mercoledì, gennaio 27, 2010

Paellazza paura

Oggi mi sono sorbito una presentazione davvero impegnativa: due ore di tecnicismi e sigle in buona parte oscuri, su un argomento che conoscevo a malapena. Prestare attenzione costa fatica, ma la fatica a volte viene ricompensata: oggi e' accaduto ed il premio e' stato un pranzo a base di paella valenciana offerto dal fornitore. Diciamolo: una "paellazza paura", date la proporzioni (nota: porzione x 4, ok?!), tra l'invidia dei colleghi che piu' sobriamente hanno optato per il risottino o la cotoletta alla milanese. Come sempre: chi non risica, non rosica! :-)

lunedì, gennaio 18, 2010

Saga dei mobili - l'ultimo colpo di scena?

Abbiamo finalmente scritto la parola "fine" alla lunga ed estenuante saga dei mobili. Sabato mattina ci e' stata consegnata la base sostitutiva dei pensili bassi (ricorderete che ne era arrivata una sberciata) e si e' verificato un ultimo colpo di scena: per via dell'ennesimo errore di consegna, e' venuto fuori che la base profonda 55 esiste come alternativa a quella profonda 40 e che non era il frutto della nostra immaginazione, come avrebbero voluto farcela passare! Ecco la prova che il famigerato negozio non solo gioca con le consegne dei suoi clienti ma fa pure carte false per nascondere i suoi errori.

Ci sono voluti 6 mesi per venirne a capo e un bel po' di arrabbiature. L'unica consolazione e' che almeno gli portiamo via quattro belle sedie nuove in pelle aggratis, acquistate con il buono "riparatore" elargito dalle alte sfere (appuntamento a meta' febbraio, ci saranno altre sorprese?). Be', non e' l'unica in effetti: ora che tutto e' al suo posto e che abbiamo appeso gli ultimi quadri alle pareti (con consulenza gentilmente offerta da Arthur), il salotto e' diventato un vero bijoux. Provare per credere! Tanto per riutilizzare lo slogan piu' famoso del famigerato negozio... :-)

Non vi resta che venirci a trovare! Vi aspettiamo...

domenica, gennaio 10, 2010

Alla (ri)scoperta di Piazza Duomo

L'uscita pubblica organizzata col gruppo del corso di fotografia e baciata da sole e cielo terso, dopo giormi di pioggia, e' stata una buona occasione per "riscoprire" Piazza Duomo. In realta', il ritrovo era in piazza Diaz, per cui il valzer degli scatti e' cominciato dalle bancarelle dei libri usati, dove i soggetti preferiti sono stati i volti assorti e le mani dei curiosi avventori, intenti a frugare tra i volumi esposti.

Una volta in Piazza Duomo, ognuno per suo conto, siamo andati alla ricerca delle immagini che meglio la raccontano. Un gioco molto divertente. Ho fotografato molti piccioni e bambini con sacchetti pieni di mangime, contenti di averceli tutti intorno e addosso, una coppia che parla al cellulare, dei nonni che regalano palloncini colorati ai due nipotini, frotte di turisti alle prese con le foto di rito, due coppie di sposini cinesi in posa davanti agli obiettivi, sbarcati da lussuose limousine e una folla di curiosi davanti all'installazione delle scale-pianoforte all'uscita della metropolitana.

Per fare delle belle fotografie ci vuole occhio critico, senso estetico, tanta, tantissima curiosita' e pure un pizzico di faccia tosta, specie quando non si dispone di un teleobiettivo. Con gli sposini cinesi, oggi, mi sono sentito fisicamente un reporter d'assalto... :-)

Pubblico uno degli scatti meglio riusciti. Accontentatevi di questo primo piano di piccioni, con le leggi della privacy, etc... non posso offrirvi molto di piu', alla faccia di quello che sostiene Zuckerberg.

lunedì, gennaio 04, 2010

Fotovoltaico - Caso di un impianto per edificio di un ente pubblico

Problema
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Il comune Blu ha deciso di realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto della scuola comunale, sfruttando gli incentivi del "Conto Energia" (che in effetti sono particolarmente ricchi, nel caso in cui sia un ente pubblico a farne richiesta). Cosa deve fare per implementare il progetto?

