martedì, maggio 18, 2010

Acqua o cemento, che tormento!


Nell'area della ex-cava di Geregnano - qui a ovest di Milano, lo avrete capito, dove ti muovi ti muovi, e' tutta una cava - costruiranno un bel numero di palazzoni ad uso misto (residenziale, commerciale, uffici). E fin qua, direte voi. Se ne costruiscono tanti, dov'e' la novita'? La notizia, in questo caso, e' che l'appezzamento di terreno in questione dovrebbe essere attraversato dalla famosa "via d'acqua", uno dei progetti piu' affascinanti e ambiziosi di Expo 2015. Forse troppo ambizioso, tant'e' che il Consorzio Cooperative Lavoratoriche (CCL), che pubblicizza una parte degli interventi, non ne fa parola alcuna sul suo sito, limitandosi a sottolineare l'adiacenza delle future costruzioni al Parco Blu di via Bisceglie (da realizzare) e al Parco dei Fontanili.

Possibile che non ne sappiano nulla? Mi stupirebbe, visto che se n'e' fatto un gran discutere in questi mesi. Piu' probabilmente, non credono che la cosa andra' in porto, altrimenti avrebbero utilizzato questo argomento per convincere la gente a comprare, non vi pare? Di questi tempi di crisi e incertezza economica ci si attacca a tutto: figuriamoci se uno non sfrutta un progetto inserito nel suggestivo contesto della "greenbelt" milanese!

Che abbiano ragione loro?

Secondo quanto riportato nel sito di un altro primo attore di questa vicenda, la DEIM srl, sembrerebbe proprio di no. Nell'animazione digitale realizzata per illustrare le caratteristiche del progetto edile MIWEST, la via d'acqua e' data per certa, con tanto di piste ciclabili annesse e alberi "tipici del paesaggio padano" lungo il percorso. Siamo di fronte alla visione rassicurante di gente piu' ottimista? 

Mah. Per il momento, una cosa sola e' certa: su questo brutto pratone incolto e abbandonato, ma pur sempre verde, getteranno molto cemento, come se in zona se ne sentisse la mancanza. Chi ha autorizzato il progetto, non si deve essere accorto che qui, in meno di cinque anni, accanto ai grattacieli pre-esistenti, sono sorte tante altre torri, voluminose e dalle forme bizzarre (tipo il cono-gelato), anche se spesso semi-vuote. Piu' in la', invece, oltre la Lorenteggio, campi e prati hanno ceduto il posto a interi nuovi quartieri residenziali. Oppure, piu' probabilmente, chi ha deciso era ben conscio che, vista la situazione, palazzone piu', palazzone meno, non faceva troppa differenza.

I fatti mi smentiranno, ma l'impressione che ho e' che si trattera' di un intervento assai poco "sostenibile", certamente meno di quanto viene propagandato. Penso anche solo a Via Bisceglie, dove si riversera' un carico di auto critico, viste le condizioni gia' pesanti di oggi. Rileggetemi tra cinque anni e nel frattempo, di tanti in tanto, passate di qua a dare un'occhiata.

Acqua o cemento? Milano, che tormento! 

lunedì, maggio 17, 2010

L'albero di casa 2




Nel centro di Milano, gli alberi non crescono in mezzo all'erba, come in qualsiasi altri posto, ma in un angolino dei marciapiedi; del resto, che problema c'e'? Tutte le creature vivono, mangiano e respirano cemento, nel centro cittadino: vuoi vedere che gli alberi non si possono adattare? Suvvia. Mi sorprende, anzi, che possa esserci ancora qualcuno che si preoccupi di riservargli uno spazio tutto dedicato. Figurarsi poi se niente meno che all'ombra del Duomo! Nota: sono sicuro che avrete sentito tutti parlare di quella strampalata proposta fatta da quel vecchio musicista pazzo e poi ripresa da quell'altro architetto semi-sconosciuto, in cerca di facile pubblicita'... Sciocchezze! I veri alberi milanesi sanno occupare un posto discreto in mezzo alla societa' e vivere una esistenza pragmatica, dignitosa e, soprattutto, rispettosa della liberta' di manovra dei cittadini-automobilisti: i marciapiedi sono e devono restare principalmente luoghi consacrati al parcheggio (ga el suv, pheeeega!).

Tanto per rendere l'idea di che cosa intendo, pubblico la foto di buon albero "allineato": si trova in via Panzacchi, a pochi passi da P.le Cadorna (in una zona in cui del verde quasi ci si vergogna, tant'e' che lo si tiene ben nascosto nei cortili condominiali).

