mercoledì, febbraio 27, 2008

Blog, tempo di sondaggi

Siamo in piena campagna elettorale e, come sempre in questi casi, impazzano i sondaggi. Approfittando della nuovissima funzione "sondaggio" [gif da http://www.megghy.com], appena rilasciata da Blogger.com, voglio proporvene uno anch'io. Ocio: e' ozioso, semi-serio e, soprattutto, con la politica non ha nulla a che fare (astenersi veltrusconiani e puzzoni, in genere). La domanda e': deve o non deve questo Blog cambiare di nome?

Ve lo confesso, non sono molto soddisfatto. Non potevo scegliere un nome piu' banale di "Il blog di Dino & Manu", anche se d'altra parte e' senza alcun dubbio il nome piu' significativo. In effetti, questo blog e' nato per parlare di me e di Manu e cosi' sono andate le cose. Al limite, si puo' obiettare che spesso pubblico articoli che riguardano solo me e che Manu, quella timidona, non posta mai un tubo (lei c'ha i suoi GrandeBabbo e SulFilo, peraltro a fasi alterne). Dovrei dunque rinominarlo in "Il blog di Dino"? [come potrei... Giammai divisi, my honey!] Ma qui si torna al problema di prima: assegnare al blog il proprio nome non vi pare una scelta banale? Non vi comunica una sensazione negativa di mancanza di fantasia?

Forse si', forse no. Forse non ci avevate mai pensato. Del resto il blog e' un prodotto come un altro e non non mi pare che nessuno abbia mai fatto crociate perche' la pasta Barilla o la pasta Buitoni, tanto per dire, portano semplicisticamente il nome di famiglia o perche' i formaggini Susanna potevano chiamarsi anche Mario che tanto era insensatamente lo stesso. Uno se li mangia e basta. La gente non si ferma al nome! Quel che conta sono i contenuti.

O no? Il web non e' mica un supermercato e la fortuna di un sito e' spesso legata ad una felice scelta del nome (fresco, accattivante, intrigante, ficcante...). Nome chiama successo. Non vi sara' sfuggita la notizia riportata sul Corrierone e su altri quotidiani pochi mesi fa della "mania" scoppiata in Inghilterra e USA per il nome proprio da dare ai neonati. Trovare quello giusto, capace di "aiutare" se non assicurare il successo nella vita, e' diventata un'arte (e un business). Non sono un nomologo, ma ho la sensazione che qualcosa di vero sotto sotto ci deve essere. Poi chissa', saranno tutte fregnacce...

Ultima considerazione: ormai, dopo un anno e mezzo, volente o nolente mi ritrovo nella pancia di Google con il nome di "Il blog di Dino & Manu". Che succede se la creatura cambia nome? All'anagrafe si perdono le carte e brancolo per mesi nell'anonimato? E che succede agli altri fedeli lettori che hanno bookmark e feed rss puntati su dinomanu.blogspot.com? Vale la pena rischiare che non mi ritrovino mai piu', quando il nome diventera' ugo.blogspot.com????

Larga e' la foglia, stretta la via, dite la vostra che ho detto la mia. Votate, gente! Avete tempo fino a fine giugno, vigilia del secondo compleanno della mia creatura. Poi, tenuto conto dei risultati, decidero' il da farsi... :-)))

lunedì, febbraio 25, 2008

Claudio Cattani, paladino dei Pendolari

Claudio Cattani, giudice di pace di Genova, e' il nuovo paladino dei Pendolari. Con la sua storica sentenza, ha sostanzialmente riconosciuto il fatto che i pendolari siano consumatori come tutti gli altri e quindi debbano beneficiare dei diritti sanciti nel codice del consumo (diritto alla salute, alla sicurezza, alla qualita', etc...).A quest'uomo coraggioso va tutta la mia stima.

Vedremo che succedera' in appello.

domenica, febbraio 24, 2008

Sacro (e brumoso) Monte

La nebbia agli irti colli
Piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar.
etc... etc...

