giovedì, novembre 27, 2008

A me? Mi riscatta papa'!

Quando iniziai a lavorare, otto anni fa, una delle prime cose che mi premurai di fare fu di informarmi a proposito del riscatto della laurea. Tralasciando di dire che fui spinto in questo da insistenti raccomandazioni da parte dei miei, lavoratori e oggi neo-pensionati di un'Italia del lavoro che purtroppo o per fortuna non esiste piu', a chi non fa piacere la prospettiva di poter andare in pensione con 5 anni di anticipo? Feci domanda per il preventivo. Quando nei primi del 2001 l'INPS mi comunico' che l'importo dovuto era di 33,600 € da versare in unica soluzione, oppure in 60 rate mensili da 600 € l'una (7,200 €/anno), rimasi come interdetto e poi finii col dirmi: be' in fondo, il mio lavoro mi piace, lavorero' 5 anni di piu'.

All'epoca dei fatti, ero alla mia prima occupazione milanese e guadagnavo 1,200 € al mese (nota: un ottimo stipendio, per altro, per quei tempi e per il fatto che non avevo alcuna esperienza... pochi mesi piu' in la' e avrei trovato un mercato completamente diverso, investito dalla crisi ). Da parte, avevo qualcosina, ma non potevo certo permettermi una spesa del genere. Specie con la prospettiva di dovermi indebitare per comprarmi un'automobile e poi una casa. Semplicemente impossibile.

Avrete letto anche voi, oggi, la sorprendete notizia del boom di rischieste di riscatto nel 2008 (+250% rispetto al 2007). Come si spiega? Semplice, da quest'anno le regole sono cambiate. La domanda puo' essere inoltrata anche da quanti non hanno ancora un lavoro: basta versare 380 €/mese per 10 anni o 13,800 € in unica soluzione. Non voglio con questo dire che sono pochi, ma non sono neppure i soldi che mi chiedevano nel 2001. Ma scommetto che la vera ragione del "successo" della riforma, per cosi' dire, e' legata ad un altro fattore di novita': da quest'anno, paga papa'! Gia', il neolaureato non in possesso di un contratto di lavoro puo' chiedere ai genitori di pagargli il riscatto (che tra l'altro possono detrarre il 19% di quanto versato). Ci sono altre ragioni tecniche, ma quella del papa' generoso e' roba forte.

E ora, che ne dite di tutta questa storia? Io dico che e' una bella ingiustizia fatta nei confronti di chi e' entrato nel mondo del lavoro prima del 2008. E dico anche che e' una riforma che favorisce la classe dei piu' abbienti. Quelli col paparino che non ha nessun problema a regalare un bell'assegno da 13,800 € il giorno della laurea (che poi sono meno, visti i vantaggi fiscali). Per tutti gli altri, 5 anni di lavoro in piu'.

Alla faccia dell'articolo 3 della nostra costituzione.

sabato, novembre 22, 2008

Chi possiede Facebook?

Cari posteri, sappiate che alla fine dell'anno di grazia 2008, tutti - giovani e meno giovani - si erano iscritti su Facebook, il social media piu' fico del momento. Se non eri li' non eri nessuno: meglio un account su Facebook, che una carta d'identita' o una patente di buon cittadino rilasciata da qualsivoglia autorita' di questo pianeta. Solo pochi saggi filosofi avevano il coraggio di ribaltare la domanda e chiedersi: ma chi sei tu, Facebook? Chi tira veramente i fili della creatura nata del genio precoce dello studentello Mark Zuckerberg? Tra questi, Tom Hodgkinson, scrittore britannico, che scrisse questo articolo sul The Guardian:

http://www.guardian.co.uk/technology/2008/jan/14/facebook (clicca qui per una traduzione in italiano)

...prima di finire i suoi giorni internato in manicomio...

Vabbe' dai, scherzi a parte, l'articolo intitolato "With friends like these..." (con amici come questi) mi ha fatto una certa impressione. A quanto si legge, dietro Facebook ci sono scaltri ed avidi capitalisti della Silicon Valley come Peter Thiel, co-fondatore e a.d. di PayPal (mai fatto acquisti su eBay?), Jim Breyer e Greylovk (navigati squali della finanza, della cricca di quelli che col tempo hanno fatto affari persino con la CIA) e Microsoft (ebbene si', c'e' anche lei). Ultimamente, nel capitale e' entrato anche Lee Ka-Shing, l'uomo piu' ricco di tutta l'Asia, uomo dagli interessi sterminati (porti, edilizia, telefonia, etc...). Gente che sta gia' facendo un sacco di soldi grazie ad accordi commerciali con CocaCola, Blockbuster, Verizon, SonyPictures, Conde' Nast. Mentre Facebook e' valutato ormai attorno ai 15 miliardi di dollari...