Non e' proprio come il mio albero di casa, pero' fa piu' milanes... :-)

martedì, maggio 11, 2010

Nucleare? Diamo i numeri

Io non sono pregiudizialmente contro il nucleare: sarei pronto a sostenerlo, se mi dimostrassero che e' una scelta conveniente. Ma se ne parla sempre in termini politici ed ideologici e questo tipo di dibattito non mi appassiona, col risultato che quando sento parlare o leggo di nucleare, ormai, mi viene naturale assumere un atteggiamento di sospetto...

Fatta questa premessa, vengo al punto. Vorrei commentare la notizia della lettera inviata al PD da parte di un  gruppo di 72 tra intellettuali e scienziati, a sostegno del nucleare. Detto che non ho capito il motivo per cui queste persone si siano messe in testa di convincere il PD a sostenere questa opzione (non dovrebbero piuttosto rivolgersi all'intera opinione pubblica, visto che sono tanti gli elettori che votano PD o anche altri partiti, che osteggiano l'atomo?), mi sono stupito delle motivazioni addotte e dei numeri citati. Molto imprecisi! A proposito del fotovoltaico, ad esempio, scrivono:

"L'energia solare per la quale sono stati investiti fino a ora circa 4 miliardi, ben ripagati dai generosi incentivi concessi fino a oggi dal sistema elettrico italiano, contribuisce al nostro fabbisogno elettrico per lo 0,2%."

Come a dire: ok le rinnovabili, ma non sono la soluzione al problema, perche' sono costose e non danno contributi significativi. Siccome questo zerodue non mi convinceva, ho fatto due conti. Quanti kWh vengono prodotti in Italia ogni anno? Per saperlo, bisogna prendere la potenza installata sul territorio e moltiplicarla per le ore di sole in un anno. Il primo dato e' facilmente recuperabile dalla home page del sito del GSE. In questo momento, ad esempio, indica che ad oggi, tra vecchio e nuovo conto energia, sono stati installati 1,213 MW. Per il secondo dato, bisogna un po' arrangiarsi: il nord ha all'incirca 1200 ore di sole "utili" per un impianto fotovoltaico, il centro 1400, mentre il sud 1600. Considerando come dato medio 1400 ore, ne deriva che la produzione di energia fotovoltaica in un anno sia di circa 1.7 GWh, pari allo 0,54% del fabbisogno elettrico del nostro paese nel 2009. Quasi tre volte quello che scrivono gli "scienziati"!

Quanto agli investimenti, il fotovoltaico e' costato allo stato meno di 700 milioni di euro l'anno, perche' - come e' noto - il Conto Energia garantisce un incentivo pari a circa 0,4 euro per ogni kWh di energia prodotto. Immagino che il valore di 4 miliardi di euro si riferisca invece alla spesa sostenuta da famiglie e aziende italiane per gli impianti, ma anche qui la stima mi pare alquanto imprecisa: secondo me, siamo piu' attorno ai 6 miliardi di euro (il costo medio del kW dovrebbe aggirarsi attorno ai 5,000 euro).

In definitiva, se queste sono le considerazioni fatte da chi dovrebbe portare elementi di giudizio non opinabili... siamo a posto! Forse, aggiustati i numeri, il giudizio di fondo sulle rinnovabili non cambia, ma intanto sistemiamo i numeri. Eh si', perche' mi devono ancora dimostrare se e come il nucleare sia la risposta giusta al problema del fabbisogno: in che modo sarebbe una scelta migliore? Quanti soldi bisogna investire e con quali ritorni in termini di fabbisogno coperto?

Per potersi districare fra questi meandri, bisogna prima dare uno sguardo al dato complessivo. Quello che segue e' il bilancio energetico italiano dell'anno 2009 (fonte terna):


La componente fotovoltaica e' affogata nell'idroelettrico e pesa circa per 1,4 GWh (0,4%). Ora, come si puo' vedere, le rinnovabili coprono circa il 20% del fabbisogno nazionale, mentre piu' del 70% e' dato dal termoelettrico/combustibili fossili: una situazione non rosea. 