Oggi non era il giorno di San Martino, non spirava il Maestrale e non era il mare ad urlare e biancheggiare. Al limite poteva essere il lago di Varese. Tuttavia, la bruma che s'e' portata via citta', lago, montagne e il resto del bel paesaggio che in genere si puo' ammirare dalla cima del Sacro Monte poteva evocare tanto i famosi versi carducciani [complice, in questo, la bella mangiata e bevuta a casa di Vic & Anita], quanto una bella sporta di improperi. Che cavolo, qui s'ha da portare avanti un blog! Mica si puo' pubblicare 'na foto senza soggetto e complemento!

Vabbe', ci torneremo, perche' il posto e' incantevole, immerso nel verde e ricco di cultura e storia lombarda: a proposito, lo sapevate che il Sacro Monte di Varese - con le sue 14 cappelle del '600 - e' stato nominato patrimonio dell'Unesco?

mercoledì, febbraio 20, 2008

Il Piccolo Grande Carnefice

La scena e’ quella di un pomeriggio caldo e assolato, come ce ne sono tanti d’Agosto in un paesino di campagna del Sud Italia. Un bambino, sugli otto anni, si dondola spensierato su un’altalena, nel cortile interno della casa dei nonni. Dopo grandi volteggi, prima seduto e poi all’impiedi, salta giu’ da quel ferro, di cui conosce ogni segreto, e si guarda attorno un po’ annoiato alla ricerca di qualcosa di nuovo con cui giocare. Ecco che il suo sguardo innocente e curioso va a posarsi su una formica enorme, nera e lucida, che percorre senza indugi una strada invisibile, proprio accanto ai suoi piedi. Non e’ la sola: poco piu’ in la’ ce ne sono a decine o forse a centinaia. Marciano svelte per file ordinate e opposte verso l’ignoto. Un brivido improvviso scuote il bambino. Attacca d'istinto, schiaccia la prima formica e poi ne schiaccia una seconda, quindi una terza. A quel punto si ferma per misurare gli effetti del suo agire. L’esercito di formiche quasi non si scompone: riorganizza il suo assetto, corregge leggermente le traiettorie e in un attimo si rimette in moto. Il bambino accetta la sfida, sferra un nuovo attacco, questa volta piu’ deciso. Piove una tempesta di colpi, cadono decine e decine di formiche. Ancora una volta, il bambino si arresta, osserva con eccitazione crescente quel cosmo indomabile e frenetico e riprende con furia a battere i piedi per terra. E' una strage.

Forse ieri sera verso le 19:45 eravate sintonizzati su RTL 102.5 e avete sentito raccontare questa storia dalla viva voce del protagonista [tema lanciato da Roberto Uggeri e DJ Francesco: "Delitto o Castigo?"]. Ebbene, quel bambino - il piccolo grande carnefice - ero io.

Chissa', probabilmente, tutti quanti abbiamo vissuto un'esperienza del genere. Quello che vi sto dicendo e' che sono passati quasi venticinque anni da quel pomeriggio d’estate e quel bambino, ora diventato uomo, ancora ci pensa. Ancora mi pesa…

mercoledì, febbraio 13, 2008

Trasferta a Stoccolma, parte II

Non so se ci sara' una “Trasferta a Stoccolma, parte III”, ma lo spero tanto, perche' la capitale svedese e' una perla di rara eleganza e bellezza. E poi me la sono proprio gustata, non so perche'. Saranno state forse le due ore di luce in piu’ nell'arco della giornata rispetto alla visita di gennaio: finalmente ho visto la citta' alla luce del sole! [in alto, il palazzo reale, che ho fotografato all'alba]. Sara’ stato anche merito della temperatura meno rigida, che mi ha permesso di gironzolare per le vie del centro senza patire eccessivamente la fredda brezza che si leva dal mare (fortuna che - secondo il giudizio dei tassisti locali, consumati professionisti del weather talk - quest’anno l’inverno non s’e’ proprio visto!). Sara' stato anche il clima lavorativo piu' disteso rispetto a quello da missione-diplomatica-ad-alto-rischio che si respirava un mese fa, nonostante il fatto che fosse in programma l'atteso incontro al vertice tra le "Double B" (ossia, i super manager delle due parti: my Boss' Boss e Big Birgit).

