giovedì, aprile 29, 2010

Il ritorno all'abbonamento relax

Dopo diverse settimane di "business simulation", dall'esito positivo e soddisfacente, ho deciso di buttarmi: ho fatto un abbonamento relax alla piscina comunale di Corsico, il che mi impegna formalmente a consumare dieci ingressi da qui alla chiusura estiva. Tze! Bazzecole. Di questo passo, lo finiro' ben prima! Rischio, anzi, di concedermene un altro. Nota per collezionisti, falsari e braccine corte varie: non lo fanno piu' di color giallino, adesso e' arancio, per il resto il cartoncino si puo' contraffare con la stessa facilita' di prima, anche se per 29 euro, davvero non ne vale la pena. Non ce n'e' uno che costi meno.

Peccato solo che non possa condividere questa cosa della piscina con altra gente: dell' "allegro branco di aspiranti delfini ad alte prestazioni" e' rimasto solo un (caro) ricordo. Il Veliero, ormai, lo incontro solo al supermercato, in compagnia della bella e simpatica mogliettina. Il Sepiax e' ancora confinato in Irlanda. Il Capo e' ormai un ex capo da due capi fa... Quanto al Veneto e al Sindacalista, e' gia' molto se li incrocio su Facebook. Forse, prima o poi, riusciro' a smuovere qualcuno dei nuovi colleghi. Chissa'.

Gia' pregusto il momento in cui apriranno la piscinetta fuori e allora sara' piscina, relax e tintarella. Nel frattempo, in queste prime settimane di primavera, ho riscoperto il gusto del panino (rigorosamente, quello del Bar dei Portici) al parco: che pace! A proposito, oggi, ne ho beccato uno che dormiva imperturbabile sull'erba, all'ombra di una pianta. Che bo tep! come si direbbe dalle mie parti. Un maestro del relax: pennichella, altro che nuotare.

Mi piace pensare che fosse un collega.

L'albero di casa

La mia casa ha un solo balcone, che e' talmente piccolo da poterci stare seduti a mala pena in due. Ma quando mi affaccio da quell'angolino e' come stare in prima fila a teatro, davanti ad un grande spettacolo. A pochi passi da li', si erge, infatti, un maestoso tiglio, l' "albero dellla casa". In questa stagione trabocca di foglie giovani e tenere e dalle fitte e alte fronde con fatica filtrano i raggi del sole mattutino. Ma questa maginifica creatura non seduce solo lo sguardo con la sua bella chioma verde lucente, ma ammalia anche gli altri sensi, orecchie e naso anzitutto: ogni mattina, il cinguettare a piu' voci degli uccellini e la fragranza che spandono rami e fiori fanno dimenticare di essere a Milano, a pochi metri da strade rumorose e puzzolenti. Se cantasse il cuculo, potrei addirittura credere di essere nella casetta del mare...

Tutto questo mi ha fatto ricordare una poesia scritta da mio nonno Santi, di cui proprio in questi giorni cade il quattordicesimo anniversario della scomparsa. La trascrivo con immenso piacere. 

Sotto la pineta

A un batter d'ali seguono silenzi, 
poi e' un intreccio d'armoniosi trilli
e un ruscello che scorre li' vicino
modula il suo canto
alla musica soave, che
si spande in quelle rive
fresche e chiare acque sfiorando.
Ecco che il cielo fora 
un intrico di rami,
dilaga fra le pine e qui straripa:
e il mio occhio si svaga
in qua e in la' mirando
ogni foglia, ogni petali che brilla.
L'aria si move come per incanto
e un soffio lieve la mia pelle sfiora:
e' l'alito di Dio che si svela
in ogni meraviglia, che in me
e intorno a me si crea.

(da Foglie e Petali - di Santi Molino)

sabato, aprile 24, 2010

Ma allora e' un vizio

Ci risiamo. Un'altra auto bruciata in via Leonardo da Vinci a Corsico. Ditelo, che e' un vizio! Questa volta il luogo del fattaccio e' il parcheggio di fronte alla carrozzeria Renault del sig. Giorgio & figli, che tanto hanno contribuito nell'ultimo anno alla tenuta della mia vecchia ammiraglia. Neppure 50 metri da dove e' avvenuto il rogo delle due auto di cui parlavo qualche giorno fa. Inquietante! L'ironia della sorte e' che su via Leonardo da Vinci si affaccia il palazzo che ospita il Centro per l'Impiego della Provincia di Milano: 'sta gente non potrebbe cercarsi un lavoro onesto e tranquillo, come tutti?

Anche perche' io non so piu' dove devo parcheggiare la mattina. Certo, ci sarebbe sempre il parcheggio interno del lavoro, ma questo implica di doversi alzare almeno una mezz'ora prima la mattina. Uhm... Uff....

