sabato, dicembre 01, 2007

La cura del ferro per Bergamo

Quest'estate e precisamente il 28 Giugno, la Giunta comunale di Bergamo ha depositato agli atti di Palazzo Frizzoni il Piano Urbano della Mobilità (P.U.M.), un documento di indirizzo contenente le linee guida per lo sviluppo della mobilità dei prossimi dieci anni all'interno del territorio comunale e hinterland. Tra i principali obiettivi del P.U.M.:
  • ridurre i consumi energetici;
  • aumentare i livelli di sicurezza del trasporto;
  • minimizzare l'uso individuale dell'automobile privata,
  • aumentare la percentuale di cittadini trasportati dai sistemi collettivi
  • incrementare la capacità di trasporto e soddisfare la domanda di mobilita' della popolazione
Tra le proposte contenute nel piano colpisce il ruolo centrale che la Giunta ha assegnato alle ferro-tramvie, intese come il vero cuore pulsante del sistema-trasporti di domani. Una scelta strategica che risponde pienamente agli obiettivi del P.U.M ed in particolare all'esigenza di assicurare alla citta' nel medio-lungo periodo piu' mobilita', ma con il minor impatto economico, sociale e ambientale possibile.

A distanza di ormai qualche mese, Legambiente ha organizzato un convegno per sostenere la necessita' di scommettere sul ferro, dal momento che non si tratta soltanto di una scelta efficace, ma e' l'unica scelta possibile per un contesto di mobilita' come quello lombardo che gia' oggi appare al collasso. E come pendolare e utente dell'A4 non posso che essere d'accordo. Il Comitato Pendolare Bergamaschi e' stato invitato a dire la sua, in quanto profondo conoscitore e giudice sovrano (in quanto rappresentante della Clientela!) dell'attuale realta' ferroviariaria e cosi' - indegnamente - mi sono offerto di rappresentarlo. Conoscete la mia passione per i temi ambientali, come potevo dire di no? E cosi' ho preparato il contributo che trovate di seguito e che ho il piacere di condivedere con voi. Buona lettura! Certo, se avete la pazienza arrivare fino in fondo! ;-)))

Due parole sul CPB
Il Comitato Pendolari Bergamaschi e' un’organizzazione spontanea che ha come obiettivo il miglioramento del servizio sulle linee ferroviarie che interessano il nodo di Bergamo. Si è costituito nell’autunno del 2000 e la sua prima iniziativa è stata la raccolta firme per sollecitare il raddoppio della linea Bergamo - Treviglio. Da allora si batte per il miglioramento del servizio sulle linee ferroviarie che gravitano attorno al nodo di Bergamo. Nel nostro statuto abbiamo indicato che l’ammodernamento delle infrastrutture e dei servizi ferroviari e' una condizione necessaria e prioritaria per garantire una mobilità ed uno sviluppo sostenibili nell’ambito del nostro territorio. Il CPB, in definitiva, e' costituito da persone che viaggiano in treno anche perche' nel treno ci credono.

Qualche numero sulla realta' pendolare bergamasca. Con oltre 28,000 persone che ogni giorno, in media, transitano dalla stazione, Bergamo e' la quinta per flusso passeggeri tra le 103 stazioni d'Italia di media grandezza (dati fornititi da Centostazioni), la prima in Lombardia, dopo le stazioni milanesi di Lambrate e Porta Garibaldi. Si tratta di un dato davvero sbalorditivo (e poco conosciuto), che dimostra chiaramente come la ferrovia oggi rappresenti una risorsa fondamentale per l'economia dei trasporti del nostro territorio. Un dato ancora piu' sorprendente se si pensa che sono davvero tanti i problemi e i disservizi che quotidianamente affliggono le migliaia di persone che ogni giorno per elezione o meno si affidano ai servizi ferroviari delle FFSS! La simpatica gif animata che trovate in apertura sul sito del Comitato Pendolari della Milano - Novara, da questo punto di vista, e' una meravigliosa e simpatica sintesi della situazione: certe volte, ci sentiamo trattati proprio come bestie! :-)))

Il servizio ferroviario di oggi
Bergamo oggi si trova al centro di una rete ferroviaria caratterizzata da quattro direttrici: Treviglio, Carnate, Lecco e Brescia. Le prime due consentono di raggiungere Milano; la direttrice di Treviglio consente, inoltre, di raggiungere Cremona.



Si tratta delle linee storiche di Bergamo, nate 150 anni fa e rimaste praticamente inalterate, fino ai giorni nostri. Anzi, per dire la verita', in alcuni casi si e' proceduto a "mutilare" la gia' non troppo estesa infrastruttura. La linea di Brescia, ad esempio, nacque con doppio binario ma nel 1919 uno dei due binari venne smantellato e mai piu' reintegrato. La linea di Treviglio subi' la stessa sorte a meta' del secolo scorso e i pendolari bergamaschi hanno dovuto attendere fino il luglio del 2005 per vedersi restituire il maltolto. L'opera e' costata alla collettivita' oltre 500 milioni di euro e quel che e' peggio e' che, nonostante tutto, e' risultata essere incompleta: come noto, e' entrata in esercizio senza un raccordo (a raso o a scavalco) con le nuove linee del quadruplicamento Treviglio - Pioltello.