Giochiamo coi numeri. Per capovolgere la situazione - 75% del fabbisogno da rinnovabili e 15% da termoelettrico/combustibili fossili, mantenendo fisso il fabbisogno- basterebbe (si fa per dire) moltiplicare per cento volte l'installato fotovoltaico attuale, coprendo cosi' di pannelli una superficie estesa quanto l'intera citta' di Roma (!). Se la potenza installata continuasse a raddoppiare ogni due anni (questo il trend in Italia, negli ultimi quattro anni), raggiungeremmo questo obiettivo entro il 2023, piu' o meno quando entrererebbero in esercizio le centrali previste dal governo. Staremo a vedere: si intende posare la prima pietra entro tre anni, ma scommetto che ne passeranno come minimo altri dieci, prima di completare i lavori.

Certo, l'esborso statale sotto forma di incentivi sarebbe pazzesco. Ho fatto un rapido conto: tenendo buono lo schema del conto energia odierno (i.e.: remunerazione del kWh prodotto dal giorno uno, per vent'anni), e ipotizzando di dimezzare progressivamente gli incentivi da qui al 2023, viene fuori una spesa compresa tra i 500-1,000 miliardi di euro, spalmata su una trentina di anni. Non prenderei questa stima troppo sul serio: al di la' delle tante ipotesi fatte, la sola mutevolezza dello scenario tecnologico potrebbe inficiare il ragionamento alla base nel giro di pochi anni. D'altra parte, il ragionamento va completato: investendo sulle rinnovabili, potremmo godere fin da subito di benefici ambientali, economici, occupazionali (riflesso di un fermeto di nuove imprese addette alla produzione e ai servizi di settore) e geo-politici. Con un rischio pari a zero. Mantenendo, anzi, aumentando la pace sociale. Puntando sullo sviluppo di un settore che, per molti aspetti, e' solo all'inizio della sua parabola evolutiva.

Del nucleare possiamo dire lo stesso? Io direi proprio di no. Anzitutto, il programma atomico del governo punta a coprire al massimo il 25% del fabbisogno nazionale nel giro di dieci o vent'anni, perche' di piu' non si riesce a fare. Ma nessuno ha spiegato in che modo verra' risolto il problema dello stoccaggio delle scorie e con quali rischi per la salute pubblica e per l'ambiente. Quanto ai costi, ognuno dice la sua, ma quel che e' sicuro e' che non si tratta di peanuts: tra realizzazione, gestione operativa e manutenzione, queste centrali non costeranno meno del faraonico programma fotovoltaico che, per assurdo, dipingevo prima. Date un'occhiata a questo report.

Ho detto la mia, con buona pace della signora Hack. PS: la centrale costruitela sotto casa sua... :-)

Alpini, la festa piu' grande

Una festa cosi', a Bergamo non s'era mai vista prima: immensa, travolgente, indimenticabile. Ma sarebbe ingiusto e riduttivo parlare dell'invasione pacifica dei cinquecentomila alpini della 83-a adunata nazionale solo in termini di numeri, proporzioni, raffronti con le edizioni precedenti. Questo meraviglioso corpo, composto da gente comune, proveniente da tutta Italia, ci ha lasciato nel cuore un senso profondo di gratitudine soprattutto per i valori morali e civili che con tanta limpidezza ci hanno saputo comunicare: unita' e patria, fratellanza e amicizia, solidarieta' e servizio del prossimo, senso del dovere, rispetto dell'autorita' e orgoglio, rispetto degli anziani (i "veci"), sacrificio. A pensarci bene, tutti concetti ammuffiti, riposti in solaio, dimenticati o comunque messi in secondo piano rispetto ai nuovi valori imposti dalla societa' del consumo. Certamente, valori di un'altra epoca, di un tempo in cui esisteva ancora la leva obbligatoria, la famiglia era patriarcale e non c'erano tanti fronzoli, come oggi.

L'ho voluto sottolineare rielaborando le fotografie scattate tra sabato e domenica e aggiungendo una patina "anni '60": sono convinto che presto, infatti, ci dimenticheremo del messaggio che, sotto la superficie festosa, questa adunata alpina ci ha passato, come si pensa ad un ricordo di tanti e tanti anni fa... 


 Lancio dei para' sullo stadio cittadino. La gente - e i bambini, soprattutto - coi nasi all'aria per vedere la discesa degli alpini dal cielo. Uno spettacolo emozionante!


Dieci lanci, quasi perfetti. Un para' finisce impigliato sulle reti di protezione davanti alla curva nord. Attimi di preoccupazione. Viene subito soccorso, ma pochi minuti dopo lo vediamo camminare e salutare la folla, che ricambia con affetto.


