quelle braccia sì lunghe, che taluno d'essi le ha come di due leghe. — Guardi bene la signoria vostra, soggiunse Sancio, che quelli che colà si discoprono non sono altrimenti giganti, ma mulini da vento, e quelle che le paiono braccia sono le pale delle ruote, che percosse dal vento, fanno girare la macina del mulino. — Ben si conosce, disse don Chisciotte, che non sei pratico di avventure; quelli sono giganti, e se ne temi, fatti in disparte e mettiti in orazione mentre io vado ad entrar con essi in fiera e disugual tenzone.»

[...] «Non fuggite, codarde e vili creature, che un solo è il cavaliere che viene con voi a battaglia.» In questo levossi un po' di vento per cui le grandi pale delle ruote cominciarono a moversi; [...] raccomandandosi di tutto cuore alla Dulcinea sua signora affinché lo assistesse in quello scontro, ben coperto colla rotella, e posta la lancia in resta, galoppando quanto poteva, investì il primo mulino in cui si incontrò e diede della lancia in una pala. Il vento in quel mentre la rivoltò con sì gran furia che ridusse in pezzi la lancia, e si tirò dietro impigliati cavallo e cavaliere, il quale andò a rotolare buon tratto per la campagna. 

Povero... Ciaooooooo!!!

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