Come se non bastasse, le nostre linee sono ampiamente sottoutilizzate: la Bergamo - Brescia, ad esempio, e' sfruttata solo al 50%, mentre le due linee per Milano offrono complessivamente un numero di collegamenti pari a 41 (circa una relazione e mezza disponibile ogni 1000 passeggeri, contro, solo per fare qualche raffronto, le 2,5 di Brescia, le 3,4 di Como e le 18,3 di Pavia). Con l'orario di Dicembre, come effetto del taglio dei costi operativi deciso da Trenitalia, le relazioni potrebbero addirittura scendere a 36 (vedremo se il Governo riuscira' a scongiurare questo scempio). A tutto questo si aggiunge che alcune delle nostre linee, come quella per Milano via Carnate, superano costantemente la soglia di tolleranza fissata dalla Regione per l'indice di affidabilita' dei treni (i.e.: le linee per le quali si verifica che il 5% dei treni sfora i 5 minuti di ritardo sull'orario di arrivo previsto nell'arco di un mese vengono classificate come linee caratterizzate da un servizio non affidabile, il che fa scattare un bonus per la clientela che acquista gli abbonamenti del mese successivo ad un prezzo scontato di oltre il 20%).

Anche per quanto riguarda la velocita' commerciale dei convogli Bergamo - Milano, i dati non sono certo esaltanti: in media, i treni viaggiano a 58 km/h (68km/h sulla via Treviglio e 48 km/h sulla via Carnate), un dato di poco superiore alla media regionale dei treni pendolari su Milano dai vari capoluoghi (55 km/h). Da questo punto di vista, quello che fa piu' specie non e' tanto il raffronto tra le varie citta', quanto piuttosto il dato assoluto: ci vuole davvero troppo tempo, nel 2007, per fare quei 50 km che ci separano da Milano! E soprattutto, i tempi di percorrenza Bergamo - Milano non subiscono variazioni sostanziali da almeno cinquant'anni, cioe' da quando e' stata elettrificata la linea, il che fa molto pensare...



Il grafico che riporto qui sopra e' frutto di uno studio personale sugli orari ufficiali Trenitalia e da una misura di sintesi di quanto detto fino a questo punto a proposito del nodo ferroviario di Bergamo. Il confronto con gli altri nodi-capoluogo di provincia della Lombardia in merito a numerosita' dei collegamenti su Milano e velocita' commerciale media non da adito a dubbi: Bergamo usufruisce di un servizio di collegamento a Milano piuttosto scadente (il punteggio ottenuto e' il piu' basso dopo quello di Mantova).

In questo quadro poco confortante, tuttavia, cogliamo da qualche tempo incoraggianti segni di un'ineversione di rotta: da una parte, sui tavoli della politica e delle amministrazioni regionali e locali, registriamo una sempre maggiore attenzione ai temi del trasporto su ferro, che ha gia' prodotto risultati importanti come il raddoppio della linea di Treviglio, il Quadruplicamento treviglio - Pioltello e l'introduzione delle linee suburbane convergenti a Milano (qualcosa si muove!); dall'altra, sul campo, cominciamo a beneficiare delle nuove infrastrutture che hanno migliorato sensibilmente la qualita' dei nostri viaggi. Naturalmente, sono ancora tante le cose che occorre ancora fare...

Le promesse del P.U.M.
La "cura del ferro" promossa dalla Giunta prevede l'attivazione una serie di nuovi servizi e infrastrutture che elenco di seguito:
  • Entro 2007 (marrone) - Apertura stazioni di Stezzano, Levate e Arcene;
  • Entro il 2008 (rosso) - Linea 1 Valle Seriana Bergamo Stazione – Albino. Nuovo orario Trenitalia, con treni diretti veloci per Milano e treni suburbani tra Bergamo e Treviglio che toccano le nuove stazioni di Stezzano, Levate e Arcene. Treni suburbani S5 per Milano/Varse attestati a Treviglio;
  • Entro il 2011 (verde) - Adeguamento linea e servizio metro leggera Ponte S.P. – Albano S.A. con apertura di nuove stazioni intermedie. Linea 2 di Valle Brembana. Bergamo S. Fermo – Villa d’Almè. Dorsale merci dell’Isola (Terno – Capriate), integrata con la futura linea merci da Seregno (vedi sotto);
  • Entro il 2016 (viola) - Gronda ferroviaria Nord – Est Seregno – Levate (linea per trasporto merci provenienti dal Nord Europa/Svizzera). Linee 3 Bergamo Stazione – Ospedale. Linea 4 Bergamo Stazione – Aeroporto di Orio al Serio;
  • Dopo il 2016 (blu) - Linea 5 Villa d’Almè – Ponte S. Pietro e Linea 6 Albano – Trescore.
A questi, si dovrebbe aggiungere entro il 2008 il raccordo a raso tra linee del raddoppio e nuove linee del quadruplicamento ed entro il 2013 la realizzazione del Salto di Montone al bivio di Treviglio, di cui nel P.U.M. non si parla. La situazione complessiva e' schematizzata nella figura sottostante (confronta il codice colore).


