domenica, settembre 23, 2007

Auguri, Vic & Anita!

E vedrete che filmato... Il giovane Spieldberg delle valli bergamasche questa volta ha superato sè stesso! Buon viaggio, sposini!!!

venerdì, settembre 14, 2007

VDAY a Bergamo... e mi pareva!

E mi pareva in effetti che Bergamo avesse risposto al V-DAY in modo particolarmente pronto! Il Beppe ha pubblicato la mappa delle firme da cui si evince che Bergamo da sola ha contribuito con più di 5700 firme, decima città in Italia in questa speciale classifica. In dettaglio:
  1. Roma -> 21165
  2. Bologna -> 19752
  3. Firenze -> 11200
  4. Milano -> 10000
  5. Genova -> 7800
  6. Palermo e provincia -> 6700
  7. Treviso e provincia -> 6400
  8. Napoli -> 6200
  9. Padova -> 5756
  10. Bergamo -> 5743
Notavo che le prime 9 città/province hanno però una popolazione di gran lunga superiore a quella del solo capoluogo orobico e dunque non c'è proporzione tra numero di residenti e firme raccolte: Roma, tanto per fare un esempio, è giusto una ventina di volte più popolosa, ma in proporzione ha raccolto solo un settimo delle nostre firme. Se penso poi che sabato in via venti molta gente non ha firmato per il semplice fatto che i moduli erano finiti o le code troppo lunghe...

Insomma, bergamaschi, popolo di qualunquisti o popolo di riformisti? Popolo che sfiducia o popolo che si entusiasma? Moralisti disimpegnati o idealisti generosi (siamo sempre la città dei mille, del resto)? Certamente, in fila ai banchetti del V-DAY c'erano tutti questi sentimenti ed è difficile capire quali prevalgano fra la gente. Di certo c'è che Bergamo è da almeno vent'anni la capitale italiana dell'esasperazione politica, basti pensare al fenomeno Lega, che da queste parti ha le sue roccaforti storiche.

Poi, come sempre, a voi lettori l'ardua sentenza.

martedì, settembre 11, 2007

Parafanghi & marcioni

Cari ciclo-ferro-pendolari, avevo detto che era solo questione di tempo e così - purtroppo - è stato: ieri notte i soliti ignoti hanno "spazzolato" i parafanghi dalla bici Teo, come sempre parcheggiata a San Cristoforo. Povero Teo! Non molto tempo fa gli avevano smontato un freno. Sì, solo uno: che anime buone! Si vede che l'altro al momento non serviva. Per lo meno, così, riesce ancora a girare.

Mi chiedo a chi la rivendono 'sta roba?!? Al supermercato i parafanghi costano 5 € e su eBay non hanno mercato. Sono proprio dei marcioni. E la prossima vittima potrei essere io e la stagione delle piogge si avvicina...

Fortuna che la mia cognatuzza mi ha appena regalato un completo tipo tucano diluvio di ultima generazione: termosaldato, impermeabile, resistente, indistruttibile e persibno elegante. Signori, con quest'ultimo upgrade, al prossimo acquazzone, me la pedalo fischiettando! ;-)))

domenica, settembre 09, 2007

V-Day a Bergamo

Forse neppure il Beppe si aspettava che il V-DAY avrebbe avuto un successo di tali proporzioni. Le due immagini qui sopra testimoniano la situazione attorno alle 18:30 davanti alle due tende allestite dai ragazzi del meetup di Bergamo, all'inizio di Via XX Settembre: una folla di gente in coda su quattro file, determinata a dare comunque un contributo nonostante la notizia che l'obiettivo delle 50,000 firme necessarie per decretare il successo dell'iniziativa fosse stato già raggiunto e ampiamente superato nel corso della mattinata. Una scena sorprendente, che ha caratterizzato tutta la giornata, dall'apertura dei gazzebo fino a tarda sera. Poco prima di mezzanotte, infatti, sono tornato sul posto con Manu, che voleva firmare e anche a quell'ora ha fatto coda.

