martedì, luglio 28, 2009

Estate in citta'

Quest'estate rimaniamo in citta'. Poco male, dico io: la prigione non e' poi cosi' male quando te la puoi godere da solo (perche' tutti gli altri sono evasi). Se questo e' vero per una realta' piccola come Bergamo, figuriamoci per Milano, la metropoli, solitamente caotica, frenetica, rumorosa e pure puzzolente. Per carita', non che a Luglio ed Agosto si trasformi in un eden vergine e profumato, tuttavia c'e' indubbiamente piu' calma, il cielo, anche qui, e' finalmente blu, l'aria e' tersa, e si puo' persino camminare in bicicletta senza rischiare chissa' che, tanto e' ridotto il traffico delle automobili.

Non parliamo del weekend. Il sabato e' una giornata rilassante, puoi pensare alla faccende domestiche in tutta tranquillita', nessuno ti disturbera': quei pochi vicini di casa rimasti sono tutti al centro commerciale. Ma la domenica... che pace! Non si vede un'anima in giro, non si ode un motore, tutto e' fermo, immobile, come imperturbabile. Mentre ti godi il fresco sul balcone, con un buon libro per le mani, senti finalmente l'alito della natura attorno a te e in quell'attimo ti illudi che quelle pace possa durare fino all'infinito.

Hai fatto male i conti! Non hai calcolato il tubo dell'acqua che passa in mezzo alla strada, che ha deciso di esplodere proprio in una domenica di luglio. Hai voglia a chiamare il "pronto" intervento: la civilta' e' lontana, al mare. Non ti resta che goderti l'inconsueto spettacolo e ringraziare che la macchina era parcheggiata un metro piu' avanti... :-)

lunedì, luglio 20, 2009

The Cicianebbia's

Abbiamo traslocato, ormai lo sapete tutti: abbiamo lasciato Bergamo per mettere - Manu dice temporaneamente, io temo definitivamente - radici a Milano, la grande metropoli. Il lavoro ci chiama qui, che piaccia o no, e non si poteva certo pensare di pendolare avanti e indietro tutti e due fino alla pensione. Tutt'altro! Dopo neppure un mese di sperimentazione, ne avevamo fin sopra i capelli di quella vita-non-vita e ci eravamo gia' decisi a fare il grande passo.

Ci abbiamo messo cinque giorni a trovare casa: roba da non crederci, che fa tanto piu' effetto quanto piu' si considera che erano anni che giravamo (invano) per Bergamo nella speranza di comprare qualcosa nella nostra citta'. Decine di appuntamenti, visite presso cantieri o appartamenti gia' abitati, studi di fattibilita' e persino due proposte ufficiali di acquisto. La terza (che, col senno del poi, sarebbe pure andata in porto) c'e' sfumata per questione di ore. In effetti, fatto salvo che avevamo una certa fretta di concludere, si e' trattato del classico colpo di fortuna. Nel nostro caso, per essere concreti, la fortuna e' stata quella di avere una collega, milanese "d.o.c." e profonda conoscitrice della sua citta', affidabile, aggiornata, esperta di mercato immobiliare, che ci ha dato una dritta favolosa. Praticamente, come muoversi quasi ad occhi chiusi nel traffico grazie ad un potentissimo navigatore satellitare.

Ormai sono passati poco piu' di due mesi dal rogito (il giorno piu' "leggero" della mia vita) e dal momento in cui siamo entrati in casa. Viviamo ancora piu' o meno accampati tra gli scatoloni sparsi un po' ovunque, nell'eterna attesa che ci vengano a montare i mobili e che si possa finalmente fare un po' di ordine. Ma a parte questo, stiamo bene. Molto bene. Neanche mi pare neanche vero, la mattina, di rotolarmi nel letto per un'intera mezz'ora, dopo il suono della sveglia... io, che ero abituato alle levatacce ON-OFF, schiavo dell'orario dei treni ("quando un minuto fa la differenza"). E che dire del pomeriggio e della sera? Ho scoperto ore della giornata di cui non conoscevo l'esistenza, imbarazzato due volte dal fatto di non sapere (ehi! in un primo momento) cosa farne. L'unica cosa che ancora ci affligge e' la questione del trasloco, che abbiamo affrontato da soli, senza l'aiuto di agenzie specializzate: una saga infinita! Ah, dimenticavo le zanzare, ma per quelle ci siamo attrezzati con il gadget dell'estate: la racchetta elettrica! :-)

E il Comitato? Gli amici pendolari? Quelli mi mancano, non c'e' dubbio. La vita da pendolare non e' cosi' brutta come la si dipinge. Anzi. Ci sono molti disagi, certamente, ma il treno e' anzitutto un luogo di incontro, di relazione e, paradossalmente, grazie al treno si vive intensamente la propria citta', che per una ragione o per l'altra si ritrova piu' o meno direttamente al centro delle discussioni (vuoi che si parli di trasporti, di sport, tempo libero, politica, etc...). Per me, comunque sia, e' stato cosi'. Chissa' come se la passano, senza di me, i compagni al duolo del suburbano S9... Osvaldo, Nicola, Stefano, Simone, Vito... Se mi state leggendo, un caro saluto, ragazzi!

Nuova vita, nuovo Blog. Come avrete notato, ho voluto celebrare il trasloco, cambiando nome e look alla mia creatura. Naturalmente, sento la necessita' di spiegare questo "Cicianebbia", che potrebbe lasciare perplessi i non-padani. Si tratta di un termine dialettale bergamasco, con cui vengono indicati, in modo spregiativo, i milanesi, quali abitanti per eccellenza della nebbiosa pianura padana (letteralmente, cicia-nebbia = "succhia-nebbia"). Detto che sono tutti luoghi comuni e che a Milano, in tanti anni che la frequento, non ho mai visto nebbia, o per lo meno non in citta', questo e' l'appellativo che ci hanno affettuosamente rifilato i parenti orobici. Ciapa li'...

Vabbe', ora vi saluto. Spero di vedervi tutti presto per l'housewaming party...

sabato, luglio 18, 2009

Io, pigrizia

Che siete venuti a fare su questo blog? Ormai qui non c'e' piu' nessuno, da tempo. Vero! Ne è passato così tanto (ultimo post il 5 Maggio, ei fu e poi ciaogiugno) che forse dovrei mettere un bel cartello con su scritto "chiuso, scusate se insisto", ma ancora non me la sento e poi non si sa mai.

Stamattina, tuttavia, ho fatto un giro sul blog del Dooca e ho trovato un post dedicato alla pigrizia che è riuscito sorprendentemente a motivarmi (Dooca, se non ci fossi tu, questo blog non sarebbe neppure mai nato!) e così eccomi qua a buttar giù due righe e a scuotere un po' di polvere dalla home page. Una controllatina alla creatura, per vedere (stavo per scrivere "verificare", Dio me ne scampi!) come vanno le cose. Mi sembra che sia tutto come l'ho lasciato: bello in ordine, essenziale, come piace a me.

E sì che di cose da raccontare ce ne sarebbero tante, ma come si fa a metterle tutte in fila una dietro l'altra? Il lettore non capirebbe e poi sto aspettando l'arrivo del divano a casa di mia suocera, che è in montagna (ebbene si, sto scroccando la connessione visto che a nella casa nuova non ce l'ho ancora) e non c'è tempo. Meglio non avventurarsi in spunti troppo creativi.

Anzi, sapete che vi dico? Per oggi basta così. Un passettino alla volta e tornerò quello di prima.