Fanfare allo stadio. Grande emozione, alla fine, sulle note dell'inno di mameli, suonate all'unisono da tutte le bande, riunite sul campo.


Orchestrine improvvisate per le strade del centro. Qui siamo in via Pignolo. Un giovane alpino abbraccia improvvisamente mia cognata e le fa fare un giro di valzer. Allegria a suon di musica.


L'immancabile coro alpino. Canzoni struggenti, canzoni sfottenti, canzoni per le fidanzate e canzoni alla madonna. Canti di montagna, che cementano le amicizie e che fanno volare in alto i cuori... a due, tre o piu' voci.


Sembra di essere tornati alla notte di Berlino, con l'Italia campione del mondo. E invece e' la notte degli alpini, la notte bianca di Bergamo: tutti in piazza, con grande allegria, ad attendere lo scintillare in cielo dei fuochi d'artificio.


Ed eccoli qui i fuochi, magnetici come sempre. Terminato lo spettacolo pirotecnico, continuiamo il nostro girovagare per le vie del centro, fino a raggiungere il piazzale della funicolare e quindi la fara. Domenica mattina, nei cieli di Bergamo, un altro spettacolo mozzafiato: il passaggio delle frecce tricolore.


Un'immagine simpatica, ad alto valore simbolico (ed etilico): gli alpini e il vino si fan sempre compagnia. O per dirla in rima: penna e fiaschetto, binomio perfetto. Sebbene ci sia capitato di trovare qualche alpino steso nelle aiuole, tramortito dalle sonore bevute, c'e' da dire che la compostezza, in generale, ha regnato sovrana. Questa e' gente che regge... :-)


La fotografia non e' un gran che, ma le mura avvolte dai tricolori erano proprio suggestive. A proposito di mura: commovente la scena degli alpini dell'Aquila che ripulivano le mura dalle erbacce, per riconoscenza verso gli alpici bergamaschi, tra i primi soccorritori e costruttori di case destinate alla popolazione del dopo-terremoto.


Omaggio alla chiesa del Monterosso. Una chiesa "alpina". Chi si ricorda dell'esibizione di due natali fa, quando, sul sagrato gelato, un gruppo di coristi intabarrati e con cappello piumato ha intonato "Signore delle cime"? Don Luciano ci vede sempre lungo...


Dopo l'allegra confusione del sabato sera, arriva il momento solenne della sfilata. Dalle nove di domenica mattina, per tredici ore, senza pause, sfilano in migliaia. Sono circa cinquecento mila, secondo le stime ufficiali. Due ali di folla festante li applaude, instancabilmente, cingendoli con affetto, anche sotto la pioggia battente.


Particolare della marcia. Alpini, gente comune, volti, espressioni, valori della vita reale. PS: ma quant'e' bella Bergamo bassa quando viene trasformata in un'immensa isola pedonale? La sfilata degli alpini ci ha ricordato che anche la nostra citta' bassa, senza auto, e' uno splendore.


Altro fatto curioso. Vedere la gente affacciata a finestre e balconi: a Bergamo e' cosa assai rara, ognuno e' molto geloso della sua privacy e dell'intimita' della sua casa. Per gli alpini, braccia e persiane aperte, voglia di stare assieme, di condividere e fare gruppo. Una Bergamo "diversa" dal solito.

 
Avrei altre immagini da mostrare (la cittadella allestita al parco suardi, le salamelle del Daragi, la messa al Lazzaretto, etc...), ma si e' fatto tardi e mi fermo qui. Chiudo con questa bella fotografia di alpino che batte il tempo al tamburo: tra ventiquattro anni, a Dio piacendo, la prossima adunata bergamasca.

A voi alpini, ancora grazie per le belle emozioni che ci avete regalato.

martedì, maggio 04, 2010

"Scende la notte sul paese di Ardesio..."

Il meteo, come si puo' vedere anche dalla foto che ho scelto per il post (l'accostamento con la Medusa di Rubens lo spiego dopo), non e' stato certo clemente, ma questo non ci ha impedito comunque di goderci il weekend ad Ardesio (BG) con Giamby & Co. Considerato il fatto che non c'era modo di girare e stare all'aria aperta, e' stata una buona occasione per fare qualche gioco in scatola (Cluedo, Giorno di Paga, Zia Peppa) e sperimentare il gioco di ruolo che ci ha insegnato recentemente Valentina: Lupus in Tabula. Una vera droga! Certamente, piu' si e' meglio riesce: in undici ci siamo divertiti piu' che in otto, ma questo non ci ha impedito di ripetere il gioco fino allo sfinimento, anche quando Riccardo e Federica se ne sono andati e Giamby si e' chiamato fuori, esausto. Non avendo le carte originali, abbiamo utilizzato un mazzo di carte alternativo e un po' particolare: quello coi quadri del Kunsthistorisches Museum, che i miei mi hanno regalato, a seguito del viaggio a Vienna.

