martedì, agosto 25, 2009

Per fare soldi? Basta la prima elementare

Mezz’ora di lavoro, 100 euro. Questo il costo di un semplice intervento eseguito dall'idraulico sotto casa (nella jpg qui di fianco ho sbianchettato riferimenti per questioni di decenza), per un buco nel cassonetto della tapparella della cucina piu’ inserimento della griglia di aerazione. Un lavoretto davvero banale, a fronte del quale ho finalmente ottenuto l'ultimo certificato di conformita’ di impianto a regola d'arte che ci mancava: in questo caso, quello per il boiler a gas.

Studiare? Ma a che serve, vien da chiedersi, quando ci si puo' permettere tre grossolani errori ortografici su sette parole (le uniche sette scritte di pugno, il resto e' un modulo prestampato: "creazione foro ariazione alto sul cssetto taparella", sic!), portando comunque a casa tutti quei soldini ???

lunedì, agosto 17, 2009

Ferragosto in convento

Avro' fatto una trentina di telefonate a vuoto, prima di trovare una stanza libera. Ed e' andata ancora bene, considerando che si trattata di prenotare un weekend di ferragosto in Versilia (nella foto, file di ombrelloni a Marina di Massa, sullo sfondo, il porto di Carrara e Monte Marcello) e che stavo chiamando alle 22:30 del venerdi'. Avrei dovuto pensarci per tempo, fare programmi e non ridurmi - letteralmente! - all'ultimo minuto, chiaro. Se solo mi venisse naturale! Mi spiace, purtroppo non lo so fare. Fortuna che da questo punto di vista, con Manu, ci siamo trovati, e che esistono ancora pazzi squinternati come l'amica Vola capaci di preparare una valigia e seguirti prontamente con entusiasmo, pure se la avverti alle undici di sera.

Ah! Mare, finalmente... Ci voleva, gia' gia'! Molto bene. Soprattutto se penso al fatto che se non fossimo partiti avremmo passato ore in coda davanti a Brera... E poi, che gran cena di mezz'agosto! Lo chef Pippo-Pinchiorri ci ha sorpreso tutti con un delizioso menu di pesce (pasta pomodorini, polpa di granchio e gamberi, polpo in umido con patate) e un dessert finale da leccarsi le dita. Ma quant'era buona quella torta al cioccolato??? Insomma, una ghiotta occasione per salutare l'allegra compagnia degli storici amici dell'Asciutti: Cinzia-Herculina con l'amica glamour Manuela, Matteo-4C, Penelope-Romilde ed Apple-Rovescino-Raffa. Rovescino, per via del calice prontamente rabbocato a tutti, specialmente a Teresino-Gianluca, l'estroso autore dei vari soprannomi.

Unica nota dolente, il coprifuoco a mezzanotte, inflessibilmente imposto da Casa-F.a.c.i., la pensione gestita da Suore del Sacro Cuore in cui siamo stati ospitati. Con un'organizzazione last-minute di questo tipo, del resto, un qualche scotto dovevamo pur pagarlo. Ferragosto in convento, dunque? Quasi. Rendiamo comunque merito alla direttrice della Casa della infinita gentilezza e della generosa ospitalita': in fin dei conti, ha o non ha chiuso un occhio sul promiscuo concubinato che si e' venuto a determinare nella cell... ehm... stanza 120?!? :-)

Mare, mare... Arrivederci tra 15 giorni???

venerdì, agosto 14, 2009

14 Agosto, ore 10: calma piatta

Fosse sempre cosi'... Ci sarebbe da spararsi! :-) Pero', per un giorno soltanto, l'ufficio-fantasma non e' niente male: aria condizionata a palla, connessione super-veloce, macchinetta del caffe' zero-attesa (io poi che il caffe' manco lo bevo!) e tanta, tanta pace. Diciamo che me la sto proprio godendo: stamattina avrei potuto persino parcheggiare di traverso in un'area a lisca con due ruote sul marciapiede, che nessuno avrebbe protestato. Persino i ghisa sono in ferie.

Spero solo che tutta questo mortorio non mi distragga dall'unica cosa realmente importante di questo periodo: pianificare il viaggio in Grecia e Turchia. Con due guide LonelyPlanet alla mano ce la dovrei fare, anche siamo a ferragosto e tutto l'ufficio, i custodi, le guardia, le sciure del BuonAppe e quelle delle pulizie, insomma tutta Milano e' in spiaggia, con le chiappe al sole...