Staremo a vedere cosa ci dirà il Masaniello genovese dalle pagine del suo Blog, che al momento non è stato ancora aggiornato. Non ho dubbi che i numeri di questo originale 8 Settembre risulteranno strabilianti, soprattutto in considerazione del fatto che i media ufficiali non hanno dato il men che minimo spazio all'iniziativa. Un SILENZIO VERGOGNOSO, imbarazzante, inaccettabile, che la dice lunga sulla libertà di stampa nel nostro paese.

Del resto, comunque, le idee oggi corrono soprattutto su Internet e il successo di questa manifestazione è il successo anche di nuovi strumenti di comunicazione, come i Blog. Che "La Casta", dunque, strilli pure in TV, tanto è in rete che si progetta il futuro...

sabato, settembre 08, 2007

Il giubbino che non ho perso

Breve racconto a cronometro di una Trenitalia che una volta tanto funziona, anche se non del tutto. Però ci accontentiamo.

Ore 08:35, scendo a Lambrate, dal treno 2618 delle 07:49 proveniente da Bergamo e diretto a Milano Centrale. Dopo qualche minuto, mi rendo conto di aver sbadatamente lasciato sul treno il mio giubbino. Panico! Teo suggerisce di tentarne il recupero: proviamoci...

Ore 08:55, salgo sul successivo treno 2578 per Milano Centrale e raggiungo il capotreno, a cui spiego la situazione. A destinazione, troverò ancora il treno 2618 (e soprattutto, il mio giubbino)???

Ore 09:00, grazie al palmarino di cui è dotato, il gentilissimo capotreno del 2578 verifica la situazione e chiama il capotreno del 2618, esponendo il problema. Comincio a sperare.

Ore 09:05. Arriviamo in centrale, sul binario accanto a quello dove è parcheggiato il 2618. Ad attenderci, il capotreno del 2618 con in mano il mio giubbino. Bingo! Missione compiuta.

Ore 09:10, decido di strafare. Dieci minuti più tardi parte il treno per Parma che, secondo l'orario, dovrebbe riportarmi a Lambrate per le 09:25, ossia un minuto prima che sopraggiunga il treno per San Cristoforo: proviamoci!

Ore 09:30, scendo a Lambrate. Coincidenza persa. Pace: mi toccano metro+tram e cinquanta minuti di viaggio, invece che venti comodi comodi...

Ore 10:20, entro in ufficio. Fantastico!!! Il capo non c'è. In fondo, a tutto c'è rimedio!!! ;-)))

mercoledì, settembre 05, 2007

Gibilterra e la Costa de la Luz

Se aspetto ancora un pò a raccontarvi di Gibilterra, non mi resterà neppure più un briciolo delle impressioni a "caldo" che volevo trasferirvi: il rientro in ufficio è stato di quelli tosti e mi sono già quasi dimenticato il sapore delle vacanze. Approfitto, dunque, di questa serata "libera" per completare il resoconto che vi avevo promesso, sperando di farlo in modo degno.

fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza


Il mio racconto di Gibilterra può iniziare da questi famosissimi versi della Divina Commedia. Ricordate? Nel canto XXVI, Dante incontra Ulisse, che gli narra l'incredibile racconto del suo ultimo viaggio per mare, quello che gli sarà fatale. L'eroe ha appena attraversato con la sua nave le Colonne che Ercole eresse nel corso della sua X fatica (...da la man destra mi lasciai Sibilia, da l'altra già m'avea lasciata Setta... cioè Siviglia e Ceuta, Spagna e Marocco, insomma le due sponde dello stretto di Gibilterra) e usa quelle parole per spronare la ciurma, convincendola a proseguire il viaggio e l'esplorazione dell'ignoto.