Leggete e meditate. E pensateci, ogni volta che postate su Facebook con gran cura e dovizia di particolari i vostri dati personali (compresi i video e le foto del vostro matrimonio).

sabato, novembre 01, 2008

Orario 2009: ennesimo schiaffo ai pendolari


Cinque anni di paziente attesa, prima che i lavori del raddoppio della tratta tra Bergamo e Treviglio prima [costo = 100 milioni di euro circa] e il quadruplicamento delle linee tra Treviglio e Pioltello [costo = 550 milioni di euro circa] fossero completati. Cinque anni di proclami gloriosi dati in pasto alla stampa, in cui abbiamo sentito promettere davvero di tutto: dall'aumento-raddoppio dei treni giornalieri sulla nostra tratta (da 45 t/g a 80-90 r/g) alla drastica riduzione del tempo di percorrenza (a.d. Moretti, 2005: "30 minuti per i diretti BG-MI" praticamente un quasi-dimezzamento). Cinque lunghi anni per arrivare a questo fatidico 23 Ottobre 2008, giorno della presentazione del nuovo orario 2009, che avrebbe dovuto segnare finalmente la svolta per la qualita' dei servizi di trasporto su ferro offerti al bacino bergamasco e che invece ha portato con se' una cocente, cocentissima delusione.

Se pensate che stia esagerando, guardare voi stessi l'impianto del nuovo orario e ditemi se questa e' o non e' la piu' grossa presa in giro che si sia vista a memoria di pendolare. In nome dei principi del cadenzamento, della semplicita' e standardizzazione degli orari, nonche' dell'integrazione dei servizi sui "nodi" di interscambio, la Bergamo-Milano e' stata (definitivamente, possiamo dire) trasformata in una linea comprensoriale/suburbana, con la soppressione di molti dei treni che prima erano pseudo-"diretti". Una linea lenta, quindi, sulla quale dal 2009 in avanti, si viaggera' per lo piu' a 60 km/h e in molti casi anche meno. Naturalmente, nessuna compensazione sostanziale in termini di quantita' di relazioni giornaliere da/per Milano, tant'e' che l'offerta di treni negli orari di punta e' rimasta del tutto invariata.

Ma le note dolenti, a ben vedere, non si limitano alle sole questioni dei tempi di percorrenza e del numero di relazioni (che, bene o male, ci erano gia' state ventilate):
  • Spariscono i proseguimenti per chi arriva a Bergamo da Brescia / o per chi da Bergamo deve andare verso Brescia;
  • I riscontri con i suburbani S5 a Pioltello e S9 a Lambrate sono stati lasciati completamente al caso e, di conseguenza, spesso risultano inutilizzabili;
  • Buchi di orario anche di 46 minuti (!) negli orari di punta dei treni del ritorno;
  • Percorsi assurdi per i treni del ritorno, che partiranno da Milano Porta Garibaldi, per poi toccare Villapizzone, Greco e infine Lambrate, dopo 22 minuti di viaggio...
Insomma, uno schiaffo alle sacrosante aspettative di migliaia di pendolari. Il nuovo orario sembra rispondere più all’esigenza di razionalizzazione “tecnica” del trasporto locale nel bacino est della Lombardia, piuttosto che al soddisfacimento delle necessità dell’utenza. Non le avessimo ripetute in questi anni fino alla noia... Come giustamente scrive Beppe del CPB:

[...] E' chiaro che qualsiasi orario cadenzato non può calzare a pennello sui bisogni di ciascuno, ma bisognerebbe ricordare ai teorici dell’esercizio ferroviario che i veri risparmi si fanno facendo aderire il più possibile l’offerta alla domanda e tagliando gli sprechi e non invece imponendo un modello pensato a tavolino che riuscirà a far arrabbiare molta gente senza far risparmiare nulla!

Qui, invece, pendolari, turisti, viaggiatori occasionali, saltuari e metropolitanisti riconvertiti sono stati messi tutti nello stesso calderone e a tutti Trenitalia propone la stessa brodaglia insipida. Le uniche novita' (succulente), da un anno in qua, riguardano l'utenza dell'alta velocita' Venezia - Milano, a cui vengono riservate corse sempre piu' frequenti e veloci; di questo passo, finira' che un padovano ci mettera' meno di un bergamasco ad arrivare a Milano.

Cattaneo non firmare!!! Ridacce er vecchio orario...