Soluzione
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Il progetto può essere suddiviso in tre fasi:

1. Fase preliminare. E' la fase istruttoria, durante la quale un tecnico incaricato dal comune dovra' individuare i requisiti tecnici ed economici relativi all’impianto fotovoltaico, eventualmente avvalendosi del supporto di un consulente di settore. Conseguentemente, il Comune dovra' reperire i fondi per il finanziamento del progetto;

2. Fase di gara. E' la fase durante la quale si realizza e si pubblica il bando di gara e al termine della quale si assegna la commessa alla società vincitrice;

3. Fase esecutiva. E' la fase durante la quale si realizza e si mette in esercizio l’impianto e si espletano le pratiche per richiedere l’incentivo statale in “Conto Energia”, secondo quando previsto dal DM 19/02/2007.

Vediamole da vicino.

FASE PRELIMINARE
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Il primo passo da compiere è quello di individuare i requisiti su cui costruire e avviare il progetto (caratteristiche dell’impianto e input progettuali). Tali requisiti concorrono a determinare il valore economico del progetto (preventivo di spesa / valore del bando) e, conseguentemente, l’ammontare delle risorse finanziarie da reperire (mutuo bancario, cash, etc…). Ecco, in sintesi, l’elenco delle informazioni preliminari necessarie per l’esecuzione della fase uno:

- Consumi di energia elettrica annui della scuola. L’impianto “ottimale” (che massimizza, cioè, il rendimento economico del progetto) è quello in cui la potenza associata (espressa in [kW]) consente una produzione di energia annua [kWh] pari al consumo di energia annua delle utenze pertinenti. Nel nostro caso, quindi, l’impianto da installare sul tetto della scuola dovrà produrre tanta energia quanta mediamente se ne consuma. Come si recupera il consumo medio annuo di energia elettrica della scuola? In prima approssimazione, è sufficiente recuperare le bollette elettriche dell’ultimo anno, ad esempio, il 2009 e sommare i consumi ivi riportati espressi in [kWh].

- Orientamento e caratteristiche del tetto. Come noto, l’impianto ottimale è rivolto verso SUD con i pannelli rivolti al sole e inclinati di 30° rispetto al suolo. Occorre quindi verificare se il tetto garantisce l'installazione dei moduli fotovoltaici in queste condizioni. Se il tetto della scuola ha una superficie piana, in linea generale, non dovrebbe essere problematico alloggiare l’impianto secondo le condizioni ottimali. In tutti gli altri casi, e' sempre consigliabile far fare un sopralluogo da un consulente del settore, armato di bussola e macchina fotografica. Gli aspetti su cui porre l'attenzione sono: la disponibilita' di una congrua metratura, la presenza di eventuali impedimenti come comignoli e canne fumarie, la presenza di ombreggiature da palazzi attigui e/o piante.

Sulla scorta di questi requisiti tecnici, tecnico e consulente potranno calcolare il valore dell’investimento, come stima budgetaria del costo dell’impianto.

A titolo puramente esemplificativo, riporto alcune casistiche riferibili ad un impianto “ottimale” :

Consumi medi annui [kWh]: 10,000
Potenza di picco [kW]: 10
Costo budgettario per l'impianto [€]: 50,000

FASE di GARA
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Qualche nota sul bando di gara, che è un documento di cui si deve far carico il Comune, sulla base delle sue esigenze specifiche. Il bando dovrà essere ben strutturato affinché descriva chiaramente:

- L’ente che emette il bando;
- L’oggetto della fornitura richiesta (i.e.: caratteristiche dell’impianto, dove deve essere realizzato);
- L’importo economico associato al bando (base d’asta / stima budgetaria);
- Regolamento per partecipare al bando (chi/come/quando/cosa fare) e termine di presentazione dell’offerta;
- Disciplinare di gara e criteri di aggiudicazione che si intendono seguire (es.: offerta economica più vantaggiosa);
- Termine di esecuzione dei lavori richiesto;
- Modalità di pagamento.