Lo stretto di Gibilterra appare proprio così: una porta verso l'ignoto. Arrivando da Malaga in autostrada, superate le ultime colline presso San Roque, fin da lontano vedrete stagliarsi all'orizzonte un'enorme roccia piantata nelle acque, una colonna possente, un imperturbabile guardiano di navi che transitano fra due continenti. Ed è veramente una grande emozione raggiungere la rupe di Calpe e mirare, dall'altra parte, la sagoma altrettanto possente dell'altra colonna, il monte Abila e il profilo delle vicine terre d'Africa. Scattare una foto dal faro di Europa Point è una gioia.

Noi lo abbiamo fatto dopo aver percorso con la nostra auto prima il versante est e poi il versante ovest della penisola, immaginando che fossero collegati. In realtà, Sir Herbent Road è una strada a fondo chiuso e quindi, una volta arrivati in fondo, abbiamo capito che non avevamo altra possibilità se non quella di tornare indietro.

In realtà, quel piccolo contrattempo si è subito rivelato essere un autentico colpo di fortuna, perchè è stata l'occasione per un incontro molto ravvicinato con un vivace gruppo di bertucce, gli abitanti più famosi della colonia britannica. Gibilterra è l'unico posto in Europa in cui le scimmie vivono allo stato brado, tuttavia non è così facile avvistarle all'interno o anche solo ai margini del centro abitato. E invece, eccole lì davanti a noi! Sul tetto di una macchina in sosta ce n'erano addirittura quattro: tutti giovani esemplari, intenti a giocare fra loro nei modi più bizzarri. Sembrava di assistere ad uno spettacolo del circo: le bertucce utilizzavano il parabrezza dell'auto come scivolo, il cofano come tappeto per capriole e lo specchietto retrovisore come perno per dondolarsi. Più in là, su un muretto, una coppia di esemplari adulti, che si sono invece esibiti in una performance di altro tipo, diciamo così... dalle finalità pseudo-riproduttive. Dall'altra parte della strada, un'altra femmina con un piccolo in spalla, si arrampicava oltre uno steccato alla ricerca di un posto più appartato. Dopo aver goduto delle bellezze del creato e assistito a queste simpatiche scenette, ogni altro cosa c'è sembrata superflua. Abbiamo lasciato Gibilterra, dopo un giretto su Main Street (il centro, con tutti i suoi negozietti stile Livigno) di neppure un'ora.

Siamo così arrivati ad Algeciras per le 19, giusto in tempo per goderci l'ultima ora di sole nella piscina del nostro Hotel (il Reina Cristina), un quattro stelle immerso in uno splendido parco, con tutti i confort di cui vorresti godere al termine di una vacanza bella quanto stancante. Consigliato! La sera siamo andati a mangiare un boccone presso Getares, un borgo poco distante, con diversi ristoranti e bar sul mare. Nota di costume: occhio al Bobi, il parcheggiatore-abusivo! Sistemate la macchina a distanza debita ed ignorate la sua presenza: non pagherete il pizzo! ;-) Anche a Tarifa c'è capitato qualcosa del genere: paghi il parcheggio se incocci il parcheggiatore-abusivo/autorizzato, viceversa la scampi. Vi torna?

A proposito di Tarifa & dintorni! Tarifa è carina ed effettivamente ha dei bei negozietti, come dice la Lonely Planet, a cui però vanno tirate le orecchie perchè "Tarfa", segnalato in pompa magna, è in realtà una gran sola. Piuttosto... che spiagge, gente! La Playa de los Lances è infinita ed è divertente vedere surfisti e gente con il Kite sfidare il gran vento nella Ensenada de Valdevaqueros. A pochi chilometri da Tarifa, in direzione Cadice, ma uscendo dalla strada principale, si incontra Bolonia che è una perla di rara bellezza, anzitutto per il suo mare cristallino e per la sua gigantesca duna di sabbia bianca (foto sopra): a scalarla sembra di essere nel deserto! Poi per il sito archeologico adiacente alla spiaggia, dalla quale sono emerse le rovine della città romana Baelo Claudia. Con il mare sullo sfondo sono davvero suggestive.