Grrrrr... Che rabbia!!!

mercoledì, agosto 12, 2009

Il mese del Cavallo

No, non vi sto per dare l'oroscopo del mese secondo la tradizione cinese. La ragione di questo titolo risiede semplicemente nel fatto che negli ultimi due articoli ho citato il nobile quadrupede e con questo saliamo a quota tre. E ora passiamo ai fatti. Ieri al termine del nostro giro in bicicletta per Milano (quello con visita del Parco delle Cave, per intenderci) abbiamo ammirato l'imponente statua bronzea equestre nota come Cavallo di Leonardo. Un'opera realizzata nel 1999 sulla base dei disegni del grande maestro fiorentino e regalata alla citta' dal magnate americano Meijer (che se ne fece fare una copia per un suo parco nel Michigan).

Che meraviglia!

Piccola nota a proposito della collocazione: nulla di originale, del resto, a giudicare dai tanti articoli che si trovano in rete sul tema "trasloco". Ogni tanto, qualche turista si avventura da quelle parti e scatta fugacemente una fotografia, magari pure attraverso le sbarre del cancello (nota: in ogni caso, anche trovando l'ippodromo aperto, non si puo' girare del tutto liberamente attorno alla statua). Viene proprio da chiedersi se quella e' la collocazione giusta o se questo imponente monumento, concepito dal genio vinciano cinque secoli orsono, meriti uno spazio espositivo piu' felice e alla portata di tutti, in grado di metterlo piu' in risalto.

Noi propendiamo per quest'ultima idea: vai Alvaro, pensaci tu! Anche in Piazza De Angeli lo vediamo molto bene... :-)

Central Park, Milano!

Il titolo alternativo per questo post poteva essere: "Milano... embe'?" (visto che foto??? Le foglie a destra ce le ho messe io per simmetria:-)). Ehi, lo so bene che i palazzoni di Baggio-Bronx (il quartiere del famoso adagio: va menga a Bagg se te ghè no curagg) non ricordano neppure da lontano la maestosita' dei grattacieli di Manhattan e che il paragone scricchiola se consideriamo la "classe", la storia e l'estensione dell'area (anche se a livello di ettari, stiamo comunque parlando di una superficie equivalente a quella di Hyde Park, mica bau), tuttavia il Parco delle Cave e' li' per tutti quelli che vogliono lasciarsi sorprendere dalla sua bellezza e dalla pace che vi regna. Un'oasi di pace da far visitare a tutti quelli che pensano che Milano sia una colata di cemento unica, dove regnano solo le automobili e il monossido di carbonio.

E invece... guarda un po' che sorpresa! Quattro deliziosi laghetti, paradiso dei pescatori, attorno ai quali sono state create piste ciclabili, sentieri vita e aree ricreative. Ovunque, rigoglie una ricca vegetazione, che e' habitat privilegiato per decine di specie diverse di uccelli, anfibi e rettili. Io ho visto anche galline, caprette e cavalli,  che probabilmente pero' appartengano ad un clan nomadi insediati nella zona nord, semi-abbandonata del parco. Vi raccomando di non perdere l'occasione per una visita cultural-pop alla zona dei campi di bocce: un luogo animato da decine di pensionati, dove si puo' ancora ascoltare il vero dialetto milanese e oziare al ritmo lento delle loro interminabili sfide.

Consigliato per gli amanti della bicicletta con moglie-mozzarella a seguito! :-) PS: per chi vuole approfondire il tema delle passeggiate nel verde di Milano, puo' dare un occhio qui.

lunedì, agosto 03, 2009

Una testa di cavallo sotto le lenzuola

Vabbe', direte che il titolo e' troppo forte, rispetto a quello che vi sto per raccontare: d'accordo, si tratta piu' che altro di un espediente per attirare la vostra attenzione. Ma attenzione perche' questa e' una storia vera: mica trucchi e mezzucci cinematografici come quelli che avete visto ne Il Padrino.

Domenica, tardo pomeriggio. Siamo a Bergamo nella nostra vecchia casetta. Stiamo pulendo, rassettando e facendo un po' di ordine, ora che il trasloco e' praticamente finito. Io sto trafficando in cucina, con la luce elettrica accessa e le tapparelle abbassate.

Mi viene in mente di recuperare la scopa, devo uscire fuori e recuperarla sul balconcino. Alzo la serranda, apro la finestra, sguardo distratto a terra: tempo di mettere a fuoco una macchia scura e sobbalzo all'indietro, gettando un urlo di terrore.

Un brivido improvviso mi percuote la schiena, alla vista di una testa di piccione, riversa su un fianco, al centro di una pozza di sangue bruno, secco e appiccicoso e separata di almeno un paio di centrimetri dal resto della pennuta carcassa. Una testa di piccione decapitata dalla serranda-ghigliottina della nostra cucina, che deve essere calata tanto repentinamente, da non dare a nessuno di noi - volatile compreso - ne' tempo ne' modo di accorgercene. Sembra incredibile, eppure non puo' che essersi trattato di una tragica fatalita', mi dico... No?

Sono ancora sotto choc. Naturalmente il lavoro sporco dello smaltimento delle parti del de cuius e' toccato alla veterinaria... :-)