martedì, maggio 11, 2010

Nucleare? Diamo i numeri

Io non sono pregiudizialmente contro il nucleare: sarei pronto a sostenerlo, se mi dimostrassero che e' una scelta conveniente. Ma se ne parla sempre in termini politici ed ideologici e questo tipo di dibattito non mi appassiona, col risultato che quando sento parlare o leggo di nucleare, ormai, mi viene naturale assumere un atteggiamento di sospetto...

Fatta questa premessa, vengo al punto. Vorrei commentare la notizia della lettera inviata al PD da parte di un  gruppo di 72 tra intellettuali e scienziati, a sostegno del nucleare. Detto che non ho capito il motivo per cui queste persone si siano messe in testa di convincere il PD a sostenere questa opzione (non dovrebbero piuttosto rivolgersi all'intera opinione pubblica, visto che sono tanti gli elettori che votano PD o anche altri partiti, che osteggiano l'atomo?), mi sono stupito delle motivazioni addotte e dei numeri citati. Molto imprecisi! A proposito del fotovoltaico, ad esempio, scrivono:

"L'energia solare per la quale sono stati investiti fino a ora circa 4 miliardi, ben ripagati dai generosi incentivi concessi fino a oggi dal sistema elettrico italiano, contribuisce al nostro fabbisogno elettrico per lo 0,2%."

Come a dire: ok le rinnovabili, ma non sono la soluzione al problema, perche' sono costose e non danno contributi significativi. Siccome questo zerodue non mi convinceva, ho fatto due conti. Quanti kWh vengono prodotti in Italia ogni anno? Per saperlo, bisogna prendere la potenza installata sul territorio e moltiplicarla per le ore di sole in un anno. Il primo dato e' facilmente recuperabile dalla home page del sito del GSE. In questo momento, ad esempio, indica che ad oggi, tra vecchio e nuovo conto energia, sono stati installati 1,213 MW. Per il secondo dato, bisogna un po' arrangiarsi: il nord ha all'incirca 1200 ore di sole "utili" per un impianto fotovoltaico, il centro 1400, mentre il sud 1600. Considerando come dato medio 1400 ore, ne deriva che la produzione di energia fotovoltaica in un anno sia di circa 1.7 GWh, pari allo 0,54% del fabbisogno elettrico del nostro paese nel 2009. Quasi tre volte quello che scrivono gli "scienziati"!

Quanto agli investimenti, il fotovoltaico e' costato allo stato meno di 700 milioni di euro l'anno, perche' - come e' noto - il Conto Energia garantisce un incentivo pari a circa 0,4 euro per ogni kWh di energia prodotto. Immagino che il valore di 4 miliardi di euro si riferisca invece alla spesa sostenuta da famiglie e aziende italiane per gli impianti, ma anche qui la stima mi pare alquanto imprecisa: secondo me, siamo piu' attorno ai 6 miliardi di euro (il costo medio del kW dovrebbe aggirarsi attorno ai 5,000 euro).

In definitiva, se queste sono le considerazioni fatte da chi dovrebbe portare elementi di giudizio non opinabili... siamo a posto! Forse, aggiustati i numeri, il giudizio di fondo sulle rinnovabili non cambia, ma intanto sistemiamo i numeri. Eh si', perche' mi devono ancora dimostrare se e come il nucleare sia la risposta giusta al problema del fabbisogno: in che modo sarebbe una scelta migliore? Quanti soldi bisogna investire e con quali ritorni in termini di fabbisogno coperto?

Per potersi districare fra questi meandri, bisogna prima dare uno sguardo al dato complessivo. Quello che segue e' il bilancio energetico italiano dell'anno 2009 (fonte terna):


La componente fotovoltaica e' affogata nell'idroelettrico e pesa circa per 1,4 GWh (0,4%). Ora, come si puo' vedere, le rinnovabili coprono circa il 20% del fabbisogno nazionale, mentre piu' del 70% e' dato dal termoelettrico/combustibili fossili: una situazione non rosea. 