Chiudo infine con un consiglio pratico per i souvenir dall'Andalusia. Se in tutto questo girare, come noi, nulla vi avrà ancora convinto, fermatevi a Jerez de la Frontera, che è sulla strada del ritorno e ordinate un bicchierino di Sherry oloroso y dulce (un bel Solera, ad esempio). Sono certo che farà al caso vostro e vi sembrerà una buona idea portare a casa qualche bottiglia di quel vino liquoroso. Attenzione a non esagerare: da lì a Siviglia ci sono ancora diversi km.

Hasta luego!!!

domenica, settembre 02, 2007

Malaga e la Costa del Sol

Bè, si sapeva, la Costa del Sol non è fatta per noi e infatti non ci è piaciuta un gran che. Del resto, non si va lì per il mare, perchè non è certo dei migliori, nè per le spiagge, che sono grigie e sempre affollate. E non si va lì neppure per le bellezze paesaggistiche perchè - pur non escludendo che una volta ci siano state - oggi i 230 km di costa tra Motril e Gibilterra sono stati completamente rovinati dall'abusivismo edilizio. Le chiamano urbanizaciones e altro non sono che sterminate distese di villette monofamiliari, identiche e compattate in file parallele e anonime, ai margini delle città e dei paesini originari della costa. Le colline non ancora edificate sono ormai rare, ma su una buona parte di esse si vedono già le gru e gli scavatori all'opera. Pare che il fenomeno della cementificazione sia inarrestabile, nonostante gli scandali, le condanne per corruzione e le inchieste che hanno accertato come dietro al boom edilizio si nascondano gli interessi della malavita, che col mattone ricicla denaro sporco. Insomma, una gran vergogna, in tutti i sensi. E' chiaro che per gli stranieri che da diversi anni alimentano la domanda di case da quelle parti tutto questo non significhi molto. Del resto, come biasimarli? Inseguire il sogno di un pied a terre a Marbella, con tutto quel sole, vista mare, in cui trascorrere l'estate è più che lecito...

Insomma, la Costa del Sol oggi appare come un'oasi artificiale costruita per ricchi villeggianti e per gli amanti della disco e dei divertimenti della vita nottura. Se non siete fra queste due categorie, vi consigliamo di puntare senza esitazione su poche e ben selezionate mete: Nerja, per trascorrere una piacevole giornata di mare e Malaga per le vostre cene e le passeggiate serali.

A Nerja abbiamo trascorso buona parte della prima delle due giornate a nostra disposizione. Famosa per la sua magnifica balconata a strapiombo sul mare (tanto suggestiva che il Re Alfonso XII le affibiò il titolo di "balcone d'Europa", tutt'oggi vanto della città) e per le grotte con dipinti rupestri, che però non abbiamo visitato: non vi so dire, quindi, se valga la pena di visitarle. Quanto a noi, dopo le foto di rito, ci siamo dedicati all'arte della tintarella e, dopo pranzo, al giro dei negozietti, in cerca di souvenir.

Malaga ci è piaciuta tantissimo. Per certi versi, ci ha ricordato Barcelona e in effetti sono molte le analogie: il grande porto, attorno al quale si sta sviluppando una zona turistica, la presenza di una grande spiaggia cittadina (la Malagueta, come a Barcelona c'è Barceloneta), la presenza di colline panoramiche da cui gustare il panorama, i grandi viali alberati e le maestose vie centrali. Certo, bisogna precisare che Calle Marques de Larios non ha proprio nulla a che vedere con le Ramblas della capitale catalana, ma è comunque splendida: un vero gioiello! E poi a Malaga abbiamo fatto la più soddisfacente mangiata di tapas del viaggio e abbiamo anche avuto il piacere di ascoltare musicisti di strada eccezionalmente bravi.

