mercoledì, maggio 27, 2009

Poetto... al volo (andata e ritorno)

Una gita al mare o in una citta' d'arte da fare in giornata con l'aereo e spendendo meno di dieci euro? Con Ryanair, si puo' fare. Esistono alcune localita' raggiungibili in un'oretta di volo e considerato il fatto che gli orari di partenza e arrivo sono piazzati rispettivamente molto presto la mattina e molto tardi la sera, ne derivano combinazioni molto interessanti e ampiamente sfruttabili. Qualche esempio? Barcellona, Roma, Trapani, Cagliari.

Prendiamo il caso di Cagliari: si decolla alle 07:00 di mattina e si riparte dall'aereoporto isolano alle 22:00, calcolate quindi di avere nove-dieci ore di mare piene, dal momento che le belle spiagge cittadine sono al massimo ad un'ora di strada, se ci si muove coi mezzi pubblici (per la verita', non molto veloci). Noi, alle prime armi con biglietti e orientamento ci abbiamo messo un po' di piu', ma alle 09:30 eravamo al Poetto, felici e beati, con una brioches e cappuccino davanti. Noi chi? Un manipolo di allegri avventurieri del martedi': con me, Manu, Vale e Livio. E Claudio col pensiero: per poco non riuscivamo ad incastrare anche lui.

Giornata fantastica, sole, bagni a volonta' in un mare cristallino, beach volley (dovevate vedermi al chek-in con il sacchetto di plastica contenente pallone e ciabatte!), piada al bar, chiacchiere a volonta', foto-ricordo, doccetta in spiaggia, cena veloce in una pizzeria, dopo una passeggiata per le vie del centro. Oh, non pensiate che fossimo gli unici ad aver fatto questa belle pensata: il volo era pieno di sciure e comitive di amici scafatissimi, alla seconda o terza esperienza su Cagliari (gente che si affittava la macchina per puntare a Selargius) e con un fitto calendario di voli gia' prenotati per altre destinazioni affini. Al confronto, c'era di che sentirsi pivelli.

Tutto quello che sappiamo e che con umilta' ho cercato di trasmettervi, lo dobbiamo ad un uomo che della gita con volo a/r in giornata ha fatto un'arte: il mio amico e compagno di disavventure di treni Osvaldo. Un vero pozzo di scienza, un maestro del viaggio low-cost, di cui ci sentiamo - indegnamente - discepoli. Simpatico aneddoto: galvanizzato dalle precise dissertazioni di Osvaldo, Simone (altro compagno della linea S9) si e' spinto a teorizzare la settimana di vacanza in Sardegna con pernottamento a Bergamo. Pura speculazione o idea di business?

Oh, a proposito! Le tre regole d'oro per volare con meno di dieci euro sono: pagare con una carta electron VISA (una Postepay, ad esempio), scegliere la modalita' check-in online (che presto diventera' l'unica modalita' disponibile) e portarsi dietro solo il bagaglio a mano, del resto, per una gita di un giorno, a che vi puo' servire un bagaglio supplementare stivato?

Tenetevi pronti, ad aprile/maggio prossimi si bissa e si va alla scoperta di Trapani!!!

martedì, maggio 05, 2009

Storie di periferia

Pensate che l'immigrazione sia divenuto un problema grave per le vostre citta'? Be', leggete questo articolo che parla di quello che sta succedendo a Malmö, nell'avanzata, civilissima e social-democratica Svezia, con vaste aree completamente fuori controllo e abbandonate persino dai vigili del fuoco e picchi di disoccupazione all'86% della popolazione. Insomma, banlieue infuocate (in tutti i sensi) in versione scandinava.

In Italia, checche' se ne dica, l'immigrazione non ha (ancora) raggiunto livelli tali da generare fenonimi di ghettizzazione estrema di questo tipo: anche su questo piano, siamo evidentemente un paese arretrato, vecchio, lento, ma una volta tanto dobbiamo rallegrarcene.

Tuttavia, anche da noi, esistono realta' paragonabili a quelle di Malmö: penso ad esempio a Scampia. Ah, per inciso, spero che tutti abbiate letto Gomorra di Saviano o per lo meno visto il film di Garrone: ogni italiano che vuole capire qualcosa del paese in cui vive dovrebbe farlo. Ma penso anche alla citta' in cui lavoro, al quartiere che si estende a pochi passi dal mio ufficio, appena voltato l'angolo. E' di oggi la notizia che per arginare il problema degli abusivi nelle case popolari di via Lope de Vega, gli inquilini hanno pensato bene di introdurre il badge. Chi non ce l'ha non entra nel condominio, chi ce l'ha vive da asseragliato, in assetto da guerra.

Che tristezza. Un (altro) quartiere di Milano malato quanto il naviglio che lo taglia da cima a fondo: ricordate gli scatti pubblicati pochi giorni fa, con spazzatura e ferraglia in bella vista?