Certamente, tutto e' iniziato nel verso giusto. Neppure il tempo di lasciare le valigie al Radisson (questa volta l'agenzia viaggi non ha fatto casini e la camera era prenotata: niente suite presidenziale last minute, quindi, sob!) ed ero gia' seduto al Berns, lussuosissimo locale del centro, ad un passo dall'hotel, in compagnia del Pesa e con due bionde davanti. Oh! Parlo di birre, naturalmente. E poi il lunedi' da quelle parti e' giornata alquanto morta! ;-))) [Nota: ma anche il martedi'! Sconsigliato persino il mitico Cafe' Opera, a meno che non abbiate 30€ minimo da buttare]. Quattro chiacchiere, un altro giro di birre, e poi - puntuale - e' scattata la telefonata al Vic. Diciamo che sentivamo la necessita' di ricomporre, almeno on call, lo storico trio degli "ape" milanesi. Un piacere, per dire la verita', prima che un dovere.

Ed ora un consiglio. Turisti, attenzione! Non vi fidate dei ristoranti del centro storico (Gamla Stan), specie quei finti italiani che si trovano sulla via centrale (Västerlånggatan). Anzitutto, appena vi soffermate a studiare le carte dei menu esposti all'esterno compaiono sull'uscio i "buttadentro" e gia' li' si levano dense nuvole di "fumo". Ma pure la sostanza ("l'arrosto!") scarseggia: Martedi' sera abbiamo cenato da Sally's - cucina mista italiana e svedese - e alla fine ci siamo alzati dal tavolo con la fame: porzioni di salmone e renna da nouvelle cousine a prezzi salati. Solo il contorno di funghi (simili ai chiodini) era abbondante, ma dopo il primo assaggio, nessuno si e' azzardato ad ingoiare oltre: che razza di sapore strano! Qui ci avvelenano, ha sentenziato il Pesa.

A dirla tutta, durante questa seconda trasfera non ho mangiato un gran che bene. A pranzo, i nostri collegi svedesi ci hanno propinato i soliti panini unti di salsine verdognole e le insalatone di pasta fredda (ve ne ho gia' parlato nel primo post, ricordate?) mooolto ma mooolto insipide. E mi fermo qui. Al posto dell'acqua, poi, ci hanno offerto lattine di una bevanda gasata, al gusto (blando) di limone. In alternativa, ci si puo' preparare un the o prendersi un caffe' alla macchinetta. Insomma. Unica consolazione per lo stomaco e il palato: le bullar. Ma mica si puo' sopravvivere solo con le bullar!

Vabbe', passo e chiudo con questa splendida fotografia scattata dall'aereo, mentre sorvolavano le alpi. Sono sempre uno spettacolo mozzafiato... Alla prossima?

domenica, febbraio 10, 2008

La Rocca e le Consolazioni

Vedete quel castello di color biancastro sullo sfondo della foto, che si erge sul cucuzzolo della collina sull'altra sponda del lago Maggiore? E' la Rocca Borromeo di Angera, elegante gioiello di epoca medioevale, nota per la sua maestosita', per lo splendido panorama che si gode dalla sommita' della sua torre, per il mirabile ciclo di affreschi duecenteschi e, soprattutto, perche' ospita il piu' importante museo dedicato alla Bambola esistente in Italia e probabilmente in Europa. In questi mesi, inoltre, il maniero e' teatro dell'evento "Paradiso in Terra", una mostra che interpreta il medioevo attraverso lo studio dei giardini dell'epoca. Un motivo in piu', se vogliamo, per una bella gita domenicale.