Chiudo il post, consigliandovi caldamente il B&B "Good" di Adrian & Janet, a Benamocarra, piccolo paesino dell'entroterra di Malaga (precisamente, di Velez-Malaga), in cui siamo stati ospiti per due notti. Dal loro sito Internet, già si può intuire che l'ospitalità sarà ottima, ma dal vivo le cose andranno persino meglio, oltre le vostre aspettative. Loro due sono fantastici, molto disponibili, squisiti. La casa è accogliente, perfetta in tutto e in posizione comoda per gli spostamenti verso Nerja, Malaga, con auto privata. Una coppia che alloggiava nella stanza di fianco alla nostra, l'ha usata come base per una gita a Granada. La colazione è abbondante e deliziosa. I 55/€ notte sono una spesa ampiamente ripagata: molto più che "good", insomma!!!

Granada

Ve lo dico subito: nessun problema di parcheggio, a Granada (cfr. Siviglia e Cordoba) ;-)). La nostra sistemazione in città è stata l'Hostal Meridiano, convenzionato con un parcheggio molto ben segnalato e a due passi dalla pensione: in un attimo, abbiamo risolto il problema. Nonostante ciò, i giudizi sull'hostal che abbiamo espresso io e Manu sono stati alquanto differenti. Io ne sono rimasto più che soddisfatto, perchè è posizionato egregiamente, a due passi dalla Cattedrale, dalla quale si raggiunge in un attimo, a piedi, qualsiasi destinazione. L'ottimo rapporto qualità/prezzo (nota il prezzo: 38€/notte: imbattibile! e nota la connessione Internet a gratis: questa sì che è qualità!) e la simpatia e gentilezza del ragazzo alla reception hanno fatto il resto. Manu sostiene, invece, che la zona di Plaza de la Trinidad non era poi così sicura e che zone come le vie attorno a Plaza del Carmen sarebbero state senz'altro più carine. Boh, le donne hanno sempre ragione per cui datevi da fare, cercate altre soluzioni e poi, naturalmente, fateci sapere.

La città a me è piaciuta moltissimo: nel complesso, più delle altre. Le meraviglie della cittadella dell'Alhambra certamente sono quanto di meglio si può trovare in Andalusia, dal punto di vista artistico, ma l'atmosfera di festa, la vivacità, la cordialità che abbiamo respirato nel resto della città hanno certamente contribuito molto nel lasciarmi una bella impressione. Bisogna, poi, dire che probabilmente, non abbiamo visto Granada nei suoi giorni migliori: mi chiedo, ad esempio, che vista spettacolare si deve godere dal Mirador de San Nicolas, in cima all'Albayzin, quando non c'è l'opprimente cappa di caldo (foschia) sbiancante che abbiamo trovato noi. A parte le immagini costruite ad arte che si vedono sulle cartoline, scorgere l'Alhambra al momento del tramonto con ai piedi la città e sullo sfondo le cime della Sierra Nevada deve essere una gran cosa. Che ci volete fare, sono sempre stato romantico e contemplativo.

L'Alhambra... Per vederla ci siamo svegliati alle 5! Purtroppo, non c'è stato modo di prenotare due biglietti prima del giorno della visita e così alle 6 eravamo già in coda davanti all'ingresso, in compagnia di un nutrito (almeno una cinquantina) gruppo di ragazzi, in prevalenza americani. Qualcuno era lì con il sacco a pelo, il giaciglio su cui aveva passato la notte. La levataccia è stata dura, ma la ricompensa grande: l'Alhambra è l'apoteosi dell'arte moresca andalusa.

Davvero non si sa dove puntare l'obiettivo della macchina fotografica, perchè ti sembra sempre di escludere qualcosa, quando invece vorresti portarti a casa il ricordo di ogni metro quadrato di quelle minuziose, incomprensibili, affascinanti decorazioni, almeno quelle che adornano il Palazzo Nazaries. Ho cercato di inserire in questo post le più significative, ma ovviamente, nessuna di queste rende l'idea, per cui vi invito a visitare di persona il sito (consiglio: una telecamera vi darà senz'altro più soddisfazione e meno senso di frustrazione della macchina fotografica).