A titolo esemplificativo, segnalo che su Internet si trovano moltissimi bandi di gara per impianti fotovoltaici emessi da enti pubblici: dovrebbe quindi essere relativamente semplice costruirne uno ritagliato per le esigenze della scuola del comune Blu (o per qualunque altra situazione analoga). Sempre a titolo esemplificativo, segnalo alcuni link da consultare per farsi un’idea:

- http://www.unile.it/ateneo//news/dettaglio_comunicati.asp?giorni=0&ident=1330
- http://www.comune.gattinara.vc.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=183
- http://www.comune.manfredonia.fg.it/attivitaservizi/appalti/bandi/impfoto/ungarettibando.pdf

FASE ESECUTIVA
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Le fase esecutiva è a carico della società vincitrice del bando e comprende attività quali la realizzazione e messa in esercizio dell’impianto, la realizzazione di opere accessorie per la sicurezza e l’espletamento delle pratiche (con il GSE) per il riconoscimento degli incentivi. Le attività andranno completata secondo le tempistiche previste dal bando, pena l’applicazioni di penali definite nel bando stesso. Completato il progetto, la società potrebbe continuare ad erogare servizi di supporto post-vendita, anche questi da definirsi nel contesto del bando di gara.

Conclusione
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Una volta realizzato l'impianto incentivato con il “Conto Energia”, il Comune avra' due vantaggi tangibili e immediati:

- Risparmio delle spese per la bolletta energetica della scuola dal primo anno. Un impianto dimensionato in modo “ottimale” - laddove vi siano le condizioni per realizzarlo - di fatto azzera le spese dell’energia elettrica!
- Rendita finanziaria per il Comune, grazie agli incentivi del “Conto Energia”, che per gli enti pubblici sono maggiorati del 5%. Fin dai primi mesi dell’entrata in esercizio dell’impianto e per una durata di 20 anni, il Comune percepirà gli incentivi alla produzione di energia “pulita” definiti dal decreto ministeriale.

Ad esempio, nel caso di una scuola in un comune del Nord Italia, e' facile verificare che, sommando i due contributi, il rientro dell’investimento si attesta entro il 7° anno di esercizio dell’impianto. Per i successivi anni fino al 20°, per il Comune si profila una vera e propria rendita finanziaria. 

Senza dimenticare che un impianto fotovoltaico fa risparmiare all’ambiente molte tonnellate di CO2 (gas serra) nell’arco dei vent’anni. Con una potenza da 10 kW, piu' di 85!

Fotovoltaico - Caso di un impianto su capannone industriale


Problema
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L'imprenditore Bianchi abita in un paese del NORD ITALIA e vuole realizzare un impianto fotovoltaico connesso alla rete sul tetto del capannone aziendale. Nel corso dell'ultimo anno ha avuto una spesa di energia elettrica pari a 2,400 euro (equivalenti a circa 20,000 kWh consumati). Quanto spendera' per il suo impianto e in quanto tempo rientrera' dal suo investimento, con gli incentivi del "Conto Energia"?

Soluzione
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Riassumiamo anzitutto le ipotesi:

Consumi energetici = 20,000 kWh
Ore di sole "ottimali" per l'area geografica = 1,000
Costo dell'impianto = 5,000 €/kW
Incentivo del C.E. per il 2010 = 0,40 (€/kWh)

L’impianto “ottimale” (che massimizza, cioè, il rendimento economico del progetto) è quello in cui la potenza associata consente una produzione di energia annua esattamente pari al consumo di energia annuo dell'utente. Nel nostro caso, l’impianto da installare sul tetto dovrà produrre 20,000 kWh ed avere quindi una potenza di picco pari a 20 kW.

