mercoledì, aprile 30, 2008

Terza trasferta a Stoccolma

Istantanee dalla terza trasferta a Stoccolma.

Partenza di domenica pomeriggio, senza praticamente avere avuto il tempo di disfare le valigie del viaggio in Terra Santa. Per lo meno, questa volta sono riuscito a farmi un volo diretto. A cena mi sono consolato, poi, con una bella mangiata di salmone speziato e aringhe allo Sturehof, un ristorante piuttosto fighetto del centro, che tra le altre cose e' uno dei pochi - se non proprio l'unico - aperto tutti i giorni e tutto l'anno fino a tarda notte.

Lunedi', giornata assai intensa e stressante, per via di tutte le formalita' che bisogna tenere in conto quando si fanno progetti con gli svedesi! Guai a non passare sempre e comunque dai canali "istituzionali" o a percorrere soluzioni diverse da quelle tracciate dai project manager: vanno in palla e non si avanza di un millimetro. Vabbe', in certi casi non rimane altro che farci sopra una bella birretta (altro che Ramlösa!). E cosi' abbiamo fatto con il buon Pesa al Bakfickan ("the hip pocket"), un piccolo locale da aperitivo, situato dietro l'Opera Cafe'.

Martedi' abbiamo finito le nostre riunioni molto presto (intorno alle 14:00) e dovendo purtroppo :-) ammazzare circa un'ora e mezza di tempo prima di prendere il treno per l'aereoporto (Arlanda Express: comodisssimo!), mi sono fatto una passeggiata per le vie del centro storico in compagnia di alcuni colleghi. Eh, che pacchia! Sole e luce a volonta', una temperatura mite (21 gradi) e tanta gente per le strade: una Stoccolma cosi' non l'avevo ancora mai vista. Il mattatore del pomeriggio e' stato sicuramente Filippo, che ci ha fatto ridere fino alle lacrime quando ci ha mimato la perquisizione subita da Carmen all'aereoporto di Zurigo, con tanto di svestizione e palpeggiamenti da parte di una poliziotta energumena!

A questo punto, spero proprio di poterci tornare ancora: vi dovro' pur raccontare del sole di mezzanotte, no? ;-)))

venerdì, aprile 18, 2008

Come i reporter di una volta

Mi hanno appena chiamato dall'agenzia per darmene conferma: pare che se uno e' diretto in Israele per turismo non possa portare con se' il proprio pc portatile. Questa si' che e' bella! Chissa' poi perche'. Certo che e' una bella scocciatura! Speravo, infatti, di poter aggiornare mano a mano il Blog da li', raccontandovi le emozioni a caldo che ciascun posto mi dara'. Pazienza, faro' il reporter come quelli di una volta: con taccuino e penna alla mano. Spero solo di ricordarmi come si scrive, perche' sono anni ormai che batto solo tasti di portatili...

Ocappa. Restate in ascolto, ci sentiamo tra poco piu' di una settimana! :-)))

mercoledì, aprile 16, 2008

Da Gianni

Fare una riunione di lavoro, alla quale partecipano anche il Dooca e altri vecchi colleghi della tua ex-ex-societa' e' gia' di per se' un gran privilegio. Ma gustarsi lo show in diretta di Gianni che spara soluzioni di internetworking criptiche al ritmo di una mitraglietta non ha prezzo. Oh! Giuro che non c'ho capito un'acca (confido molto nell'amico malmostoso, ma cosa sara' 'sto "ragno"??), ma in compenso ho passato un pomeriggio molto divertente. Dopo due anni in Torre "P", del resto, posso confermare che, per questa e altre ragioni, da Gianni si sta proprio bene!

PS: ...Ma invece chi e' questo "Massimo"??? ;-)

venerdì, aprile 11, 2008

La nuova SACE non mi piace!

Vi raccontavo solo pochi giorni fa dell'ottima iniziativa del comitato di quartiere per la zona 30 a Valtesse San Colombano. Ebbene, l'attiva comunita' di Valtesse batte un altro vigoroso colpo, questa volta diretto contro la realizzazione del nuovo progetto di trasformazione dell'area SACE di Bergamo: e' nato (anche su Internet) il comitato anti "Torri Gemelle" della Conca Fiorita!