Terminato il giro dell'Alhambra, con i suoi favolosi palazzi e giardini, fate un giro anche dentro la Cattedrale di Granada, che ha un altare maggiore davvero notevole e che conserva una gigantesca pala con scuture lignee piuttosto curiosa e contestata: al centro la figura di San Giacomo di Compostela che appare in sogno ai cavalieri cristiani in sella ad un cavallo, armato di tutto punto, pronto a schiacciare e uccidere un moro infedele. Si tratta di una rappresentazione che ha suscitato e continua a suscitare le proteste della (grande) comunità islamica cittadina, ma a cui non si può rinunciare, perchè è parte integrante e importante della tradizione e della cultura cattolica spagnola. Piuttosto, bisogna concludere che Cordoba con la Mezquita e Granada con questo San Giorgio bellicoso siano due facce della stessa medaglia, due racconti della stessa pagina di storia.

Come sempre, vi invito a non perdervi l'articolo di Manu dedicato a Granada!

Cordoba

Cordoba = Mezquita? Per necessità, sì. Purtroppo, per noi questa equazione è stata tanto vera quanto poco è stato il tempo a nostra disposizione per visitare la città. Tutto nasce dal fatto di aver pianificato una tappa a Cordoba da una sola notte: un errore che abbiamo pagato facendo tutto molto di corsa e in modo alquanto stancante. Ma a peggiorare la situazione, ancora una volta, il problema del parcheggio: anche a Cordoba, le cose sono andate maluccio. L'hostal Osio (peraltro bellissimo e consigliato vivamente, sia per la posizione, sia per il fascino della struttura, sia per il rapporto qualità/prezzo), è convenzionato con un parcheggio privato "fantasma", nel senso che noi non siamo riusciti a trovarlo, nonostante avessimo ricevuto indicazioni piuttosto chiare. In compenso, ci siamo fatti due volte il giro della città (che per fortuna è piuttosto piccola), passando per diabolici sensi unici e stradine strette a rischio fiancata e alla fine, sconfitti, abbiamo posteggiato altrove, lontani il solito chilometro dall'hostal.

Capitolo Mezquita, la moschea-cattedrale di Cordoba. La bellezza di questo edificio riflette la bellezza e la complessità della storia che si porta dietro. Nasce come chiesa cristiana visigota, poi, dopo l'invasione araba dell'Andalusia e per oltre settant'anni (711-785), viene letteralmente divisa in due parti: metà assegnata al culto cristiano e metà al culto islamico. Poi l'emiro Abd al Rahman riscatta la metà cristiana e pone le fondamenta per quella che diverrà nel corso di due secoli una delle maggiori meraviglie dell'architettura e dell'arte islamica nel mondo.

Ma la storia non finisce qui. Nel 1236, dopo secoli di sanguinose battaglie, sacrifici, umiliazioni e sconfitte, i cristiani - guidati dal Re Ferdinando III di Castiglia e Leon (poi santificato!) - si riprendono Cordoba e una buona parte dell'Andalusia. Nonostante la cacciata dei mori, per tre secoli nessuno osa toccare la Mezquita, opera troppo bella per demolirla e rimpiazzarla con una cattedrale, come fu invece fatto a Siviglia. Finalmente, tra mille polemiche, si decide di costruire una cattedrale DENTRO la Mezquita, integrando le due strutture nel modo più armonioso possibile. Il risultato è artisticamente assai discutibile (qualcuno dice scellerato), ma ha per lo meno un altissimo e indiscutibile valore simbolico. In un'epoca come la nostra caratterizzata da tensioni con il mondo islamico, la Mezquita è un'oasi di cultura che insegna il rispetto e la convivenza pacifica fra le religioni. Un'eredità immensa, per l'umanità di ogni secolo.