Delusione! Purtroppo, il caso ha voluto che il 50% della comitiva (Paul&Ci) della gita di oggi abbia visto il bel castello giusto un anno fa. Ecco il perche' della foto scattata dalla sponda opposta del lago. Da Arona per l'esattezza. Per consolarci, dopo le foto di rito - un po' irriverenti, tra l'altro - alla imponente statua di San Carlo (fortuna che era chiusa! Ci mancava pure che mi infilavo dentro la strettissima anima della statua, con la mia belle claustrofobia), ci siamo chiusi in un ristorantino tirolese del loco. Che mangiata! Antipasto rustico a base di crostini di pane con salsa di pomodoro piccante, salumi vari, polentini e polpette, vitello tonnato, trota salmonata e aringhe marinate, verdure miste in agrodolce, aglio-sottolio-che-non-sa-di-aglio, formaggio di capra con marmellata di fichi, arrostino e pate'. All'arrivo dei primi (tagliatelle al ragu' di cervo), ero fortemente tentato dall'alzare bandiera bianca. Notare che ieri sera abbiamo ampiamente onorato l'annuale Arancino-party organizzato da mia nonna (e brava Rita!)...

A Stresa l'aria era troppo frizzante per potersi godere la passeggiata, che infatti e' durata giusto lo spazio di una "vasca". Una volta tornati in macchina, io&Paul abbiamo tentato il colpo di mano: ritorno a Bergamo con giro completo del lago. Fico, round trip Italia-svizzera-italia. Figuriamoci... le donne non erano per nulla d'accordo, percio' a Verbania abbiamo imboccato l'autostrada con le orecchie basse. Uffa! Ma com'e' che comandano sempre loro?!?

Vabbe', poco male. Posso sempre rifugiarmi nel pensiero - ed e' la seconda grande consolazione della giornata! - che domani volero' nuovamente a Stoccolma. Oh! Speriamo solo che non sia cosi' buia e fredda come l'ultima volta, se no torno a casa con altre foto deprimenti e, soprattutto, con il tezo malanno di stagione...

sabato, febbraio 09, 2008

Storie di ordinaria follia

Mostratemi un uomo che abita solo e ha la cucina perpetuamente sporca e, 5 volte su 9, vi mostrero’ un uomo eccezionale.
[Charles Bukowsky, 27 giugno 1967, alla 19-esima birra]

Mostratemi un uomo che abita solo e ha la cucina perpetuamente pulita e, 8 volte su 9, vi mostrero’ un uomo detestabile sul piano spirituale.
[Charles Bukowsky, 27 giugno 1967, alla 20-esima birra]

5 volte su 9... Manco fossimo all’ippodromo e dovessimo scommettere su corse e cavalli! Hey, Hank! Vecchio porco. Ubriacone farabutto che non sei altro. Che razza di umanita’ ha ispirato le tue storie di ordinaria follia, cosi’ sudice, ciniche e svergognate??? Certamente, non puo’ essere che la stessa che ho davanti agli occhi ogni giorno anch'io, in ufficio, come al bar, all’oratorio come nel mio condominio. Eppure, non si direbbe. Non voglio negare, per carita', e’ che faccio fatica a rendermene conto. Forse vivo in modo troppo distratto e superficiale, rincitrullito dalle frenesie del “posto fisso” (che tanto hai vituperato). Forse ho visto in fondo all’anima di questi uomini e donne anch'io una volta, ma e’ passato molto tempo e me ne sono dimenticato. Se fosse cosi' (so che me lo rinfacceresti!), sarebbe suonata da un pezzo l’ora di tracannare una dozzina di birre e – a quel punto – di guardarmi allo specchio…Vedi come mi torna in fretta la memoria!!! ;-)))

PS: Got, porta un fiore per me al vecchio Hank. Rancho Palos Verdes, LA.