Il risultato finale e' quello di una estesa rete di collegamenti suburbani lungo le principali direttrici di traffico che insistono sul nodo centrale di Bergamo, completata (in figura non lo si coglie) dalle nuove linee tramviarie interne alla citta'.

Detto che ogni singola opera, chiaramente, deve essere valutata nel dettaglio, facendo un'attenta valutazione dei costi e dei benefici e nel rispetto del contesto in cui si inserisce, l'unico difetto che puo' trovare un pendolare di vecchia data come me guardano macroscopicamente la mappa riportata in alto e' che si tratta solo di un progetto su carta e che ci vorranno molti anni prima che diventi realta'. Da una prima analisi, il P.U.M. sembra effettivamente disegnare una soluzione rispondente a quelle esigenze di sviluppo della mobilita' in modo sostenibile sul nostro territorio di cui si parlava all'inizio dell'articolo.

Prima di passare alle conclusioni, una nota a proposito dell'apertura stazioni di Stezzano, Levate e Arcene e piu' in generale sui tempi di realizzazione delle opere indicate dal P.U.M.. In realta', la messa in esercizio di queste opere sliterra' per lo meno al 2008. Il comune piu' vicino al traguardo con un lancio previsto per la prossima primavera e' Arcene, che - giocando d'antcipo su Ferrovie - ha chiesto ed ottenuto di poter procedere in autonomia nella progettazione e nella gestione dei fondi stanziati dallo Stato e originariamente destinati al gruppo guidato da Moretti. A questo punto, resta da capire se con la revisione degli orari di Giugno 2008 verranno effettivamente introdotti dei servizi metropolitani di collegamento tra Arcene e Bergamo/Treviglio o, piuttosto, se l'introduzione di questo tipo di collegamenti verra' rimandata al momento in cui saranno pronte anche le stazioni e le opere accessorie dei comuni di Stezzano e Levate. Il rischio, insomma, e' quello di dover aspettare ancora tanto. Il caso delle stazioni sopra citate fa nascere una considerazione di carattere piu' generale, tanto semplice, quanto importante: un progetto che aspira al successo e al raggiungimento di certi obiettivi non deve essere caratterizzato soltanto dalla validita' delle idee che lo muovono, ma anche da tempi certi (e possibilmente rapidi) di esecuzione. Viceversa si perdono soldi ed efficacia.

Conclusioni
Naturalmente, tra il dire ed il fare - come si sa - c'e' di mezzo il mare e nessuno lo sa meglio di noi pendolari che da anni (molte decine) attendiamo risposte concrete ai problemi di sempre. La linea 1 della valle seriana e' cosa ormai fatta, ma quali garanzie ci sono che verra' effettivamente realizzata la metropolitana di superficie tra Ponte e Albano? E poi qualcuno ha ancora notizie dei finanziamenti o di una pianificazione certa non solo del Salto del Montone ma anche piu' banalmente del collegamento a raso a Treviglio tra linee del raddoppio e nuove linee del quadruplicamento?

In questo quadro incerto, vogliamo comunque inserire alcune richieste per i nostri amministratori e per gli attuatori e gestori delle opere che si andranno a realizzare:
  • Qualita' dei servizi, che comprende la frequenza e velocita’ dei collegamenti, le misure di sicurezza a bordo e in stazione, la manutenzione dei convogli e la pulizia in vettura, la competenza e preparazione del personale viaggiante, la corretta progettazione degli spazi in stazione (scale, barriere architettoniche) e delle vetture (posti a sedere, finestrini, climatizzazione, etc...), l’informazione a bordo, in stazione, sui canali telematici… sempre e rigorosamente a costo zero!
  • Integrazione tariffaria e incentivi all'utilizzo del mezzo pubblico (piu' politiche di sostegno al mezzo pubblico, oltre che politiche contro l'utilizzo del mezzo privato);
  • Coordinamento degli orari del trasporto locale cittadino con gli orari Trenitalia;
  • Piu' sinergia tra treno, stazione e bicicletta;
  • Sempre, sempre, sempre... Attenzione alla clientela!!!
Concludo citando Legambiente, che ci ha gentilmente invitato al convegno e a dire la nostra. Secondo il rapporto “Ecosistema Urbano 2008”, Bergamo risulta la seconda citta’ d’Italia per qualita’ della vita: il CPB lavora a fianco di chi VUOLE e CREDE che si possa puntare ancora piu’ in alto…

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