Chiudo il post rimandandovi al corrispondente articolo "impressionista" di Manu dedicato a Cordoba e segnalandovi, infine, il museo dedicato a Julio Romero de Torres, pittore di Cordoba vissuto a cavallo tra l'800 e il '900 e celebre per gli splendidi ritratti di donne cordovesi, ritratte in pose lascive e molto sensuali. Può essere un buon diversivo, inoltre il museo è gratis. Anche le visite al museo de Belles Artes e al museo archeologico sono gratuite, però, non c'è un gran che da vedere e tutto sommato vi suggerirei di saltarli a cuor leggero.

Forza, non fermatevi qui! Il prossimo capitolo è dedicato alla ciudad màs bella: Granada!

sabato, settembre 01, 2007

Siviglia

L'impatto con Siviglia, prima tappa del nostro viaggio in Andalusia, non è stato sicuramente dei migliori. Sulle guide turistiche certe cose dovrebbero scriverle in modo limpido: non sperate di trovare un parcheggio libero sulla strada su cui affaccia il vostro hotel, dotatevi di navigatore satellitare con mappe dei sensi unici aggiornate, verificate presso il vostro albergo la disponibilità di un parcheggio privato a pagamento. Forse così risolverete il problema del parcheggio in meno di due ore o almeno non pagherete il servizio 20€/g, che è il prezzo che alla fine abbiamo pagato noi, quando - esasperati dal tanto girovagare a vuoto - abbiamo deciso di lasciare la macchina nel primo silos di turno, ad un chilometro di distanza dal (peraltro eccellente) hotel Corregidor.

Per il resto, di Siviglia vi posso parlare soltanto in termini entusiastici. Non avevamo mai ammirato prima d'ora architetture o palazzi in stile moresco, per cui immaginate lo stupore provato di fronte all'Alcazar e alle sue meraviglie: stanze finemente e completamente decorate con merletti scavati nella pietra e colorati, centimetro per centimetro, archi e colonne esili e graziose, piastrelle dai motivi geometrici (che ispirarono, tra l'altro, Escher) patios romantici con canaletti d'acqua e vasche per le abluzioni dove il tempo sembra fermarsi. Roba da perderci gli occhi! Siccome una foto vale più di 1000 parole, ne allego una che a me pare particolarmente significativa. Confrontate poi con le foto dell'Alhambra di Granada: lì il risultato è davvero sublime!

Da vedere assolutamente anche la Cattedrale, una delle più grandi del mondo, principale monumento della/alla reconquista cristiana della città. Il complesso della chiesa è caratterizzato dalla presenza di numerose opere d'arte e di ingegno: anzitutto, la maestosa tomba di Cristoforo Colombo (per lo meno si sa dove riposa, 'sto benedetto navigatore! Quanto ai natali, come sappiamo, c'è molta più confusione...), l'immensa pala d'altare della cappella maggiore, gli sfarzosi tesori delle sacrestie e naturalmente la Giralda, la torre campanaria ed ex minareto islamico, con le sue 34 rampe - no gradini! - di ascesa e con l'annesso ampio patio de los naranjos. Dalla cima della torre si gode senz'altro del migliore panorama della città, che peraltro, a mio giudizio, è più bella vista dal basso.

In generale, tutto il centro storico è assai gradevole, con piazze e strade (come Calle Sierpes, in particolare) animate dal passeggio e locali gremiti di giovani fino a tarda sera. Tutto entro la cornice di palazzi eleganti e lussuosi negozi, con vetrine in cui spiccano meravigliosi scialli per signora, ventagli e splendidi abiti da sera. Confermo che Siviglia è molto calda, ma nonostante tutto si può girare il centro anche nelle ore centrali della giornata, grazie all'ombra creata dai teloni frangi-sole issati tra un palazzo e l'altro o nel bel mezzo delle principali piazze. Un colpo d'occhio curioso e comunque gradevole.

