mercoledì, marzo 24, 2010

Anche a Corsico spuntano i fiori

Quando sono uscito dalla piscina, i bambini giocavano al pallone, correndo e schiamazzando per il giardino della scuola accanto. Seguendoli con lo sguardo, mentre mi allontanavo dal parco, mi sono ricordato di aver vissuto anch'io un'eta' cosi' felice e spensierata. Una volta raggiunto il solito bar sotto ai portici, ho ordinato un panino; quindi, sono tornato nel parco, ho cercato una panchina libera ed assolata e ho consumato il mio pasto, lentamente, in silenzio. Pensavo: come vorrei che questa giornata di sole non finisse mai, si sta bene all'aria aperta, ora che la la primavera e' qui. 

Nel tornare verso l'ufficio, ho visto i fiori. Ma guarda! Pure qui a Corsico, tra palazzoni e cemento, spuntano i fiori? Li avevo notati anche la scorsa settimana e quella prima, ma solo oggi mi sono fermato a guardare: che meraviglia il parco comunale, tutto punteggiato di occhi della madonna. Fiori comunissimi, piccoli, insignificanti, ma capaci di catturare lo sguardo, quando formano dense macchie azzurrognole galleggianti sul manto verde. Ho scattato una fotografia, ne ho scattato un'altra e poi un'altra ancora, piu' in la', per meglio cogliere le sfumature di colore in corrispondenza di un avvallamento del terreno.

Oggi sono decisamente in pace con me stesso. In attesa, ma non in ansia, di cose buone.

sabato, marzo 20, 2010

Ma allora e' una persecuzione!

Ricordate la disavventura con l'auto ad Istanbul? Una volta rientrati in Italia, mi ero messo in testa di lamentarmi con l'Assicurazione per i disagi subiti (due ore di attesa senza l'ombra di un carroattrezzi e quindi  abbandonati al nostro destino senza assistenza telefonica, ndr); poi, come spesso capita, sono passate le settimane e i mesi, ed il buon proposito e' finito nel dimenticatoio.

Questa settimana, pero', ricevo una email dall'amministratore delegato della societa' di assicurazioni, che scrive per chiedere (con molto garbo, ovviamente) spiegazioni a riguardo del fatto che non abbiamo rinnovato con loro la polizza del nostro pandino. Questo si' che e' caring, mi dico: ci tenevano proprio a sapere quanti strali gli abbiamo mandato mentre eravamo con l'auto in panne, senza assistenza telefonica! E cosi' ho prontamente risposto, raccontando tutto l'accaduto e chiedendo retoricamente se non avessi tutte le ragioni per  essere deluso del loro servizio. Eh, eh, ormai con gli a.d. ho una certa confidenza. E non nascondo neppure che ho scritto con la segreta speranza di ottenere uno sconto sulla polizza della vecchia ammiraglia. Come da copione, insomma. Ma questa e' un'altra storia.
 
Be', il giorno successivo, puntuale, arriva la replica del nostro uomo:

[...] Purtroppo devo comunicarLe che quando sono coinvolte società esterne, come in questo caso XXXX, io non posso far altro che inoltrare la Sua segnalazione e sollecitare una pronta risposta tutelando chiaramente gli interessi dei nostri Clienti, cosa che comunque la societa' partner XXXX garantisce già di per sé [e meno male!, ndr]

Ma insomma. L'azienda di trasporti ferroviari si comporta cosi'. L'azienda che vende mobili si comporta cosi'. Pure l'azienda che assicura automobili si comporta cosi'?! Possibile? Tutti bravi a vendere i "loro" servizi ed incassare prontamente, anzi, in anticipo, i soldi, poi quando si verificano dei problemi, la colpa e' sempre di qualcun altro: la terza parte di turno, che si occupa di infrastrutture, di logistica, dei materiali, o quella che si occupa del soccorso stradale locale... Mai che le responsabilita' siano da imputare a loro. Figuriamoci! Come se i partner li avessi scelti io. E poi, chi disegna i processi? Chi li supervisiona sul campo? Chi e' responsabile, in ultima analisi, del business? E soprattutto, chi ci mette la faccia? Al cliente non interessano questi sofismi. Il cliente non percepisce certe differenze. Caro a.d., questa volta caschi male: questo blog, smaschera gli scaricabarile come te e non perdona.