Eh gia', pare che il nuovo progetto - attualmente allo studio da parte della commissione tecnica urbanistica del comune - preveda un raddoppio delle volumetrie previste dal progetto di trasformazione originario e che siano state inserite due torri (parzialmente destinate alla nuova sede della SACE) da 45 e 50 metri di altezza. Considerate che questi edifici sorgerebbero praticamente sotto le mura di citta' alta, su un'area che si trova praticamente sul lato opposto della strada da cui ho scattato la fotografia in alto a sinistra. Un bel pugno nell'occhio. Anzi, diciamo pure uno sfregio per la citta' e soprattutto per un quartiere che gia' deve farsi carico dei disagi di uno Stadio, che - sotto vari punti di vista - e' tra i piu' problematici d'Italia.

Gia', lo Stadio... Mi devo decidere a fondare il comitato nymby perche' ce lo levino di torno... :-)))

martedì, aprile 08, 2008

Formigoni a Bergamo

Teatro Creberg gremito (secondo i miei calcoli, circa 2000 persone). L'atmosfera e' carica di trepidante e festosa attesa, anche se hai la sensazione che molti siano li' come te piu' per farsi un'idea che per supportarla. Molti si guardano in giro in cerca di amici o parenti. Io mi imbatto in un'amica giornalista, poi in una ex vicina di casa. Infine, mi sistemo in cima ad una scalinata, in compagnia della mia Canon.

Dopo circa tre quarti d'ora di attesa (ma allora e' un vizio!), allietata da un trio di cantanti non meglio identificati e dalle prove di sventolio di una marea di cartelli bianchi e bandiere con la scritta "Formigoni, Rialzati Italia" (mooolto americano!), compare il presidente. Fa il suo ingresso dalla platea, attraversando ali di folla in tripudio, tra applausi, strette di mano e persino cori da stadio (per la cronaca, il piu' ricorrente lanciato dalla "curva" dei tifosi in fondo alla platea: "Noi vogliamo questa vittoria"). Poi, sale sul palco, si fa il buio, s'accendono i riflettori e prende la parola. Formigoni attacca in modo brillante, accattivandosi da subito le simpatie dei convenuti: "Grazie, grazie a tutti. Anche noi vogliamo vincere queste elezioni... ma ci vuole piu' Lombardia per questa Italia!".

Poco piu' di mezz'ora di intervento (effettivamente un po' striminzito), in cui parla anzitutto del nuovo che avanza, che e' il PDL ("intuizione del nostro grande capo, del nostro Presidente di ora e di sempre" e qui, non lo nascondo, rimango molto perplesso): il partito, anzi il Popolo della Liberta'. Liquidata la pratica "istituzionale", si passa all'enunciazione del programma di governo. E qui il presidente snocciola ad uno ad uno i temi che gli sono piu' cari, richiamando in modo puntuale e orgoglioso le misure adottate a livello regionale in questi anni dalla sua giunta: il buono scuola, la riorganizzazione delle risorse per la scuola e per la sanita' (per la quale in Lombardia si e' raggiunto il pareggio del bilancio, anche grazie alle convenzioni stipulate tra comparto pubblico e privato), la riduzione del peso della politica (la macchina burocratica lombarda pesa per il "solo" 9% sul bilancio complessivo, cioe' 40 € per cittadino).

Tuona, poi, contro l'increscioso episodio della Sapienza (e qui la folla si scalda come non mai... impressiona, non possono essere tutti ciellini!) e rilancia la battaglia etica per la vita, sacra fin dal concepimento. Per rilanciare l'economia del paese, la ricetta e' quella di utilizzare la leva fiscale: giu' le tasse, soprattutto per le famiglie con figli. Cenni al federalismo e alle riforme elettorali e costituzionali. Il presidente chiude con l'immagine di un'Italia che sa ancora conquistare il mondo: e qui cala giustamente l'asso della vittoria di Milano per l'EXPO 2015. Nessun cenno, purtroppo, ai temi dell'ambiente e dell'energia, che tanto mi sono cari. Per chiudere, un altro bel bagno di folla e, a seguire, una iniezione di allegria con lo spettacolo dei comici di zelig. Il teatro apprezza e si gode la serata. Io scappo a casa tra dubbi e riserve.