Una vera meraviglia, neppure troppo pubblicizzata, forse anche perchè rimane un pò ai margini del centro storico, è l'edificio semicircolare in mattoni rossi che si trova in Plaza de Espana, costruito in occasione della fiera internazionale che si tenne a Siviglia nel 1929: le linee armoniose della piazza e i deliziosi e colorati decori in ceramica (il ponticello a metà della piazza è semplicemente favoloso!) creano un risultato finale superlativo. Ci abbiamo sprecato quasi un rullino da 128 mega! ;-)

Altro sito di interesse, questa volta dal punto di vista archeologico e storico, è Italica, prima città romana costruita in Spagna da Scipione l'Africano e dai suoi veterani, che si trova ad una decina di km dal centro Siviglia. Il grande teatro romano, l'estensione dell'area, gli splendidi pavimenti delle abitazioni vi fanno intuire l'importanza che doveva avere questa città all'epoca in cui vi nacquero gli imperatori Adriano e Traiano. Se siete appassionati a questo genere di escursioni, sappiate che sono diverse le località andaluse ricche di testimonianze, a cominciare da Cordoba (di cui parlerò tra breve), che conserva l'impianto romano, oltre che uno splendido ponte sul rio Guadalquivir e Bolonia (la Baelo Claudia romana), posta sulla costa, tra Tarifa e Cadice, che ospita un sito archeologico molto suggestivo (cfr il post dedicato a Gibilterra e Costa del la Luz).

Storia, dominazioni straniere e tanta arte. Sì, ma Siviglia non è solo una città museo. Anzi, come tutta l'Andalusia, è una realtà tutta da vivere, soprattutto la sera, quando si esce per gustare deliziose tapas e bere sangria o assistere ad uno spettacolo di flamenco cantato e/o ballato nei locali della città. A questo proposito, non posso esimermi dal ringraziare Santa Lonely Planet: il "La Carboneria" si è rivelata una dritta-chicca fantastica! Si tratta di un locale (tablao) dove si assiste gratuitamente ogni sera a spettacoli dal vivo di flamenco: la qualità non è assicurata, ma a noi è andata gran bene. Folla in delirio, soprattutto per la danza scatenata del donnone di questa foto.

Unico rammarico, non aver potuto vedere la corrida. Gli spettacoli cominciano a settembre e in questo periodo è tutto chiuso. Peccato! Molta gente - probabilmente a ragione - crede che la corrida vada abolita. Prima di giudicare, però, vorrei conoscerla e vederla da vicino. Chissà, forse prima o poi una scappata a Madrid...

Ok. Ora vi lascio con l'invito a leggervi anche il bellissimo articolo di Manu su. La versione impressionista dei fatti completa - meravigliosamente - il quadro dedicato a Siviglia!

Andalusia - Prologo

Cari lettori, eccomi a voi dopo il tour (de force) dell'Andalusia con un sacco di cose da raccontarvi e farvi vedere. Mi dedico subito alla stesura del racconto delle vacanze, perchè temo che a cominciare da lunedì avrò ben poco tempo da dedicare al Blog: come molti di voi sanno, ho appena cambiato lavoro (quando mamma VODA chiama...) e ci sarà da pedalare con la nuova attività! Cercherò di essere più preciso in uno dei prossimi post. Ma torniamo a bomba. I prossimi 5 post descrivono le 5 tappe in cui abbiamo suddiviso il nostro viaggio, che sono nell'ordine: Siviglia, Cordoba, Granada, Malaga e Costa del Sol, Gibilterra & Costa de la Luz. Un giro circolare (con ritorno a Siviglia) da circa 1500 km percorsi in soli 9 giorni: decisamente troppo pochi per quello che c'è da vedere nella regione!

Vabbè, vi lascio con i miei prossimi articoli. Buona lettura!