Vabbe', prima di chiudere questo post dedicato alla mala locale, chiudo con uno sfogo personale. Ieri raccontavo ad un'amica che a Giugno vado a Madrid, al che mi sono sentito rispondere: "Bella, ma pericolosa". Pericolosa?? Nella Milano delle strade e dei quartieri in cui vivo e lavoro io, sparano per strada, terroristi improvvisati fanno esplodere bombe, rapinano in pieno giorno, bruciano auto, molestano sugli autobus e stuprano, spacciano... per cui... 

giovedì, aprile 08, 2010

Corsico is burning (questa volta per davvero)

Torna alla ribalta "Corsico is burning", ma questa volta non si parla del remix tamarro della mitica dj frangetta, ma di un inquietante fatto doloso, accaduto a pochi passi dall'ufficio in cui lavoro: un'auto bruciata (anzi due, il secondo veicolo probabilmente coinvolto dall'incendio di quello accanto) nel parcheggio su cui si affaccia il Tocororo, il ristorante cubano in via Leonardo da Vinci. Una ritorsione ai danni del suo gestore? Effettivamente, una volta si mangiava molto meglio, da tempo la qualita' e' decisamente scaduta...

Scherzi a parte, quelle lamiere carbonizzate non sono certo un bello spettacolo. Speriamo che qualcuno si decida ad intervenire (domenica, per altro, a Corsico si vota per rinnovare il consiglio comunale): di anno in anno, tra furti e rapine, racket, spaccio, prostituzione, strupri, etc... etc... le periferie di Milano stanno diventando sempre piu' invivibili...

PS: per il ciclo "pericolo di parcheggio"... :-(

martedì, aprile 06, 2010

Lago Capanna


Nella provincia di Milano, ci sono la bellezza di ventidue laghetti (per lo piu' ex cave di sabbia e pietrame), in cui si puo' praticare la pesca: decisamente uno sport che ha molto seguito, in queste lande. Tra noi colleghi, lo specchio d'acqua dolce piu' popolare e' senz'altro il Lago Capanna di Cusago e non per motivi che riguardino ami, lenze, carpe o storioni: sotto la bella veranda a bordo lago, si mangia divinamente, abbondantemente e con quattro soldi. Ogni volta che ci andiamo e' una festa, non foss'altro per il fatto che bisogna mettere in conto almeno due ore di pausa pranzo: certo, a queste condizioni, si puo' festeggiare solo di rado. L'ultima volta, ad ogni modo, eravamo in venti; un'adunata in onore del Sepiax, di rientro in Italiia da quel di Dublino.

Nelle giornate primaverili ed estive, come e' stata quella di oggi, merita proprio. Con tutto quel verde intorno, i campi, le antiche cascine, i fontanili, sembra di essere chissa' dove ed invece si e' ad appena a otto-chilometri-otto dal traffico infernale di Lorenteggio.

Parentesi pessimista: vien da chiedersi quanto puo' durare un paesaggio rurale, agricolo, quasi intonso alle porte di Milano come e' quello di Cusago: saro' fissato, ma ogni volta che passo di li', mi cade l'occhio sulle gru e sulle nuove villette in costruzione. Ci vuole ben poco, purtroppo, per ricadere in un'altra Buccinasco, Corsico o Assago(che distano una manciata di chilometri). Qualcuno, forse, crede ancora ai proclami della politica? Tutti vogliono il verde a Milano, si parla addirittura di green belt e vie d'acqua per l'expo 2015, ma io in questi cinque ultimi cinque anni, nel solo quadrante tra Bisceglie e Lorenteggio, ho visto tirar su solo palazzine, ponti a quattro corsie, torri e grattacieli ad uso ufficio! Si salvi quel che si puo'.

Tornando a noi, terminato il pranzo, abbiamo fatto una passeggiata sul Monte Stella. Se e' vero che nelle giornata di grande visibilita' dalle mura di Citta' Alta si vede la Madonnina, deve essere altrettanto vero che dalla sommita' di questa collina artificiale si possano vedere le mura di Bergamo. Noi siamo convinti di averle vedute: traveggole da eccesso di affetto? :-)

lunedì, aprile 05, 2010

Pasquetta in citta' alta

Citta' Alta a Pasquetta: un formicaio umano! Piazza Vecchia letteralmente inaccessibile (vedi foto), Fara brulicante di giovani, Rocca occupata da famiglie ed interi oratori in gita, Mura da percorrere rigorosamente in fila indiana (ps: che vista! Non sono molti i giorni in cui si distingue persino la neve sugli appennini) e - roba da farsi passare la voglia! - metri e metri di code davanti agli usci delle gelaterie. In questo marasma, il miracolo e' stato quello di riuscire comunque a trovare un'oasi di pace e silenzio. E che oasi: avete mai visitato la chiesetta di San Michele al Pozzo Bianco? Per me era la prima volta, nonostante i trent'anni trascorsi a Bergamo. Oh, che felici proporzioni! Con tanto di affreschi d'autore (Lorenzo Lotto, ndr)... Uno dei tanti gioielli custoditi in quello scrigno di tesori d'arte e architettura che e' la nostra meravigliosa Bergamo Alta.

Firmato, The Cicianebbia's :-)