Una domanda su tutte: se fosse venuto il Cavaliere, sarebbe andata meglio o peggio? Difficile rispondere. Comunque sia, Formigoni mi e' piaciuto. Mi aspettavo di piu', a dire il vero, in termini di indipendenza dal "grande capo" (Insomma!? Quand'e' che si decide a fargli le scarpe? Quanta gente si rifiuta di votare centro destra per allergia all'attuale leadership???), ma sa il fatto suo, e' una persona concreta, carismatica. Peccato per quella fastidiosa erre moscia.

E ora bisogna decidere che cosa votare. Dopo aver visto un comizio per parte, avro' ben le idee chiare! Seeee... :-)))

lunedì, aprile 07, 2008

La banda, la guida e la compa della Terra Santa

Si parte! Ancora pochi giorni e saremo in Terra Santa, meta delle nostra prossima "vacanza": oh, uso le virgolette, perche' quando ci si prende una settimana - seppure di ferie - per visitare posti come il Monte Tabor e Nazareth, il lago di Tiberiade e Cafarnao, Betlemme e Gerusalemme, forse il termine piu' consono e' pellegrinaggio. Sara', ma mi ci devo ancora abituare. A dirla tutta, comunque, e' come se questo specialissimo viaggio fosse gia' cominciato da qualche giorno.

Sabato sera siamo stati al cinema (uno dei soliti piccoli e vecchi cinema di quartiere, secondo lo stile dei nostri amici Marco & Barbara) e abbiamo visto La Banda, una commedia firmata dal regista israeliano Eran Kolirin, che parla - con grande delicatezza, poesia e ironia - dei difficili rapporti tra arabi e israeliani, ma dell'amicizia che e' un seme che puo' germogliare anche tra l'odio e la diffidenza, quando ci si lascia commuovere dalla fragilita' (e dalla ricchezza) dell'altro. Anche se l'altro indossa la divisa militare di un paese ostile. Nell'animo umano c'e' un comune sentire che e' come la musica di Chet Baker Gershwin: universale e pacificatore.

Per continuare, questa mattina un sesto senso mi ha guidato dentro la libreria di Lambrate, dove ho finalmente trovato e comprato l'immancabile compagna dei miei viaggi all'estero: la mitica Lonely Planet. Come farne senza. E poi c'era lo sconto del 20%... come lo vogliamo chiamare questo: settimo senso? :-)

Stasera, infine, abbiamo fatto il primo incontro preparatorio con il Don e le altre persone con cui condivideremo quest'esperienza in Terra Santa. In tutto, dovremmo essere in venticinque, circa. Un gruppo molto eterogeneo, da molti punti di vista: giovani e adulti, studenti e professionisti, imprenditori e impiegati, pensionati e vedove, coniugi, mamme e figlie, single, laici e consacrati (un prete e una suora), molti credenti, diversi tra vacillanti e dubbiosi e pure qualche "pecorella smarrita". Ad un certo punto, il Don ci ha chiesto cosa ci avesse spinto ad accettare la sua proposta di questo viaggio: ne sono uscite di ogni! Quante aspettative!

Quanto a me, a parte la passione che nutro per la storia (e aggiungerei per quella storia), nonche' l'interesse per l'archeologia, l'arte e il mondo antico, etc... etc... spero come minimo di ricaricare un po' le batterie, perche' dopo questo lungo e intenso inverno lavorativo, mi sento a pezzi... Il resto si vedra' la'.

martedì, aprile 01, 2008

Chi ha lasciato la luce accesa?

Luci accese in tutti gli uffici, dopo l'orario lavorativo, proprio quando la sede e' completamente vuota: che brutta idea! Fossimo negli anni '80, ok, ma in tempi di global warming come questi non va neppure piu' di moda. Anzi.

Non sono poche, purtroppo, le aziende italiane che ancora adottano questa pratica incivile. Mi chiedo: se solo e' una questione di sicurezza, con i soldi che si spendono per la bolletta enel, non si potrebbe semplicemente pagare un plotone di guardie??? La cosa che fa specie e' che la sede che ho fotografato stasera (ma ogni sera e' la stessa storia, parola di ciclo-ferro-pendolare) appartiene ad una nota azienda bergamasca, la Italcementi, che si vanta di fare ricerca e innovazione proprio sui temi dell'efficienza energetica e dell'ambiente. Non ne dubito, ma in quanto a coerenza... :-(

Mah... che qualcuno legga, mediti e provveda. I blog servono anche a questo, no?