E dire che noi il pandino lo abbiamo pure venduto... :-))) 

martedì, marzo 16, 2010

Ol rasgament de la egia

Il tradizionale appuntamento con la sfilata di mezza quaresima per le vie del centro di Bergamo (affollatissima come non mai quest'anno), e' stata per me occasione per conoscere meglio la storia di questa allegra e colorata manifestazione. Per chi non ne sapesse nulla, e' una sorta di sfilata di carnevale, con tanto di carri allegorici, maschere, majorettes, ballerini, bande musicali, etc., il tutto condito in salsa orobica. Per fare un parallelo, bisgona pensare ad una festa tipica, come quella della Battaglia delle Arance di Ivrea.

La sfilata dura tutto un pomeriggio e culmina con l'evento clue, il rito de "ol rasgament de la egia", cioe' il rogo della vecchia. In realta', cio' che brucia e' un fantoccio con l'iscrizione del problema che si vorrebbe far sparire per sempre dalla citta'. L'aspetto davvero folcloristico di tutta questa storia e' la cerchia di individui che decide anno per anno cosa deve essere bruciato: l'associazione nota come "Ducato di Piazza Pontida". Fondata nel 1923 da un gruppo molto goliardico di amici, capitanato da un personaggio eccentrico e irriverente come Rodolfo Paris (il "Duca" Rodolfo Ü), oggi - con i suoi quasi novant'anni di storia al servizio della cultura e delle tradizioni bergamasche - conta ben 1,500 soci ("vassalli del ducato") e molti simpatizzanti.

Stasera, mi sono letto lo statuto e il testamento della vecchia: due chicche, ognuna nel suo genere. Quest'anno, il Duca Liber Prim & compagni hanno deciso di dare alle fiamme il trasporto pubblico cittadino ed, in particolare, i bus dell'ATB (che beffa! A nemmeno un anno dall'inaugurazione del tram leggero). La poesia in vernacolo e' molto divertente e mordace: le canta tutte senza timor che qualcuno si offenda. E anche quest'anno, ha fatto centro... PS: Cari pendolari, pazientate, arrivera' anche il turno delle FFSS!!! :-)

Siano benedette le associazioni di volontariato!

domenica, marzo 07, 2010

Lupus in tabula e considerazioni esistenziali su me medesimo

Sono una persona trasparente, troppo. Dico sul serio, e' un bel problema. Oggi giocavamo a lupus in tabula, un gioco di ruolo molto divertente, dove ognuno recita una parte e gli altri devono scoprire quale. L'obiettivo dei villici e' far fuori i lupi e viceversa: il problema e' che si parte da un delitto, ma nessuno dei partecipanti, a parte alcune figure speciali, sa chi sono i buoni e chi i cattivi. Tralasciando il fatto che ci ho messo mezz'ora a capire come funzionava la cosa (ma questo e' un altro capitolo, lo dico solo per evidenziare che a conti fatti i problemi sono due), tutti scoprivano il mio ruolo in pochi istanti, bastava che aprissi bocca, non importa se per darla addosso ad un altro giocatore o per difendermi dalle accuse. In qualche modo, mi tradivo, manco ce l'avessi scritto in fronte, e mi facevano fuori.

Maledizione, non so barare: sono condannato a vivere nella legalita'...

sabato, marzo 06, 2010

Riflessioni alla macchinetta del caffe' (che non prendo mai)



Sono bravo, preparato, appassionato del mio lavoro. Ma non bado un gran che a forme e stile. Sgobbo, sudo, me la prendo, sclero, a volte non ci dormo neppure. Mi impegno, sicuro: ma non e' cosi' che faro' carriera!

Datemi uno, dieci, cento obiettivi e io li portero' avanti tutti, con diligenza, quale che sia la complessita' di ciascuno. Avercene persone affidabili come me... Peccato, pero', che non sappia vendere quello che faccio!

Riorganizzazioni, cambi di mansione e contesto: nulla mi scoraggia. Armato di metodo ed entusiasmo, affronto le nuove sfide a viso aperto. Spirito di adattamento e versatilita' non mancano: e' il carisma che difetta!

Quanto a competenze, be', modestia a parte, sono un pozzo di scienza: consulente e analista, architetto e progettsta. Ho fatto di tutto un po' e bene. Ma senza la vision, senza leadership a cosa posso ambire?

Ah, la vision, la leadership... Se fossi cosi' e cosa', forse allora...