Ecco le dieci regole d'oro, che a mio avviso, bisogna tenere presente (target di 8-10 persone) :
  1. Utilizzate un tavolo rotondo o una disposizione quanto piu' a cerchio possibile: gesti ed indicazioni risulteranno piu' semplici e chiari e il rischio che qualcuno avverta i movimenti del vicino sara' piu' basso. Volendo, si puo' battere ritmicamente una mano sul tavolo, in modo da coprire fruscii e altri rumori generati dai giocatori quando stanno indicando qualcuno al moderatore;
  2. Il moderatore si sforzi di parlare puntando lo sguardo sempre diritto avanti a se', per evitare che la direzione della voce fornisca involontariamente degli indizi ai giocatori;
  3. I lupi devono individuare e sbranare prima di tutto il veggente, perche' e' il personaggio piu' scomodo: il principale ostacolo alla vittoria finale. A volte, pero', individuare il veggente puo' risultare cosa relativamente semplice, specie se avete saputo osservare il comportamento dei vostri compagni di gioco quando rivestivano i panni dei villici. Una volta assunto il ruolo di veggente, ognuno di noi tende a muoversi con molta piu' prudenza! 
  4. Nel caso in cui venga messo alle strette durante il processo, un lupo puo' difendersi dichiarandosi il veggente. Se lo fa con la dovuta convinzione, questa mossa spiazza la folla e a volte determina il buon esito della partita. Preparatevi frasi fatte e d'effetto come "la scorsa notte ho visto chiaramente l'identita' di chi ora mi sta accusando";
  5. Il veggente deve muoversi con molta circospezione, specie nella prima e nella seconda giornata, onde evitare di essere scoperto e sbranato dai lupi. Per prima cosa, e' bene ascoltare attentamente gli interventi durante il processo, senza emettere giudizi o accuse di alcun genere;
  6. Solo se interpellato sulla posizione di tizio o caio, il veggente puo' dare qualche indicazione, ma preferibilmente in negativo, sulla base delle identita' verificate nelle precedenti fasi notturne: "non mi pare che tizio possa essere un lupo". In questo modo, i villici hanno modo di capire chi e' il veggente e chi devono linciare, inoltre il guardiano capisce chi dovra' difendere nella notte;
  7. Esiste un caso in cui e' opportuno che il veggente si dichiari esplicitamente, a costo di essere misconosciuto e linciato dalla folla: e' il caso in cui c'e' un sole lupo in gioco e il veggente ne conosce l'identita'. E' molto importante dichiararsi con decisione e fermezza, ogni tentennamento risultera' fatale. Se la folla credera' al veggente, la partita e' vinta. Se la folla non credera' al veggente, rimarra' comunque un forte dubbio sul lupo e il linciaggio avverra' nella giornata successiva. Sempre che ne rimanga ancora una... 
  8. Il ruolo del guardiano e' quello di proteggere i buoni, piu' che linciare i cattivi: tenda quindi l'orecchio, alla ricerca del veggente e non si esponga troppo, onde evitare di essere a sua volta riconosciuto e linciato o sbranato;
  9. Generalmente, un lupo sotto accusa cerca di mantenere la calma e di sviare i sospetti su altre persone. Il villico, invece, si agita. Spesso capita di assistere a scene in cui due persone si accusano con foga e veemenza, adducendo argomentazioni poco chiare e spiazzando gli astanti; in questi casi, il lupo se la ride sotto i baffi seduto su un'altra sedia ed e' ben contento che la folla decida di eliminare uno dei due malcapitati villici; 
  10. In questo gioco, la statistica non conta. Per tre mani di seguito sono stato il veggente e ho avuto alla mia destra il lupo. Se si e' lupi, pero', si puo' far leva sulla falsa motivazione della statistica per sviare sospetti e accusare qualcuno: probabilmente qualcuno ci caschera'. 
Per ogni dubbio, vi rimando al sito con le regole. Buon lupus in tabula a tutti!!!