Giochiamo coi numeri. Per capovolgere la situazione - 75% del fabbisogno da rinnovabili e 15% da termoelettrico/combustibili fossili, mantenendo fisso il fabbisogno- basterebbe (si fa per dire) moltiplicare per cento volte l'installato fotovoltaico attuale, coprendo cosi' di pannelli una superficie estesa quanto l'intera citta' di Roma (!). Se la potenza installata continuasse a raddoppiare ogni due anni (questo il trend in Italia, negli ultimi quattro anni), raggiungeremmo questo obiettivo entro il 2023, piu' o meno quando entrererebbero in esercizio le centrali previste dal governo. Staremo a vedere: si intende posare la prima pietra entro tre anni, ma scommetto che ne passeranno come minimo altri dieci, prima di completare i lavori.

Certo, l'esborso statale sotto forma di incentivi sarebbe pazzesco. Ho fatto un rapido conto: tenendo buono lo schema del conto energia odierno (i.e.: remunerazione del kWh prodotto dal giorno uno, per vent'anni), e ipotizzando di dimezzare progressivamente gli incentivi da qui al 2023, viene fuori una spesa compresa tra i 500-1,000 miliardi di euro, spalmata su una trentina di anni. Non prenderei questa stima troppo sul serio: al di la' delle tante ipotesi fatte, la sola mutevolezza dello scenario tecnologico potrebbe inficiare il ragionamento alla base nel giro di pochi anni. D'altra parte, il ragionamento va completato: investendo sulle rinnovabili, potremmo godere fin da subito di benefici ambientali, economici, occupazionali (riflesso di un fermeto di nuove imprese addette alla produzione e ai servizi di settore) e geo-politici. Con un rischio pari a zero. Mantenendo, anzi, aumentando la pace sociale. Puntando sullo sviluppo di un settore che, per molti aspetti, e' solo all'inizio della sua parabola evolutiva.

Del nucleare possiamo dire lo stesso? Io direi proprio di no. Anzitutto, il programma atomico del governo punta a coprire al massimo il 25% del fabbisogno nazionale nel giro di dieci o vent'anni, perche' di piu' non si riesce a fare. Ma nessuno ha spiegato in che modo verra' risolto il problema dello stoccaggio delle scorie e con quali rischi per la salute pubblica e per l'ambiente. Quanto ai costi, ognuno dice la sua, ma quel che e' sicuro e' che non si tratta di peanuts: tra realizzazione, gestione operativa e manutenzione, queste centrali non costeranno meno del faraonico programma fotovoltaico che, per assurdo, dipingevo prima. Date un'occhiata a questo report.

Ho detto la mia, con buona pace della signora Hack. PS: la centrale costruitela sotto casa sua... :-)

4 commenti:

Dooca ha detto...

Carissimo Conte, solo due precisazioni al discorso (impeccabile come sempre).
Normalmente, quando si parla di nucleare si dovrebbe parlare di energia "strategica" più che di convenienza. Questo xè dal punto di vista economico, se nn ricordo male, è quella più costosa x produrre un 1kW. Ma dal punto di vista politico, permette di "svincolarsi" dal mercato del fossile, e quindi "diversificare" le fonte energetiche.
Secondo, per quanto riguarda lo stoccaggio, mi pare di aver letto di recente che il Signor B. abbia fatto un accordo con il presidente P. affinché le scorie italiane vadano stoccate in qualche steppa russa. Insomma, la perfetta soluzione all'italiana...

Dino ha detto...

Egregio Dooca, anche le rinnovabili potrebbero benissimo fregiarsi dell'appellativo di "strategiche", dal momento che anche in loro vedo quelle potenzialita' di liberazione dall'odiato petrolio. Inoltre, vorrei sottolineare che una scelta strategia dovrebbe soddisfare a molti requisiti, non solo a quelli di natura geo-politica.

Quanto alla questione dello stoccaggio, noto con piacere che non ti e' sfuggita la notizia degli accordi tra B e P. Effettivamente, e' plausibile che i due si siano accordati per una spedizione della spazzatura atomica in siberia. Mah. Io in siberia ci spedirei anzitutto qualcuno dei nostri politici... ihihih... :-P

Anonimo ha detto...

Caro nipote, prima che ci fanno fuori con il nucleare, vuoi pensare seriamente a ciò che mi avevi promesso per il magazzine di questo mese? ;)

Aspetto tue notizie!

Ciao.
Arthur

Dino ha detto...

Ti ho inviato tutto il materiale. Fanne buon uso! :-)