Il costo dell'impianto sara' quindi = 20 kW * 5,000 €/kW = 100,000 €

Per calcolare il tempo di rientro dell'investimento, bisogna calcolare quanti soldi, ogni anno, l'imprenditore Bianchi mette da parte grazie al suo impianto. Possiamo individuare tre contributi:

- Risparmio annuo sulla bolletta = 2,400 €
- Rendita annua da incentivi "Conto Energia = 20,000 kWh * 0,40 €/kWh = 8,000 € circa
- Ammortamento/deducibilita' fiscale annua impianto (amm. in 12 anni) = 3,100 € circa

In totale, la rendita complessiva annua dell'imprenditore Bianchi e' = 2,400 + 8,000 + 3,100= 13,500 €/anno, il che farebbe supporre che il tempo  di rientro dell'investimento sia pari a:

100.000€ / 13,500 €/anno = 7,5 anni

Nota. I primi due contributi non sono costanti. Il risparmio in bolletta tende a crescere proporzionalmente all'inflazione del costo del kWh energetico. Anche la rendita da incentivi non produce un'entrata costante, perche' bisogna tenere conto della caduta di prestazioni dell'impianto, che tendera' a produrre negli anni sempre meno kWh.

Facendo alcune simulazioni con un foglio di calcolo, si vede che i due effetti tra loro grosso modo si compensano, anche se - stando ai dati di targa degli impianti fotovoltaici e alle serie storiche di costo del kWh - si potrebbe anche ipotizzare che il contributo del risparmio in bolletta sopravanzi la diminuzione da caduta di prestazioni dei pannelli fotovoltaici. In questo secondo scenario, le entrate complessive annue del Signor Verdi, complessivamente, aumenterebbero nel tempo.

Tenuto conto di tutto questo e introducendo nel modello anche la resa finanziaria dei soldi che il Signor Verdi mano a mano guadagna con il Conto Energia e reinveste, si ottiene che:

Tempo di rientro dell'investimento = 7 anni circa
(caduta prestazioni = -2%/anno, inflazione kWh = +2%/anno, rendita finanziaria = +2%/anno)

Interessante notare che nei restanti 13 anni di Conto Energia successivi al momento di rientro dell'investimento, l'imprenditore Bianchi continuera' ad accumulare rendite da risparmio in bolletta e da  incentivi fino ad un totale su ventanni di quasi 260,000 euro. Non male, a fronte di una spesa iniziale di 100,000 euro! 

Ma il risultato piu' importante  e' che nei vent'anni l'imprenditore Bianchi avra' inoltre evitato l'emissione in atmosfera di piu' 'di 170 tonnellate di CO2. Un bel guadagno per tutta la collettivita'! 

Fotovoltaico - Caso di un impianto residenziale

Problema
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Il signor Verdi abita in un paese del NORD ITALIA e vuole realizzare un impianto fotovoltaico connesso alla rete sul tetto (a falde, di cui una, ampia, rivolta a SUD) di casa sua. Nel corso dell'ultimo anno ha avuto una spesa di energia elettrica pari a 600 euro (equivalenti a circa 3,000 kWh di consumo). Quanto spendera' per il suo impianto e in quanto tempo rientrera' dal suo investimento, con gli incentivi del "Conto Energia"?

Soluzione
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Riassumiamo anzitutto le ipotesi:

Consumi energetici = 3,000 kWh
Ore di sole "ottimali" per l'area geografica = 1,000
Costo medio dell'impianto = 5,000 €/kW
Incentivo del C.E. per il 2010 = 0,42 (€/kWh)
Durata degli incentivi = 20 anni

L’impianto “ottimale” (che massimizza, cioè, il rendimento economico del progetto) è quello in cui la potenza associata consente una produzione di energia annua esattamente pari al consumo di energia annuo dell'utente. Nel nostro caso, l’impianto da installare sul tetto dovrà produrre 3,000 kWh ed avere quindi una potenza di picco pari a 3 kW.

Il costo dell'impianto sara' quindi pari a 3 kW * 5,000 €/kW = 15,000 €

Per calcolare il tempo di rientro dell'investimento, bisogna calcolare quanti soldi, ogni anno, il Signor Verdi accumula grazia al suo impianto. Possiamo individuare due contributi:

- Risparmio da azzeramento spese di bolletta = 600 €
- Rendita da incentivi "Conto Energia = 3,000 kWh * 0,42 €/kWh = 1,250 € circa

In totale, la rendita complessiva annua del Signor Verdi e' = 600 + 1,250 = 1,850 €/anno circa, il che farebbe supporre che il tempo di rientro dell'investimento sia pari a:

 15,000 € / 1850 €/anno = 8 anni circa.

Bisogna pero' considerare che i due contributi non sono costanti. Il risparmio in bolletta tende a crescere proporzionalmente all'inflazione del costo del kWh energetico. Anche la rendita da incentivi non produce un'entrata costante, perche' bisogna tenere conto della caduta di prestazioni dell'impianto, che tendera' a produrre negli anni sempre meno kWh.

Facendo alcune simulazioni con un foglio di calcolo, si vede che i due effetti tra loro grosso modo si compensano, anche se - stando ai dati di targa degli impianti fotovoltaici e alle serie storiche di costo del kWh - si potrebbe anche ipotizzare che il contributo del risparmio in bolletta sopravanzi la diminuzione da caduta di prestazioni dei pannelli fotovoltaici. In questo secondo scenario, le entrate complessive annue del Signor Verdi, complessivamente, aumenterebbero nel tempo.

Tenuto conto di tutto questo e introducendo nel modello anche la resa finanziaria dei soldi che il Signor Verdi mano a mano guadagna con il Conto Energia e reinveste, si ottiene che:

Tempo di rientro dell'investimento = 7 anni circa
(caduta prestazioni = -2%/anno, inflazione kWh = +2%/anno, rendita finanziaria = +2%/anno)

Interessante notare che nei restanti 13 anni di Conto Energia successivi al momento di rientro dell'investimento, il Signor Verdi continuera' ad accumulare rendite da risparmio in bolletta e da  incentivi fino ad un totale su ventanni di quasi 37,000 euro. Non male, a fronte di una spesa iniziale di 15,000 euro! 

Ma il risultato piu' importante  e' che nei vent'anni il signor Verdi avra' inoltre evitato l'emissione in atmosfera di piu' 'di 25 tonnellate di CO2. Un bel guadagno per tutta la collettivita'!

Fotovoltaico, un'occasione da non perdere!

Il 2010 sara' un anno molto interessante dal punto di vista di chi vorra' investire in impianti fotovoltaici. Gli incentivi statali in "Conto Energia" proseguono con lo stesso schema di cui abbiamo parlato (tot energia prodotta, tot resa economica) con tariffe pressoche' immutate (solo il 2% in meno di differenza rispetto allo scorso anno); la novita' e' che l'esplosione del fotovoltaico in Italia e nel mondo ha prodotto benefici effetti sui prezzi degli impianti, che in un anno sono scesi uniformemente sul mercato di almeno un 30%.
Se l'anno scorso, con convinzione, sostenevo che c'erano tutti i presupposti per fare buoni affari (del resto i numeri che ha fatto il mercato lo dimostrano, a Dicembre e' stato sfondato il muro dei 700 MW installati), adesso le condizioni sono eccezionalmente invitanti. Lo sono a tal punto da indurre il Ministero a promettere per il 2011 un intervento sostanziale sulle tariffe: si cambia musica! Chi arriva dopo il 2010 trovera', quindi, un nuovo regime, con incentivi sensibilmente piu' bassi, in accordo alla sempre piu' vicina condizione di grid parity.

Chi puo' investa e approfitti della congiuntura.

Di seguito, tre esempi che possono tornare utili a fare due conti. Per farla semplice, mi sono messo sempre nel caso di un impianto nel Nord Italia e ho utilizzato numeri semplici:
  • il fattore moltiplicativo "1000" (=ore di sole equivalenti "ottimali") e' un po' troppo prudente, piu realisticamente si dovrebbe utilizzare un fattore "1100". Al Sud si arriva tranquillamente ad un fattore "1500" ed e' proprio nel Sud Italia - si capisce bene - che si possono fare gli investimenti piu' proficui. 
  • il prezzo degli impianti pari a "5,000 €/kW" e', come detto un numero semplice e che deve essere preso come valore puramente indicativo. La mia esperienza, tuttavia, dice che si tratta di un valore realistico. In giro, in alcuni casi, si trovano prezzi anche piu' bassi, ma in molti casi sono sostanzialmente piu' alti.
Buona lettura!